Cassazione

«Fumo scelta libera e consapevole, no ai risarcimenti». La sentenza

L’uomo aveva fumato due pacchetti di sigarette al giorno per trent’anni. Nel 2009 la Cassazione aveva affermato la responsabilità dei produttori

di Patrizia Maciocchi

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L’uomo aveva fumato due pacchetti di sigarette al giorno per trent’anni. Nel 2009 la Cassazione aveva affermato la responsabilità dei produttori


2' di lettura

Che il fumo faccia male alla salute é noto. Ed è chiaro che il rischio é ancora maggiore quando si fumano 40 sigarette al giorno per trent’anni. Partendo da questo presupposto la Cassazione (sentenza 1165) ha respinto il ricorso degli eredi di un uomo morto per cancro ai polmoni, contro la British American Tobacco-Bat Italia e i Monopoli di Stato, oggi Agenzia delle Dogane.

Per i giudici di merito, come per quelli di legittimità, causa esclusiva della morte del fumatore incallito, nello specifico di Ms, sta nel suo comportamento. Appurato che fumare è una libera scelta, fatta malgrado la consapevolezza dei pericoli che il vizio comporta, non serve neppure stabilire il nesso tra la condotta e l’evento.

Nello specifico l’uomo aveva fumato «sin dalla più giovane età, per oltre trent’anni, in quantità smodata e a dispetto della raccomandazione di astenersi, impartitagli dal suo medico curante». La Suprema corte compensa però le spese tra le parti consapevole che la giurisprudenza sul punto non è del tutto univoca.

La sentenza

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Nel 2009 la condanna dei produttori
Gli stessi giudici ricordano infatti la sentenza 26516 del 2009, con la quale la Cassazione non solo aveva bollato come pubblicità ingannevole la scritta “Light” messa sulle confezioni di sigarette, ma aveva affermato la responsabilità del produttore. In quell’occasione i giudici avevano, infatti, affermato che «la conoscibilità del rischio da parte del fumatore non vale ad escludere la configurabilità della responsabilità in capo al produttore ex articolo 2050 del Codice civile: il produttore è sempre responsabile, quindi, anche se la vittima può essere in colpa». Nel 2009 la Cassazione era dell’avviso che chi produce e vende le sigarette, in quanto prodotto pericoloso, è responsabile dei danni ai fumatori e dei rischi che questi corrono.

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