START UP

Il food delivery Alfonsino punta sulle piccole città: 400 comuni entro il 2022 con 3.700 rider a contratto

La start up nata Caserta nel 2016, specializzata nel servizio di consegna a domicilio dei pasti nei piccoli centri abitati in 30 minuti, chiude il 2020 con ricavi a 3 milioni di euro

default onloading pic
Alfonsino driver

La start up nata Caserta nel 2016, specializzata nel servizio di consegna a domicilio dei pasti nei piccoli centri abitati in 30 minuti, chiude il 2020 con ricavi a 3 milioni di euro


2' di lettura

I suoi numeri sono sicuramente un buon biglietto da visita: circa 300 piccoli centri abitati serviti in sette diverse regioni, 950 ristoranti affiliati e 250mila clienti attivi sulla piattaforma. E anche la storia finanziaria di questa start up nata a Caserta nel 2016, la colloca nel novero delle nuove imprese del foodtech che hanno saputo conquistarsi un posto al sole. Sono infatti poco meno di 600mila euro i finanziamenti raccolti negli ultimi due anni attraverso altrettante campagne di crowdfunding (la seconda, avviata a luglio sulla piattaforma 200Crowd, ha superato l'obiettivo prefissato di 350mila euro raggiungendo quota 436mila) mentre il fatturato è cresciuto tra il 2018 e il 2019 del 270%, facendo da trampolino di lancio per l'esercizio 2020, che si chiuderà (in utile) con ricavi nell'ordine dei tre milioni di euro (rispetto agli 1,2 milioni dell'anno precedente). Come confermano però anche i diretti interessati, siamo solo all'inizio.

I target del piano di sviluppo 2021

Il piano di sviluppo di Alfonsino è perlomeno ambizioso e cavalca il momento favorevole per le consegne del cibo a domicilio. Dopo essere stata fra le vincitrici (la scorsa estate) dell'ultima edizione dell'Unicredit Start Lab per la categoria “Innovative Made in Italy”, la società campana punta ora ad estendere in modo sostanziale la propria comunità di partner (sono 1.500 i ristoranti affiliati previsti a fine 2021), i centri raggiunti con il servizio (il target è di 400 comuni serviti entro il 2022) e la flotta di rider (3mila i collaboratori che saranno regolarmente contrattualizzati entro i prossimi 24 mesi su tutto il territorio nazionale, in aggiunta agli attuali 700).In questo piano di espansione, l'elemento di continuità di Alfonsino è la sua missione, la stessa che ha ispirato a suo tempo i suoi tre giovani fondatori (Carmine Iodice e Domenico Pascarella, 36 anni, Armando Cipriani 29): dare vita a un servizio a domicilio più familiare e capillare, più vicino alle esigenze delle comunità locali e agli abitanti delle piccole città, spesso non coperte (o coperte solo parzialmente) dalle principali piattaforme di delivery.

Loading...

Le tipologie di attività spaziano dalla pizza ai piatti regionali, dal kebab ai ristoranti cinesi e giapponesi, e tutte rimandano a un modello operativo molto lineare. Si prenota il proprio pasto tramite la chat di Facebook (Messenger), grazie a un chatbot virtuale sviluppato in-house dalla start up, oppure attraverso l'omonima app mobile (che permette anche di tracciare in tempo reale il rider incaricato di trasportare pasto) e in pochi passaggi si completa l'operazione. Le consegne, effettuate in scooter o auto entro un raggio di copertura di 4,5 km dal centro cittadino, è garantita in 30 minuti.

Il target di Alfonsino - il nome della startup, come confermano i portavoce, vuole ricordare un amico di famiglia o di quartiere che porta a casa il pranzo o la cena – sono come detto i centri medio piccoli (dai 50mila ai 250mila abitanti) e la vasta platea di esercizi (dalle trattorie tipiche ai sushi bar passando per pasticcerie e rosticcerie) che li popolano. E poi c'è il digitale, una delle colonne portanti della startup insieme all'attività di selezione e formazione dei rider, gestita full time da tre delle 30 persone che compongono il team.


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti