Prototipi

Il futuro immaginato dai carrozzieri torinesi

Le concept car made in Italy

di Alfonso Rizzo


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3' di lettura

I saloni dell’auto sono loccasione migliore per mostrare al mondo la mobilità che verrà. Prototipi e concept car sono lo strumento d’elezione. Orfani del salone di Ginevra, carrozzieri, produttori mainstream e nuovi arrivarti non si sono persi d’animo e hanno lanciato – virtualmente via internet – la loro visione di mobilita del futuro prossimo. Dall’Italia sono state proiettate al mondo le immagini delle ultime novità nate dalla fervida inventiva di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro e dalla Pininfarina di Cambiano che festeggia i novant’anni con la Battista Anniversario, serie limitata a 5 unità della hypercar elettrica da 1.900 cv prodotta a mano. Sarà l’auto più potente e veloce mai costruita in Italia e nella versione Anniversario avrà capacità dinamiche potenziate da un esclusivo pacchetto aerodinamico. Inedita anche la livrea, ispirata al patrimonio dello stile Pininfarina con nuovi distintivi elementi di design. Dopo il debutto della Battista (entro l’anno), nel 2022 arriverà anche la Pura, utility vehicle quattro posti a cavallo tra una shooting brake ed un suv con tetto in cristallo, trazione integrale e potenza fino a 1.000 cv.

Dalla Gfg Style di Fabrizio e Giorgetto Giugiaro arrivano l’hyper suv Vision 2030 Desert Raid, variante fuoristradistica della all terrain Vision 2030 presentata lo scorso novembre al Riyadh Motor Show e la Bandini Dora Barchetta. Un’auto edonistica aperta a due posti e quattro ruote motrici alimentata da due motori elettrici (uno per asse) da 545 cv e 680 Nm di coppia progettata per il tempo libero, quintessenza delle auto sportive prodotte da Bandini negli anni ’50. Per il momento si tratta di un prototipo, ma stando alle parole di Michele Bandini potrebbe nascere una produzione in tiratura estremamente limitata. Le due supercar elettriche scattano da 0 a 100 km/h in meno di 4” e vantano un’autonomia superiore ai 450 km.

L’Istituto Europeo di Design di Torino punta invece il concept Tracy realizzato dagli studenti del Master in Transportation Design risultato di un progetto di tesi incentrato sulla sperimentazione, che amplia il concetto di mobilità sostenibile condivisa. Tracy è un veicolo elettrico all terrain a sei posti funzionale a un utilizzo pubblico o privato che coniuga i concetti di micro-mobilità privata, pubblica e condivisa allargata anche a scenari non convenzionali. Tracy si avvale di un’App connessa alla vettura che permette di programmarne l’utilizzo in base a necessità o desideri, impegni o interessi, selezionando destinazioni, contesti e modalità di fruizione.

Uscendo dall’italia, Renault ha invece sviluppato la Morphoz, concept car elettrica sperimentale che prefigura anche la futura famiglia di modelli alla spina della Casa francese. La caratteristica più innovativa è nella carrozzeria che può allungarsi/accorciarsi di quaranta centimetri per dare vita ad un veicolo personale modulabile in funzione delle esigenze. Si passa dai 4,40 metri della versione corta City ai 4,80 metri dell’allungata Travel. Dallo Sri Lanka arriva infine il concept della prima hypercar cingalese: la Vega Evx. 100% elettrica in fibra di carbonio spinta da due motori elettrici da 804 cv. Le batterie Nmc al litio nickel manganese cobalt ad alta densità da 55 kWh raffreddate liquido possono lavorare fino a 900 Volt e 600 Ampere, per un’autonomia di 300 km. La Evx è un laboratorio su ruote che permetterà alla Vega di affinare le tecnologie di produzione e gestione delle batterie ad alte prestazioni per la fornitura ai propri clienti in tutto il mondo.

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