calcio e media

Il futuro dello sport in tv? Micropagamenti e facility per allargare la platea

Parla Andrea Radrizzani, patron del Leeds e di Eleven Sports, piattaforma internazionale fondata nel 2015, che in Italia trasmette la Serie C (su cui assicura saranno messe in campo tutte le azioni per rimediare ai disservizi delle prime giornate)

di Marco Bellinazzo

default onloading pic
Premier League, Leeds United, 23 ottobre 2020 (Reuters)

Parla Andrea Radrizzani, patron del Leeds e di Eleven Sports, piattaforma internazionale fondata nel 2015, che in Italia trasmette la Serie C (su cui assicura saranno messe in campo tutte le azioni per rimediare ai disservizi delle prime giornate)


5' di lettura

«Quando ho ingaggiato Marcelo Biesla sono stato a parlare con lui per 10 ore a Buones Aires. Ma la prima cosa che mi ha chiesto è stata di ampliare e migliorare il centro sportivo del Leeds. I giocatori posso formarli, mi ha detto, le strutture no. Ecco perché l’ho scelto e perché lavorerei con lui per i prossimi dieci anni. Perché è un perfezionista e perché ha scelto di giocare sempre all'attacco». Due principi che peraltro si sposano perfettamente con la filosofia dal calcio inglese e soprattutto della Premier League, quella in cui il Leeds United è appena risalito ed è ai primi posti in classifica. Andrea Radrizzani lo ha rilevato tre anni fa da un altro italiano Massimo Cellino che ha avuto meno fortuna e un'accoglienza non proprio calorosa. Radrizzani, oggi 46enne, pioniere dello sport media business, ha saputo prima tessere di nuovo i rapporti con la comunità e le istituzioni locali per poi conquistarsi definitivamente un posto nel pantheon dei supporters del West Yorkshire, grazie a una promozione attesa 16 anni.

Bielsa che chiede non giocatori, ma un centro sportivo moderno ed efficiente è un segno di ciò che la Premier rappresenta.

Loading...

È una visione del calcio come sport e come industria globale che necessita di una governance autonoma, libera dai freni dei proprietari, e capace di perseguire strategie di innovazione e internazionalizzazione nell'interesse comune. Che impone ai club di crescere e strutturarsi per stare al passo con questa visione, ma che premia questo sforzo. Finora ho investito circa 100 milioni di sterline nel Leeds. La mia società ha anche ricomprato per circa 20 milioni lo stadio, l’Elland Road, che stiamo ristrutturando, ma che già in Championship, la serie B inglese, ci ha permesso di incassare 60 milioni a stagione dai 30 iniziali. Abbiamo partnership internazionali con Amazon Prime, che ci ha dedicato un bel documentario due anni fa, Adidas, Uber, Deliveroo. Inoltre il passaggio in Premier vale da solo 100 milioni di sterline per i diritti tv. In altre parole senza covid e le chiusure conseguenti, quest'anno saremmo arrivati a fatturare 180-200 milioni, più o meno come il Milan.

All’inseguimento della Premier, per emularne organizzazione e redditività, si sono lanciate altre leghe calcistiche europee come Bundesliga e Liga spagnola. La Serie A invece perde terreno anno dopo anno.

Ed è un motivo per cui occorre un cambio di passo per non perderne ulteriormente.

A tal proposito la Lega di Serie A sta lavorando alla creazione di una media company e alla partnership con importanti fondi di private equity.

Non entro nel merito perché non è la mia Lega. Posso però dire che data la fase difficile che attraversa l’economia e dati i ritardi della Serie A può essere una soluzione per imprimere quella svolta che da soli i club non sono riusciti a compiere. Certo i fondi fanno il loro lavoro e in cambio di una fiche per entrare nel gioco comprano una quota dei ricavi futuri e ne assumono di fatto la gestione. La Lega delega una sua funzione primaria. La scommessa è quella di riuscire a far crescere i ricavi. Cosa non semplicissima. Il mercato dei diritti tv è il suo campo d'elezione. È stato tra i primi a occuparsi poco più che venticinquenne delle piattaforme new media e ha gestito fino al 2014 MP & Silva, azienda leader nella commercializzazione dei diritti tv, che per anni ha venduto i diritti esteri del campionato italiano.

Come immagina lo sviluppo del mercato televisivo in ambito sportivo?

Siamo in una fase di apparenti contraddizioni. Le piattaforme tradizionali e le pay-tv hanno arrestato la propria crescita in termini di abbonati e d’altro canto sui nuovi canali come quelli di live score si contano milioni di contatti. Il problema evidentemente è quello di creare un nuovo mercato più “democratico” in cui la fame di calcio ed eventi live, che non può più concentrarsi come in Europa e in Nordamerica sul 20-25% della popolazione, possa essere soddisfatta a prezzi accessibili e soprattutto con modalità d'accesso semplici e non impegnative. Penso alla possibilità di acquistare attraverso un operatore telefonico o sui social a 2-3 dollari la partita che si desidera vedere in quel momento.

Una rivoluzione che è collegata all’entrata in scena degli Over the top, primo fra tutti Amazon che ha da poco acquisito per l’Italia un pacchetto di match della Champions League per il triennio 2021/24.

Amazon è già entrata in alcuni mercati come Inghilterra e Germania. Ma ha scelto un modello commerciale che subordina in qualche modo i diritti sportivi al proprio core business. In Premier ha rilevato due giornate che regala a chi sottoscrive un abbonamento Prime. Magari in futuro la strategia cambierà.

A proposito di Ott nella sua holding, Aser, oltre al Leeds e ad altre società attive anche nel settore della moda, c'è Eleven Sports, piattaforma internazionale fondata nel 2015 che in Italia trasmette tutti i match della Serie C.

Abbiamo scelto di avviare la nostra espansione in mercati secondari come la Polonia, Portogallo, il Belgio e Taiwan diventando gli operatori leader e acquistando i diritti del campionato nazionale. Ad esempio abbiamo in esclusiva come Champions League , LaLiga , NBA, F1 ed In Belgio abbiamo anche investito 500 milioni nella serie A locale (Pro League) . In altri mercati, come Italia e Giappone, ad esempio, abbiamo puntato su contenuti di nicchia ma molto seguiti e considerati “premium niche”. Penso agli 80mila tifosi di club di Serie C che sono nostri clienti.

E che però nelle prime giornate hanno subito un grave disservizio.

Dopo anni di servizio senza insurrezione, purtroppo nelle ultime settimane Eleven Sports italia è stata colpita da innumerevoli attacchi informatici, creando un disservizio di cui ci scusiamo molto con i tifosi. Abbiamo coinvolto la polizia informatica che ha verificato la gravità dei fatti e si sta adoperando per trovare i responsabili, nel frattempo lavoreremo con Lega Pro per far sì che i tifosi possano accedere alle partite sempre e comunque anche se utilizzando altre piattaforme distributive (al riguardo nei giorni scorsi Eleven Sports ha emesso un comunicato per garantire che gli abbonati saranno «adeguatamente compensati», che fino alla fine di novembre, gli eventi di Serie C e della Superlega saranno accessibili gratuitamente sul canale ufficiale YouTube di Eleven oltre che sulla piattaforma ELEVENSPORTS.IT, mentre una selezione degli stessi, per ogni giornata, sarà trasmessa in chiaro anche sulla official page Facebook e sulla nuova piattaforma di streaming LiveNOW e che saranno presto individuate soluzioni permamenti, ndr).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti