Il piano

Il futuro del Biscione: un nuovo modello ogni anno

Arriva un baby crossover

di Corrado Canali

Il ceo in fabbrica. Jean-Philippe Imparato , numero uno di Alfa Romeo nelle linee di Pomigliano

3' di lettura

Alla chiamata del ceo di Stellantis Carlos Tavares che gli proponeva un’esperienza italiana alla guida del Biscione dopo cinque anni di Peugeot, Jean-Philippe Imparato ha immediatamente risposto di sì. Giusto il tempo di prenotare il volo Parigi-Milano ed eccolo alla guida dell’Alfa Romeo perché un brand del genere, ha poi spiegato, si gestisce in Italia, non da Parigi. Un anno dopo e tante trasferte, almeno una volta al mese, a Pomigliano d’Arco, per le revisioni e la messa a punto del progetto sulla base dei progressi, del planning oltre che della qualità, il modello adesso è pronto. Ed è quello che si spera possa far tornare l’Alfa Romeo in un ruolo di punta . Tonale è la prima auto elettrificata di Alfa Romeo quindi andava fatto un lavoro di alto livello ed esente da critiche. Grazie al gruppo Stellantis a cui appartiene col ruolo di brand premium il Biscione ha potuto attingere in tempi rapidi ad alcuni update a livello tecnologico come le modifiche al powertrain per incrementarne le performance che hanno ridotto ai minimi termini la tempistica di lancio della Tonale prevista per la prima settimana di giugno, subito dopo la festa della Repubblica.

Dopo il suv compatto altre conferme andavano ufficializzate. A cominciare dal piano prodotto che prevede un nuovo modello all’anno fino al 2030. «Confermo che sarà così e che tutte le nuove Alfa saranno elettrificate» ha spiegato lo stesso Imparato anche in riferimento al B-suv in arrivo dopo la Tonale: sarà prodotto in Polonia nella fabbrica di Tychy insieme agli analoghi modelli sia DS che di Lancia oltre che di Fiat. Quanto alla elettrificazione per l’Alfa il ceo del brand Imparato ha spiegato che a caratterizzare le elettriche del Biscione saranno alcuni dettagli distintivi, a partire dal sound, dalle sensazioni alla guida e soprattutto dall’handling per mantenere intatto il Dna del marchio.

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Da segnalare che un obiettivo sui volumi di produzione che non sarà mai un vero e proprio punto fondamentale per il Biscione. Per quanto riguarda il mix dei canali di vendita, invece, l’idea è quella di raggiungere il 45% sul fronte fra le flotte e il noleggio, il 45% su quello dei clienti privati e il 10% per le auto dimostrative. Per centrare l’ambizioso obiettivo all’Alfa Romeo stanno lavorando sul total cost of ownership, sul valore residuo e sulle emissioni di CO2. Ecco la strada maestra che Alfa Romeo dovrà percorrere nel prossimo decennio e su questo programma verrà associato il piano dei nuovi prodotti. E veniamo alle sportive, un’area che è destinata a diventare sempre più strategica per Alfa Romeo. Nel piano prodotti, infatti, c’è un’intera linea di versioni Quadrifoglio che verranno valutate sulla base dello spirito della sigla dei modelli a più alte prestazioni. Tanto che se non la si riterrà adatta ad un modello non verrà presa in considerazione. Quanto ad una possibile vettura sportiva full electric di Alfa Romeo la discussione è aperta e nulla è stato ancora deciso. Sull’internazionalizzazione del Biscione. Confermata la presenza in America pur con una revisione del business per raggiungere de ricavi adeguati. Visti i costi affrontati per entrare negli Usa non è il caso di uscire. Diverso è l’atteggiamento per la Cina, mercato verso il quale anche Imparato si è definito da subito molto prudente, visto che se è vero che i cinesi sono dei potenziali acquirenti di Alfa Romeo per sfruttare le enormi opportunità di quel mercato c’è bisogno di maggiore solidità sia in Europa che anche negli Usa.

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