La mobilitazione generale

Il garante richiama i sindacati ma Uil e Cgil confermano lo sciopero il 16 dicembre

Secondo la commissione di garanzia presieduta da Giuseppe Santoro Passarelli, lo sciopero non rispetta il “periodo di franchigia” dei servizi postali e viola la regola della rarefazione oggettiva essendo già state convocate mobilitazioni di singoli settori

(ANSA)

2' di lettura

L’autorità garante degli scioperi richiama i sindacati, osservando che la data del 16 dicembre scelta per lo sciopero generale non rispetta la legge che disciplina le mobilitazioni generali. Ma Cgil e Uil non demordono e confermano che la data dello sciopero generale indetto senza la Cisl resta quella del 16 dicembre.

Il richiamo dell’Authority

Secondo la commissione di garanzia presieduta da Giuseppe Santoro Passarelli, lo sciopero non rispetta il “periodo di franchigia” dei servizi postali perché troppo vicino alla scadenza del pagamento dell’Imu, e viola la regola della rarefazione oggettiva essendo già state convocate mobilitazioni di singoli settori. Tra i comparti interessati i servizi ambientali - la cui manifestazione il 13 dicembre viene nel frattempo revocata perché raggiunta l’intesa sul rinnovo contrattuale - e per cui gli accordi nazionali escludono le astensioni dal lavoro dal 15 dicembre al 6 gennaio. Per questo, scrive il garante, la data va riformulata entro cinque giorni. La soluzione è semplice: manifestazione confermata con l’esclusione dei settori interessati dal richiamo dell’Authority.

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Resta il problema politico

La mossa del governo, che in Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che libera altre risorse per circa un miliardo contro il caro bollette non basta a spegnere gli animi. La ministra Mariastella Gelmini parla di “sforzo senza precedenti” che migliora ulteriormente la manovra: proprio per questo “è ancora più difficile comprendere le ragioni dello sciopero”. Anche perché, esorta Gelmini, “il Paese ha bisogno di confronto e non di scontro. Speriamo che il senso di responsabilità e la ragionevolezza prevalgano”. Per il segretario Cgil, Maurizio Landini, non basta. “Proprio perché la manovra è espansiva dopo tanti anni grazie al lavoro e alla ripresa c’è bisogno che vada verso chi ha bisogno”, con gli otto miliardi destinati al capitolo fisco tutti spostati a lavoratori e pensionati: bisogna, spiega Landini al Tg3, “aumentare la busta paga per i salari fino a 25mila-30mila euro, cancellare la precarietà e introdurre un nuovo contratto di inserimento al lavoro che sia stabile e poi c’è bisogno di una riforma delle pensioni vera”.

Landini accusa i partiti

“Noi stiamo portando avanti le richieste che unitariamente abbiamo avanzato al governo - rivendica - siccome queste cose nelle proposte che il governo sta avanzando al parlamento non ci sono, stiamo mobilitandoci per fare in modo che quegli obiettivi vengano portati a casa”. Per il numero uno di corso d’Italia “Draghi è una persona perbene”, e “aveva capito il malessere”, come evidente con la proposta di mediazione sul contributo di solidarietà sopra i 75mila euro respinta dai partiti, ma proprio questi “non si stanno rendendo conto, e lo dico con giustificato motivo, della reale situazione sociale delle persone nel nostro Paese”.


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