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Il Four Seasons Firenze riapre e punta su italiani ed europei

L’hotel offre sconti del 50% sulle camere per bambini, quarta notte gratis e un pacchetto per almeno due notti per residenti in Toscana

di Silvia Pieraccini

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L’hotel offre sconti del 50% sulle camere per bambini, quarta notte gratis e un pacchetto per almeno due notti per residenti in Toscana


3' di lettura

Per gli alberghi che erano abituati ad avere soprattutto clientela internazionale, decidere di riaprire i battenti dopo l'emergenza-Covid è un salto nel buio, viste le restrizioni che ancora restano agli spostamenti a lungo raggio.

Four Seasons Firenze, uno degli hotel più glamour della compagnia canadese simbolo dell'alta gamma, un urban resort con 116 camere, parco storico di 4,5 ettari, spa, piscina all'aperto, ristorante stellato, ha deciso di riaprire per «dare un segnale» spiega il direttore Max Musto. L'hotel tornerà a essere operativo il 19 giugno: «Il team e io siamo eccitati come bambini».

Direttore, che segnale volete dare?
Apriamo per dare un segnale di vitalità alla città di Firenze e al Paese, e per dare un segnale anche a livello di compagnia: Four Seasons era arrivata ad avere il 70% delle strutture chiuse nel mondo a causa del coronavirus. Piano piano gli hotel stanno riaprendo nei luoghi considerati sicuri, com'è l'Italia. In più c'è l'aspetto occupazionale: vogliamo dare un segnale per riportare al lavoro le tante persone in cassa integrazione.

Che cosa vi aspettate considerato che la pandemia si somma col fatto che l'estate non è la stagione di punta per le città d'arte come Firenze?
Siamo molto conservativi, sappiamo che non è un anno in cui fare profitti.

A Firenze la metà degli alberghi tre, quattro e cinque stelle non riaprirà adesso, ma solo in settembre. Come valuta questa decisione?
Ciascuna struttura, sia a proprietà straniera che italiana, fa le proprie valutazioni. Anche nel nostro caso è una decisione che abbiamo preso insieme con la proprietà. Occorre mettere in conto che guadagni quest'anno non ce ne saranno. È una decisione aziendale.

Come cambierà la vostra clientela?
Cambierà inevitabilmente. Americani, asiatici, arabi e in genere extraeuropei, che valevano più del 50%, per adesso non possono spostarsi. Punteremo molto sugli italiani e sugli europei.

Con quali proposte?
Abbiamo messo a punto pacchetti come il soggiorno nella Villa garden suite immersa nel nostro parco secolare; sconti del 50% sulle camere per bambini per facilitare le famiglie; oppure stay longer package con l'offerta della quarta notte; dining package per chi preferisce consumare anche la cena da noi all'insegna del relax; e poi, molto attraente, un pacchetto per due notti per residenti in Toscana.

E la ristorazione?
Per cominciare apriremo l'Atrium Bar sia all'interno che sulla terrazza, e abbiamo già prenotazioni. Il nostro ristorante stellato Il Palagio sarà aperto su prenotazione, faremo cene e picnic nel parco: vogliamo sfruttare gli spazi esterni perché è un punto di forza della struttura. Poi, mano a mano, apriremo gli altri ristoranti al bisogno.

Quante persone avete richiamato al lavoro?
Daremo l'opportunità di lavorare a tutto il nostro personale a rotazione: mentre alcuni resteranno in Fis (il fondo d'integrazione salariale che nel turismo sostituisce la cassa integrazione, ndr), altri saranno al lavoro e viceversa.

Farete a meno degli stagionali?
Questa è una decisione che prendemmo all'inizio dell'epidemia, in febbraio: decidemmo di aspettare ad assumere per la stagione estiva. Ma anche questi ragazzi fanno parte della nostra famiglia, ci auguriamo che possano tornare il prossimo anno.

Sul fronte sicurezza come vi siete organizzati?
Il gruppo Four Seasons ha stretto una collaborazione con la Johns Hopkins Medicine International, uno dei centri sanitari e di ricerca più prestigiosi al mondo, per mettere a punto un protocollo per la tutela della salute e della sicurezza di ospiti e personale. Il nostro protocollo è ancora più stringente di quello previsto dalle norme italiane. Ogni divisione ha un proprio manuale di sicurezza. Il personale è stato formato online e alla fine del corso deve superare l'85% delle domande di un questionario per essere ammesso al lavoro. Abbiamo un dirigente destinato al controllo del rispetto dei protocolli. E misureremo la temperatura ai clienti: è una questione di sicurezza verso gli altri.

Quando tornerà la voglia di viaggiare?
Dovrei essere un mago per saperlo. Abbiamo fatto tante previsioni. Personalmente penso che fino a Pasqua sarà difficile vedere i numeri che facevamo prima del Covid. Il 2020 ormai è compromesso, dovremo aspettare il secondo trimestre 2021: per il momento dovremo pensare in piccolo e coccolarci i pochi clienti che arriveranno. I telefoni però stanno squillando, per il 19 giugno abbiamo già qualche camera occupata, cominciano piano piano con italiani e europei e poi vedremo.

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