Lavoro

Il Forno Brisa di Bologna è un «Great Place To Work»

Il progetto di Pasquale Polito e soci è il primo forno italiano a raggiungere la certificazione come “miglior luogo di lavoro”, grazie alla soddisfazione dei 39 componenti del team

di Alessandra Tibollo

Il team di Forno Brisa

2' di lettura

«Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita», diceva Confucio. «Siamo tutti titolari, siamo tutti lavapiatti», dicono quelli di Forno Brisa di Bologna, il primo forno in Italia Great Place To Work ovvero “miglior luogo di lavoro”. Un obiettivo riservato alle organizzazioni attente al benessere del team, alla qualità della propria cultura organizzativa e del proprio ambiente di lavoro, con un modello relazionale basato sulla fiducia reciproca.

Great Place To Work è la società di consulenza e “people analytics”, presente in oltre 60 Paesi nel mondo, che analizza la soddisfazione della squadra. In Italia sono 114 le aziende coinvolte nello studio, che si concentra su aree tematiche valoriali quali la credibilità, il rispetto, l'equità, l'orgoglio, la comunicazione, il coinvolgimento, il senso di giustizia, l'immagine aziendale, la coesione e il senso di comunità.

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Senso di comunità, coesione e coinvolgimento nel progetto sono i pregi di Forno Brisa che hanno registrato i picchi più elevati di consenso (97%) da parte dei dipendenti.Nata nel 2015 a Bologna, sulle ceneri di un ex-forno di quartiere, Forno Brisa è l'idea di quattro ragazzi, capitanati da Pasquale Polito, che decidono di cambiare vita, dedicarsi all'arte della panificazione e sovvertire l'immagine tradizionale del fornaio.
Diventata in breve punto di riferimento per pane, pizze, dolci da forno compresi i lievitati delle feste, oggi l'azienda conta 39 persone di cui 20 donne e 19 uomini (con un'età media sotto i 30 anni).

Quattro i punti vendita in città e un fatturato 2021 che si è chiuso superando i 2 milioni di euro, ma che – dicono – è in crescita: si aspettano di centrare l'obiettivo 3 milioni per il 2022. Il 49% del pane sfornato proviene dalle farine prodotte in biologico in un'azienda agricola di proprietà in Abruzzo e da campi in filiera diretta.
«Crediamo che il paradigma dell'impresa che vive con l'unico fine di fare profitto sia superato, il nostro obiettivo è generare benessere diffuso nella rete di attori, sia interni che esterni, coinvolti nel progetto. Per questo confidiamo, anche attraverso questa certificazione, di essere d'ispirazione per i nostri colleghi, affinché sempre più panifici rendano pubblico il loro impegno quotidiano nel cambiare il mondo una pagnotta alla volta», dice Pasquale Polito.

Se il “cambio vita” ha caratterizzato l'esperienza dei fondatori, è un valore anche nell'acquisizione delle nuove risorse: «Cerchiamo le persone giuste, non le grandi competenze», affermano. C'è la pizzaiola Emanuela, che è ingegnera elettronica; il panettiere Daniele, ingegnere meccanico; Riccardo, cioccolatiere e avvocato; Clementina, responsabile commerciale e counselor; Valeria, antropologa e barista.
La misurazione del benessere percepito all'interno dell'impresa è uno degli impegni che quelli di Forno Brisa si assumono con i loro dipendenti. Ognuno di essi ha una road map della propria crescita professionale e la certificazione Great Place to Work è stata per questo forno bolognese occasione di mettersi alla prova, facendo misurare la soddisfazione da un ente internazionale qualificato. Il passo successivo, annunciano, è la certificazione come Bcorp, Benefit Corporation, e per ottenerla hanno già depositato il B Impact Assessment.

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