ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa crisi dell’energia

Il Gas affonda la bilancia commerciale

di Luca Orlando

(joyt - Fotolia)

2' di lettura

L’export cresce a doppia cifra, nuovo balzo per il made in Italy......

Se in passato “l’attacco” di un pezzo di fronte a tali numeri sarebbe stato questo, oggi un tale incipt sarebbe fuorviante. Il senso di un mondo ribaltato è nei dati Istat che in passato si guardavano di sfuggita e che invece ora sono decisivi: la crescita in volumi delle vendite e il valore delle importazioni di energia.

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Dati oggi cruciali, invece, per capire rispettivamente quanto di “reale” vi sia in un progresso (+14,9%) fatto soprattutto di ritocco verso l’alto dei listini e quanto ci continui a far male l’impennata dei prezzi di gas e petrolio, che vede tra l’altro Mosca come principale beneficiario.

A cui ad aprile l’Italia alla voce prodotti da estrazione (soprattutto gas e petrolio) ha dovuto pagare 2,5 miliardi, più del triplo rispetto a quanto accadeva nello stesso mese del 2021. Mentre in parallelo, per effetto delle sanzioni e dell’incertezza sui pagamenti, l’export verso Mosca si dimezza a poco più di 300 milioni.

Come detto, la corsa a doppia cifra dell’export non è vera gloria. Il dato sui volumi, in calo del 3,2%, ridimensiona di molto l’euforia immediata della crescita dei valori di aprile, che si sintetizza in un progresso del 14,9% interamente legato però all’adeguamento dei listini (+18,7% i valori medi unitari), reso necessario dall’impennata mondiale dell’inflazione.

Impressionante è ancora una volta l’aumento della bolletta energetica nazionale, che ad aprile arriva a 11,5 miliardi, praticamente il triplo rispetto al dato 2021 (3,9 miliardi)

Gli acquisti di gas naturale e di petrolio greggio - osserva l’Istat - contribuiscono per 15,9
punti percentuali al marcato incremento tendenziale dell'import italiano, che lievita del 42,4%. Così, il deficit energetico si amplia ulteriormente – per effetto dei forti rialzi dei valori medi unitari all'import di gas, greggio e prodotti della raffinazione – e raggiunge i circa 31 miliardi nei primi quattro mesi dell'anno. Nello stesso periodo, il deficit commerciale sfiora gli 11 miliardi, a fronte di un avanzo di oltre 17 miliardi dei primi quattro mesi del 2021.

Uno sguardo ai settori conferma ad ogni modo l’esistenza di una domanda trasversale ancora tonica quasi ovunque, con l’eccezione di elettronica e soprattutto auto.

Altra buona notizia riguarda l’Europa, in cui la domanda (sempre tenendo conto dell’effetto prezzi) continua a correre a doppia cifra: il dato peggiore, per dire, è dell’Olanda, che cresce solo dell’8,8%.

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