innovazione

Il futuro di Expo si chiama «Mind»: nasce il Milano Innovation District

di Giovanna Mancini

2' di lettura

Là dove c’era l’Expo, alle porte di Milano, ci sarà un Parco della scienza, del sapere e dell’innovazione. E questo, ormai da tempo, è noto alle cronache. Fino a oggi, però, quel Parco non aveva un nome. Un’area di oltre un milione di metri quadrati che ospiterà al suo interno lo Human Technopole (il polo tecno-scientifico di ricerca sul genoma), il nuovo ospedale Galeazzi e le facoltà scientifiche dell’Università Statale, oltre ad aziende private legate al mondo della ricerca scientifica, medica e farmaceutica. Oggi quell’area ha un nome: si chiamerà «Mind», ovvero Milano Innovation District.

Il nome e il logo sono stati scelti insieme da Arexpo (società proprietaria dei terreni) e Lendlease, il gruppo australiano che ha ottenuto, tramite gara d’appalto, la concessione per 99 anni di una parte dell’area, con il compito di progettarne il Masterplan e favorire l’insediamento di aziende private sul suo terreno. Contestualmente Arexpo inoltre ha affidato ad alcune università milanesi (Politecnico, Iulm e Accademia di Brera) il compito di definire l’identità di Mind, la divulgazione del Masterplan e le strategie di comunicazione e promozione.

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«Un progetto così importante non poteva non avere un nome che lo identificasse e ne caratterizzasse gli obiettivi», ha detto l’amministratore delegato di Arexpo, Giuseppe Bonomi, precisando che la trasformazione dell’ex area Expo è ormai avviata e dunque al riparo da cambiamenti politici a livello governativo. «Lo Human Technopole è già in parte una realtà: i lavori sono iniziati ed entro la fine dell’anno vi lavoreranno centinaia di persone». Inoltre, si tratta di un progetto che già oggi ha attratto investimenti privati per 1,8 miliardi.

Il 10 maggio si terrà il cda di Arexpo per l’approvazione del Masterplan e l’affidamento a Lendlease, per arrivare alla firma del contratto in autunno. Sempre a maggio sarà posta la prima pietra del Nuovo Galeazzi, che dovrebbe essere realizzato in tre anni. Per quanto riguarda la Statale, i lavori dovrebbero iniziare nel 2019 e terminare nel 2023.

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