IL cetto laqualunque di Acri

Il gaffeur Angelo Cofone detto Frosparo traina al ballottaggio la candidata centrista

di Nicoletta Cottone

2' di lettura

È ballottaggio ad Acri, per l’elezione del primo cittadino, fra Pino Capalbo (6.063 voti, il 49,30%) e Anna Vigliaturo (2.555 voti, il 20,77%). L’affluenza, al 60,02%, è calata di 6 punti rispetto al primo turno delle elezioni del 2013. Il paesino ai piedi della Sila sarebbe rimasto nell’ombra, se non fosse stato per la performance di Angelo Cofone, detto “Frosparo”, classe 1970, terzo candidato della lista per Anna Vigliaturo sindaco, con una coccinella come simbolo, che ha trainato la sua candidata sindaca al ballottaggio almeno sul web. Il suo comizio è diventato virale. La lista civica da lui sostenuta, una delle tre a sostegno della Vigliaturo, ha incassato 774 voti, un terzo di quelli raccolti dalla candidata sindaca. E solo a Frosparo, su 16 candidati della lista civica, sono andati 258 voti (come annuncia sul profilo Facebook), un terzo di quelli portati dalla sua lista. Voti utili alla Vigliaturo per sorpassare il candidato Antonio Mario Bonacci, che si è fermato al terzo posto 2.105 voti.

Un comizio virale
Il comizio tragicomico di Angelo Cofone è diventato subito virale, un boom mediatico di enormi proporzioni. Tanto da essere nominato “Cetto 2017”. «Se faccio qualche sbaglio non vi mettete a ridere», è l’esordio di 4 minuti esilaranti, nei quali il riccioluto esponente della lista civica, con pizzetto e occhiali, si presenta come commissario locale della Democrazia Cristiana. Il Cetto Laqualunque di Acri vuole riportare in auge la Democrazia Cristiana. Tesse le lodi della candidata sindaca che sostiene, «forte, umile e coraggiosa». Quando dice che «è un periodo di non grande serenità» la gente si aspetta che parli di crisi e disoccupazione, invece si lancia nell’esame dei problemi del piccolo centro calabrese di poco più di 20mila anime, dalla strada in pessime condizioni alla chiusura del Cup, fino alla scarsa manutenzione dei depuratori. Parla dei danni all’ambiente, dice di voler cambiare il paese. Tutto in un italiano zoppicante.

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«Meglio di Cetto Laqualunque»
Il suo comizio trionfa subito sulla rete: «meglio di Cetto Laqualunque», «la nuova star della politica calabrese» scrivono i numerosi fan del web. Lui inciampa sulle parole, si emoziona, si confonde. Legge con mille esitazioni, interrompendosi continuamente. Si scusa ripetutamente per l’emozione. Usa parole semplici, parla di problemi vicini alla gente. Chi lo ascolta lo incoraggia applaudendo divertito e commentando in eacri, il dialetto locale, la sua performance.

Il comizio di Angelo Cofone, nuova star della politica calabrese

Il pubblico ride, ma ride anche lui. Arrivare alla fine del comizio è un'impresa titanica . «Pensate che sono tutte parole quelle che facciamo, ma vi sbagliate perché le nostre parole volano al vento», dice al suo pubblico che lo ascolta fra le risate. «Vogliamo cambiare questo paese insieme», assicura, ma al momento delle promesse la frase resta sospesa: «Vi prometto però che se vinceremo ...». Non riesce ad andare avanti. Invita a non ridere : «È un po' l’emozione», si giustifica tra applausi e risate. Lunga pausa, risate, poi riesce a chiudere: «Cercheremo di risolvere i problemi». Ora sarà il ballottaggio a decidere se sugli scranni di Acri ci sarà un posto per lui.

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