ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl bilancio 2020-2022

Il futuro endemico del virus: avremo nuovi picchi, ma meno gravi

Cicozzi: «È molto difficile, anche se non impossibile, che arrivi una variante in grado di soppiantare Omicron». Il maggior rischio può arrivare dalle parti del mondo con bassi tassi di vaccinazione

di Marzio Bartoloni

Covid, cinque milioni di italiani senza vaccino

3' di lettura

Il 2022 sarà il primo anno dell’endemia, quello di convivenza con il virus. A meno di nuove pericolose varianti, improbabili ma non impossibili, i contagi saranno sotto controllo con numeri ridotti e costanti fino all’estate e poi dei possibili picchi in autunno e in inverno, ma con numero circoscritto di malati gravi in ospedale, in particolare anziani e fragili. Uno scenario, questo, che potrebbe ripetersi anche per anni.

A difenderci non sarà la quarta dose ma il primo richiamo annuale del vaccino, molto probabilmente un nuovo preparato “tarato” sull’ultima variante o addirittura efficace contro tutte le varianti, che potrebbe diventare obbligatorio per anziani (magari già dagli over 50) e fragili.

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Al vaccino si dovrà affiancare un solido protocollo di cure domiciliari, quello che è tragicamente mancato nelle prime ondate che hanno mietuto tante vittime, con farmaci da usare a casa alla prima comparsa dei sintomi: tra tutti i nuovi antivirali contro il Covid già sul mercato e da prendere anche nella farmacia sotto casa dietro prescrizione del medico di famiglia, oltre ai monoclonali (per infusione ospedaliera) per i pazienti più vulnerabili.

Le incognite sul futuro

Perché una cosa è certa: il Covid resterà a lungo tra di noi. Quello che ancora non è certo è quale sarà il suo impatto nei prossimi anni soprattutto nei momenti di picco: molto dipenderà da che variante ci troveremo di fronte. Incognite che ad esempio il Governo inglese ha provato a fugare con un documento messo a punto dagli accademici e pubblicato nei giorni scorsi che prevede 4 scenari: i primi due («miglior scenario» e «ottimistico») prevedono ondate leggere o assimilabili a quella attuale di Omicron, le ultime due («scenario pessimistico» e «peggiore») prevedono l’arrivo di nuove varianti pericolose con effetti severi per anziani e fragili fino a colpire l’intera popolazione.

«Il virus si sta endemizzando, si vede dalla curva che scende rapidamente. Grazie agli alti tassi di vaccinazione c'è una pressione selettiva che spinge il virus a infettare sempre di meno anche se resterà presente come se fosse un rumore di fondo continuo. Vedendo i quattro scenari messi a punto dagli inglesi i più probabili al momento sono i primi due, quelli più ottimistici», avverte Massimo Ciccozzi epidemiologo del Campus Biomedico di Roma.

«Questo perché - spiega ancora Ciccozzi - è molto difficile, anche se non impossibile, che arrivi una variante in grado di soppiantare Omicron che racchiude tutte le mutazioni principali delle altre varianti e ha una alta contagiosità e una bassa patogenicità».

Per Ciccozzi l’unico rischio può arrivare da quelle parti del mondo con bassi tassi di vaccinazione, «come Africa o Sud est asiatico che sono pericolosi serbatoi per le mutazioni del virus. Il problema è che questa pandemia è davvero globale ma non si affronta in modo omogeneo in tutto il mondo. Anche in Europa si procede in maniera diversa: c’è chi apre tutto subito come l’Inghilterra e chi come noi lo fa più gradualmente».

Le armi contro il virus comunque saranno sempre più affilate: «Bisogna puntare su un nuovo vaccino e oggi si stanno studiando piattaforme basate sulla proteina N, non quella spike usata finora negli attuali vaccini, che sembrano efficaci contro tutte le varianti», avverte l’epidemiologo del Campus Biomedico.

Ciccozzi poi indica le nuove terapie che si sono appena affacciate: in particolare i nuovi antivirali. «È  fondamentale che siano assunti entro 72 ore. Per questo rispetto a oggi devono diventare più accessibili facendoli trovare in farmacia dietro prescrizione del medico di famiglia».

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