Auto

Il futuro di Bmw su 4 pilastri

di Massimo Mambretti

4' di lettura

L’intenso 2018 della Bmw è la logica conseguenza di un’annata record. Infatti, lo scorso anno, per l’ottava volta consecutiva, la casa di Monaco ha registrato un risultato record, grazie a una produzione che si è attestata a poco meno di 2,1 milioni di unità. L’offensiva di Bmw, che ovviamente coinvolge anche gli altri brand del gruppo, poggia su una strategia molto articolata che è destinata a incrementare ulteriormente le sue performances nei prossimi anni. È ispirata da quattro filoni. Sono l’utilizzo sempre più esteso dell’intelligenza artificiale per arrivare a proporre dopo il 2020 un sistema di guida autonoma realmente di livello 3 nonché la connettivitá a 360° e la condivisione delle vetture, lo sviluppo del sub-brand elettrico “i”, un’incisiva offensiva nel settore dei suv e l’ampliamento dell’offerta di modelli alto di gamma.

Per quanto riguarda l’elettrificazione lia l’obiettivo è quello di arrivare a produrre entro la fine del 2019 mezzo milione di vetture a emissioni zero. Fra queste arriverà la i4, estrapolata dalla concept Vision Dynamics presentata lo scorso anno, che si baserà sull’architettura che debutterà con la prossima serie 3. Sarà una piattaforma molto flessibile, poiché consentirà di realizzare sulla medesima linea di montaggio vetture di dimensioni anche molto differenti tra loro a propulsione termica, ibrida ed elettrica. Ovviamente, il suo prossimo avvento sta ispirando il riammodernamento di tutti gli stabilimenti Bmw del mondo. La condivisione delle architetture, comunque, è già in atto in casa Bmw. Infatti, per alcuni modelli impiega quella portata alla ribalta dalla Mini e per altri, in pratica i più robusti, la Clar. Il suo raggio d’azione aumenterà ancora nei prossimi mesi, poiché sosterrà anche le nuove generazioni della X5 e della X6.

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Intanto, la Clar dà il suo supporto anche alle novità presentate le scorse settimane. Ovvero, la nuova generazione del suv-coupé X4 e una concept-car che anticipa la seconda componente della sua più grossa famiglia di sportive: la serie 8. Sebbene assai diverse nonché catalogabili entrambe come coupé, si collocano in due degli accennati filoni che supportano i piani di sviluppo della casa bavarese: l’ampliamento della famiglia dei suv e quello dell’incremento dei modelli alto di gamma. Un settore in cui, tra l’altro, la Bmw attualmente detiene la leadership con la serie 7.

La nuova X4 debutta ad appena quattro anni di distanza dalla precedente. Un ciclo vita davvero corto per un’automobile, ma imposto dallo stretto legame di parentela con l’X3 che proprio recentemente si è presentata ai nastri di partenza con la terza generazione. Ha portato al debutto inediti motorizzazioni insieme a nuove soluzioni e tecnologie dedicate alla connettività e all’ausilio alla guida. Adesso, le logiche industriali impongono di condividere tutto questo repertorio anche con l’X4.

Quest’ultima è un po’ più robusta ma anche un po’ più leggera della precedente, ha una linea più slanciata e un abitacolo più spazioso. Al pari della consanguinea è proposta solo in versioni con la trazione integrale e con il cambio automatico a otto marce. Sarà commercializzata dalla fine della primavera e sarà proposta, inizialmente, nell’esuberante versione M40i da 360 cv, che sarà mostrata al salone di New York nei prossimi giorni, e in quella turbodiesel 30d da 265 cv.

Successivamente arriveranno quelle a benzina spinte dall’unità di 2 litri 20i e 30i, rispettivamente, con 184 e 256 cv nonché le turbodiesel 20d da 190 cv e 25d da 231 cv. In seguito, lo schieramento potrebbe essere completato in maniera analoga a quello della X3, ovvero includendo una variante ibrida plug-in e una versione full-electric.

La rinascita della serie 8, denominazione che richiama quella delle più grosse coupé bavaresi degli anni Novanta, anticipata dalla show-car esposta al salone di Francoforte dello scorso anno continua con la gestazione della versione Gran Coupé.

Una denominazione che indica che la famiglia, proprio come quella dell’attuale serie 6 che sostituirà nel corso del 2019, includerà anche una variante con carrozzeria a quattro porte. Ma non è tutto perché la show-car che sfila a Ginevra si chiama anche M8. In altri termini, è l’interpretazione super-prestazionale sia della serie 8 Coupé sia della Gran Coupé. Come altre Bmw, scaturisce dalla consolidata ricetta utilizzata dall’atellier M di casa Bmw. Dà sempre come risultato auto high-performances che hanno vesti caratterizzate in maniera sportiva ma non ridondante. Per ora non è stato ufficializzato cosa nascondono i lineamenti della M8 Gran Coupé. Tuttavia, non è azzardato ipotizzare che quelle del modello definitivo potrebbero celare una versione vitaminizzata del V8 biturbo di 4,4 litri che spinge la M5, la cui potenza dovrebbe quindi superare i 600 cv, abbinato alla trasmissione automatica a otto marce e alla trazione integrale XDrive entrambe definite secondo i canoni di casa M.

Nel filone delle sportive arrivano in questi giorni anche alcune evoluzioni di modelli già noti: la M3 Cs da 460 cv e con carrozzeria largamente realizzata in carbonio, l’edizione speciale 30 Jahr della cabriolet M4 e la roadster della eco-friendly i8.

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