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Il Gallery Weekend a Berlino, tra nuove tendenze e ritorni di scena

di Sara Dolfi Agostini

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4' di lettura

Dal 28 al 30 aprile è di scena la tredicesima edizione del Gallery Weekend di Berlino, evento ormai consolidato del calendario dell'arte internazionale, e una fiumana di professionisti, giornalisti e collezionisti si è riversata nella città tedesca nonostante il clima poco primaverile e il ponte del primo maggio. La scelta per il pubblico include un parterre di 47 mostre organizzate da altrettante gallerie nei loro spazi, e a rafforzare il progetto ci sono due partner di eccezione, BMW e Audemars Piguet - già impegnati anche con Art Basel - nonché i numerosi musei, dal Hamburger Banhof al Kunst Werke e Schinkel Pavillion . Infatti, anche le istituzioni partecipano attivamente alla promozione della città nel Gallery Weekend, ed è di questi giorni anche l'annuncio del team curatoriale della 10ª Biennale di Berlino , che si terrà la prossima estate con la direzione artistica da Gabi Ngcobo, già co-curatrice della 32ª Biennale di San Paolo . In un progetto che promette di “affrontare la follia collettiva” delle società di oggi, la curatrice sudafricana sarà affiancata dunque da Moses Serubiri, Thiago de Paula Souza, Nomaduma Rosa Masilela e Yvette Mutumba.

Le opere a Berlino

Le opere a Berlino

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Gli eventi. Tra gli appuntamenti imperdibili c'è, anzitutto, la riapertura di due gallerie di riferimento del panorama berlinese, che approfittano dell'evento per inaugurare le loro nuove sedi. Esther Schipper , che nel 2015 ha acquisito Johnen Gallery , punta al nuovo quartiere artistico di Potsdamer Strasse, accanto a Plan B e Blain I Southern , con uno spazio espositivo di quasi 600 mq messo a disposizione degli artisti Anri Sala e Angela Bulloch. Mehdi-chouakri, invece, lascia il trendy e turistico quartiere di Mitte per Charlottenburg, a ovest della città, e propone opere di Charlotte Posenenske, il cui lavoro minimalista e sociale è stato riportato all'attenzione internazionale a Documenta nel 2007. Da Koenig Galerie , infine, c'è il ritorno di Anselm Reyle, protagonista della speculazione pre-crisi – nel 2006-7 i prezzi delle sue opere salirono da 58mila a 634mila dollari – e di una temporanea uscita dalla scena artistica internazionale nel 2014, dopo il crollo dei prezzi delle sue opere. La galleria, interessata alle iconiche opere in alluminio dell'artista più che ai cortocircuiti finanziari, mostra quadri e sculture recenti a prezzi da 50mila euro in su.

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Le anticipazioni. Tra le mostre di artisti di fama c'è il maestro tedesco della scultura Thomas Schütte, che ritroveremo per la seconda volta a Skulptur Projekte a Munster questa estate. Carlier Gebauer presenta una serie di opere da 10mila euro fino a 1,2 milioni in cui l'artista insiste sulla rappresentazione della figura umana, intrecciando una preoccupazione esistenziale per la materia - acciaio, vetro di murano, bronzo e ceramica - con un gusto per paradossi e grottesco. Da Kow , invece, c'è la personale dell'artista Candice Breitz, che tra meno di due settimane inaugurerà il padiglione del Sud Africa alla Biennale di Venezia . In mostra ci sono «Profile» (2016) - in vendita a 10mila euro in edizione di 25 – un video che affronta l'invito veneziano con una riflessione corale su identità, ruolo e il privilegio di essere bianchi, e «Love Story» (2016), una proiezione a sette canali che si estende su entrambi i piani della galleria. In specifico, al piano terra si alternano due volti familiari, gli attori americani Alec Baldwin e Julianne Moore, mentre nei sotterranei la narrazione si moltiplica con sei testimonianze di altrettanti immigrati, raccolte dall'artista e condivise con gli attori. Un'opera potente, in cui il piano della finzione hollywoodiana incrocia una quotidianità tragica ma spesso anonima attraverso la mediazione televisiva.

I giovani. Le mostre degli artisti emergenti sono di qualità e, a parte qualche eccezione, dimostrano un decisivo superamento dell'estetica post-internet che proprio alla Biennale di Berlino dell'anno scorso aveva conseguito la sua maggiore celebrazione. Gillmeier Rech , dunque, presenta una nuova collaborazione con l'artista Jasmin Werner, laureata l'anno scorso alla prestigiosa Städelschule di Francoforte e in partenza per una residenza al Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Seul. L'artista offre modelli di scale realizzati a mano in cui la funzione è oscurata da una complessità di agenti, dall'instabilità dei materiali all'ambiguità delle forme, dunque scherma il tutto con una rete. Le opere, da 550 euro a 3mila, restano irraggiungibili e ciò amplifica il valore simbolico di un oggetto assimilato alla rappresentazione di potere e successo. Ironia e inaccessibilità echeggiano nel progetto espositivo di Kasia Fudakowski da ChertLüdde , dove il dito è puntato su sessismo e discriminazione di genere. Costretti a scegliere tra due stanze all'ingresso della galleria, i visitatori hanno una conoscenza parziale dell'opera dell'artista, che include sculture in legno laccate, ceramica e plexiglass, cuscini giganti in forma di insaccati, targhe e racconti erotici. Fudakowski, attualmente in residenza a Villa Romana a Firenze, lavora da tempo con la galleria, che vende le sue opere tra 1.500 e 5.500 euro.

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