Il vertice in Cornovaglia

Il G7 ritrova l’unità: accordo su vaccini e ambiente, compromesso sulla Cina

Nessun segnale di distensione invece tra Gran Bretagna e Unione Europea sulla questione dei controlli alla frontiera in Irlanda del Nord

di Nicol Degli Innocenti

G7, proclami sulla ritrovata unita' ma a dividere e' la Cina

4' di lettura

LONDRA - Allineati nella lotta contro il cambiamento climatico, nella cooperazione sui vaccini e anche nell'atteggiamento verso la Cina: al termine dei lavori il G7 ha ritrovato un'unità di intenti.

Intesa sull'ambiente

L'ambiente è stato il tema principale della giornata conclusiva del summit di Carbis Bay, in Cornovaglia. «Proteggere il pianeta è la missione più importante che noi leader abbiamo», ha detto Boris Johnson, il premier britannico. I leader del G7 hanno concordato di aumentare il loro contributo al fondo da 100 miliardi di dollari all'anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni nocive. Il 2021 rappresenterà «il momento di svolta per il pianeta», afferma il comunicato finale del summit. I leader si sono impegnati ad azzerare le emissioni al più tardi nel 2050 e a fare tutto il possibile per mantenere l'aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi.

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Il presidente americano Joe Biden ha sottolineato che è la prima volta che i leader mondiali trovano l'accordo su un impegno così specifico. I Paesi ricchi non finanzieranno più centrali a carbone ma solo fonti di energia rinnovabili e progetti sostenibili, una svolta che Johnson ha definito «una nuova rivoluzione industriale verde con il potenziale di trasformare il modo in cui viviamo».

Le associazioni ambientaliste hanno subito contestato la mancanza di cifre e impegni concreti da parte dei singoli Paesi, sottolineando che l'obiettivo di 100 miliardi all'anno era stato stabilito già nel 2009 e mai raggiunto, nonostante l'aggravarsi delle condizioni climatiche che ha penalizzato soprattutto i Paesi più poveri. Il guru degli ambientalisti, il veterano David Attenborough, in mattinata ha inviato un messaggio video al G7, dichiarando che «affrontare il cambiamento climatico ora è una sfida politica e di comunicazione tanto quanto una sfida scientifica o tecnologica, Abbiamo la capacità di affrontare la sfida, ma serve la volontà globale di farlo».

La Cina nel comunicato finale

Il G7 ha anche raggiunto una posizione comune su come gestire la Cina, trovando il compromesso tra l'approccio intransigente degli Stati Uniti e quello conciliante dell'Unione Europea. Per la prima volta un comunicato finale del G7 chiede esplicitamente a Pechino di rispettare i diritti umani nella regione dello Xinjiang, esprimendo preoccupazioni per il ricorso al lavoro forzato e la persecuzione delle minoranze etniche nella regione. I leader del G7 hanno anche chiesto a Pechino di concedere più autonomia a Hong Kong e di evitare azioni unilaterali che potrebbero destabilizzare la regione e hanno anche sottolineato l'importanza di mantenere la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan, Paese sovrano che la Cina considera una provincia ribelle.

Biden, che aveva spinto per la linea dura, si è detto molto soddisfatto dell'esito del G7. «È ora che le democrazie dimostrino che sanno competere con le autocrazie», ha detto nella sua conferenza stampa finale.Il G7 ha rincarato la dose chiedendo all'Organizzazione mondiale della Sanità una nuova indagine «tempestiva e trasparente» sulle origini del Covid-19, una critica implicita alla credibilità dell'ultimo rapporto che secondo diversi esperti aveva esonerato la Cina. Pechino ha reagito dichiarando che il mondo è cambiato e ormai «un piccolo gruppo di Paesi» non decide più il destino del resto del pianeta. Un chiaro riferimento al fatto che un tempo i Paesi del G7 dominavano l'economia mondiale, mentre ora rappresentano solo il 40% del Pil globale, soprattutto a causa dell'ascesa della Cina.

Vaccinare il mondo

Pieno accordo tra i leader sulla necessità di «vaccinare il mondo» con l'obiettivo di eliminare il coronavirus entro il 2022. I leader hanno promesso un miliardo di vaccini supplementari contro il Covid-19 da distribuire nei Paesi meno ricchi nei prossimi mesi. Il comunicato finale conferma l'impegno e sottolinea che dall'inizio della pandemia il G7 ha «contribuito per un totale di oltre due miliardi di dosi di vaccino» tra iniziativa Covax e azioni dei singoli Paesi. Gli Stati Uniti contribuiranno con 500 milioni di dosi di vaccino Pfizer, 200 milioni delle quali entro quest'anno, mentre i Paesi del G7 forniranno gli altri 500 milioni, con 100 milioni provenienti dalla Gran Bretagna.

Johnson ha dichiarato oggi che il G7 ha agito per il bene comune e ha dimostrato di avere «respinto l'atteggiamento egoista e nazionalista che aveva rovinato la risposta globale iniziale alla pandemia e invece ha incanalato tutte le nostre forze diplomatiche, economiche e scientifiche per debellare definitivamente il Covid».

Tensioni tra Gran Bretagna e Ue

Nessun segnale di distensione invece tra Gran Bretagna e Unione Europea sulla questione dei controlli alla frontiera in Irlanda del Nord. Sabato era stato scontro aperto dopo che Johnson ha optato per la linea dura, dichiarando che i leader europei «non capiscono che l'Irlanda del Nord fa parte del Regno Unito». Domenica il ministro degli Esteri Dominic Raab ha di nuovo usato toni duri, dichiarando «offensivo» l'atteggiamento della Ue che non rispetta l'integrità territoriale britannica. Nel mirino in particolare il presidente francese Emmanuel Macron, colpevole di avere fatto notare a Johnson nell'incontro bilaterale che un braccio di mare separa la Gran Bretagna dall'Irlanda del Nord.

Firmando il Protocollo lo scorso anno, sia Londra che Bruxelles hanno concordato che l'Irlanda del Nord sarebbe rimasta parte del mercato unico e dell'unione doganale e quindi nell'orbita Ue. Questo ha portato a controlli doganali sulle merci in arrivo dalla Gran Bretagna, che hanno creato difficoltà pratiche e tensioni politiche. Ieri Johnson ha detto di essere pronto a sospendere il protocollo. Londra chiede «soluzioni pragmatiche» alla Ue, mentre i leader europei chiedono al Governo britannico di rispettare gli accordi presi. Non ci sono soluzioni in vista, ma Johnson ha voluto concludere il G7 all'insegna della bonhomie e ha glissato sulla questione Brexit. Il summit, ha dichiarato il padrone di casa nella conferenza stampa finale, ha mostrato «una fantastica armonia sulla grandissima maggioranza dei dossier» e ha raggiunto un impegno «colossale» sulla tutela dell'ambiente.

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