Dopo Osaka

Il G20 di Conte tra incontri con i leader e l’eco dei problemi interni

dal nostro inviato Stefano Carrer


Ue, Conte: Italia eviterà la procedura perchè ha conti in ordine

4' di lettura

Osaka - Non solo i temi collettivi del G20, i contatti informali per rassicurare gli altri leader europei presenti al fine di evitare lo scatto della procedura di infrazione, gli scambi di vedute sulle nomine ai vertice istituzionali della Ue: il G20 del presidente del Consiglio a Osaka è stato accompagnato dall’eco di delicati dossier e problematiche tutte interne. Alcune, del resto, si collegano direttamente al problema del budget. Ad esempio, per quanto riguarda la flat tax, su cui il vicepremier Salvini continua a mostrare di non voler transigere, «siamo molto ambiziosi, io personalmente sono ambiziosissimo: intendo la flat tax non solo come rimodulazione delle aliquote ma come riforma fiscale», ha detto Conte rispondendo nella conferenza stampa finale alla domanda sulla sua dubbia compatibilità , agli occhi dei partner europei, con le strettoie di bilancio. «Faremo una riforma complessiva, con le risorse, cercando di valorizzare al massimo il nostro obiettivo: vogliamo alleviare la pressione fiscale, oltre a riformare l’intero quadro fiscale».

Da Ilva a Tav
Decisamente collegato all’Europa (in senso anche figurato) è la questione del Tav, su cui il premier è parso sbilanciarsi rispetto alle persistenti cautele dell'altro vicepremier Di Maio: sul Tav il «percorso è stato delineato. Abbiamo fatto una valutazione costi-benefici. Questoha aperto un confronto con i nostri interlocutori che sono due: l'Ue e la Francia. Questo percorso si sta chiudendo, dovremmo trarne le fila. C'è una interlocuzione in corso. Ci sono aggiornamenti che provengono dall'Unione europea in termini di maggiore disponibilità finanziaria. E una più equa ripartizione. Poi trarremo le conseguenze in piena trasparenza».

VAI AL DOSSIER TAV

Sulle polemiche relative al caso Ilva-Mittal, dove sono tornati a rischio parecchie migliaia di posti di lavoro per la minaccia dell’azienda di lasciare dopo le variazioni introdotte dall'emendamento parlamentare, Conte ha detto: «Pensare che si possa gestire un'azienda solo a condizione di avere un'immunità penale è un privilegio, una eccezione su cui è intervenuto il parlamento, che è sovrano». «Io confido - ha aggiunto - che gli investitori non abbiano affidato i loro business plan, le loro valutazioni di investimento, solo a questa regoletta».

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti da Roma ha però sbottato: «Se il governo ha assunto un impegno in sede di negoziazione, diventa complicato e disdicevole non mantenerlo». Anche le polemiche su Atlantia hanno inseguito il premier in terra giapponese: in proposito, Conte ha sottolineato che dopo il caso del ponte di Genova «non si può far finta di niente»: d’altra parte, per gli eventuali risvolti punitivi occorre considerare gli aspetti giuridici e amministrativi che sono nell’ordine delle possibilita.

Quanto alla vicenda della Sea Watch, Conte naturalmente non si associa a epiteti verso la capitana della nave che è stata arrestata, ma fa una distinzione tra legalità ed eventuali e legittime - ma non dirimenti - considerazioni morali. «Non voglio sostituirmi alla magistratura, a cui spetta applicare le leggi». Ma «le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia».

Le nomine Ue: «Logica di pacchetto»
Intanto, con tutta probabilità sapremo tra pochissimo se il nuovo presidente della Commissione europea corrisponderà all’identikit ideale tracciato dal premier, secondo cui l'Italia punta ad una «personalità di grande spessore, che abbia a cuore la crescita economica e l'equità sociale» ma anche «disponibile a sedersi a un tavolo anche per rivedere in parte le regole di governance europea». L'Italia non scioglierà le sue riserve se non quando si delineerà l'intero pacchetto delle nomine. Tra i criteri di equilibrio preferibili, Conte ha citato la diversità di genere, riferendosi anche al fatto che al G20 si è discusso tanto di promozione femminile. Il vertice dei Paesi Ue di Bruxelles, che segue immediatamente il G20, ufficializzerà i compromessi. Poi, lunedì a Roma si dovrà varare l’aggiustamento di bilancio da portare al giudizio di martedì della Commissione.

Commento a Putin
Conte, infine, ha commentato l’intervista al Financial Times con cui il presidente russo ha voluto presentarsi al G20, sostenendo che l’idea di liberaldemocrazia è diventata obsoleta e non corrisponde più agli interessi della grande maggioranza della popolazione. Tesi respinta con veemenza dal presidente del Consiglio. Fermo restando ovviamente l'ovvio ancoraggio liberaldemocratico delle nostre architetture costituzionali, Conte suggerisce che la riflessione di Putin sia più complessa di quel che appaia. «All'inizio di questo governo ho fatto una riflessione: per me il vecchio schema ideologico e visione manichea destra- sinistra non era più uno schema interpretativo idoneo a restituire la complessità dei tempi che stiamo vivendo. Putin dice in sostanza che i nostri sistemi liberaldemocratici non riescono ad interpretare efficacemente quelli che sono i bisogni delle persone, le istanze, le paure, le insicurezze. Ma qui, più che problema di sistema liberaldemocratico, è un problema di classi dirigenti, di elite. Se dopo il 4 marzo anche in Italia ci ritroviamo con un nuovo governo, è perché evidentemente anche in Italia scontiamo l'incapacità delle classi politiche che ci hanno preceduto di interpretare i bisolgni, le attese le insicurezze dei cittadini italiani».

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