ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Il gas ferma la corsa e le Borse respirano. L’euro balla sulla parità col dollaro

Piazza Affari la migliore sostenuta dai titoli oil col petrolio in risalita. Il rally dell'energia alimenta i timori che non si siano ancora visti i picchi dell'inflazione

di Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 23 agosto 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il deciso recupero del prezzo del petrolio, sostenuto dai possibili tagli della produzione che per una giornata hanno messo in ombra i timori sulla tenuta della domanda di energia, ha messo le ali ai titoli del comparto a Piazza Affari, consentendo al FTSE MIB di far segnare la migliore prestazione a livello europeo con un rialzo dello 0,97% in chiusura. Il greggio, da tempo sotto pressione alla luce del rallentamento dell'economia globale, ha guadagnato terreno dopo che il ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita non ha escluso una riduzione dell'output per sostenere il barile e sulla prospettiva di una nuova riduzione delle scorte Usa. A livello continentale, tuttavia, ha prevalso la cautela in vista dell'appuntamento con il simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, al via giovedì. Gli ultimi dati macroeconomici americani, del resto, confermano il rallentamento dell'economia di fronte alla stretta della politica monetaria. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, lo sprint del settore energetico è stato guidato da Saipem, Tenaris ed Eni. Acquisti anche sulle banche, ieri tra i titoli più colpiti dalle vendite: si sono messe in luce Banca Generali e Intesa Sanpaolo. Debole invece un comparto difensivo come quello sanitario: hanno perso quota Diasorin e Amplifon.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Piazza Affari sostenuta dai titoli oil

A Piazza Affari come detto sono saliti i petroliferi, tra cui Eni che ha continuato a beneficiare anche della scoperta di giacimento di gas a Cipro, annunciata lunedì 22 agosto. In recupero le banche tra cui anche Banca Pop Er in evidenza: venerdì sera i cda di Bper, Carige e Banca del Monte di Lucca hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione delle due banche in Bper. Acquisti su Telecom Italia che lunedì era tra i peggiori del listino e dopo che l'ad Labriola ha comprato sul mercato 1 milione di azioni.

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Euro difende la parità, il gas frena la corsa

Sul mercato dei cambi, l'euro ha tentato di difendere la parità nei confronti del dollaro. La moneta unica alla chiusura dei mercati europei era indicata a 1,0002 dollari da 0,9951 ieri in chiusura e dopo aver toccato un minimo a 0,99. Successivamente il cross è sceso nuovamente in area 0,9975 dollari. In decisa risalita lo yen, che si attesta a 136,12 per un euro (da 136,73 ieri) e a 136,08 per un dollaro (da 137,38). Sul fronte energetico, come detto, è in rally il prezzo del petrolio: il future ottobre sul Brent guadagna il 3,14% a 99,52 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Wti sale del 3,81% a 93,80 dollari. Si arresta, almeno per oggi, la corsa del prezzo del gas naturale in Europa. Dopo tre sedute consecutive chiuse aggiornando i massimi storici, il contratto di riferimento sulla piattaforma Ttf di Amsterdam ha infatti terminato la giornata sotto quota 270 euro, in calo del 2,78% a 269,05 euro al megawattora. Il record resta quindi fermo ai 276,7 euro fatti segnare in chiusura lunedì.

Greggio in risalita su possibili tagli produzione Opec

Sul fronte energetico, i prezzi del petrolio sono in risalita, grazie soprattutto alle inattese dichiarazioni di ieri del ministro dell’energia saudita secondo il quale l’Opec potrebbe tagliare la produzione in quanto la mancanza di liquidità sta distorcendo il mercato finanziario (future) rispetto a quello fisico, non rispecchiandone più i fondamentali. «Tale dichiarazione - dicono gli analisti di Mps Capital Services - sembrerebbe orientata a evitare un’accelerazione al ribasso del prezzo del petrolio, sotto i 90 dollari al barile».

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread a 232 punti, rendimento BTp sale al 3,63%

Sull'obbligazionario, infine, pomeriggio difficile per i titoli di Stato scambiati sul secondario telematico Mts. Tutti i titoli sovrani sono risultati in lettera, con un generalizzato rialzo dei rendimenti. Lo spread tra i BTp e i Bund è tornato ad allargarsi lievemente nel finale. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco termina a 232 punti base (231 in avvio). Il rendimento dei titoli italiani decennali sale al 3,63% dal 3,60% del closing della vigilia.



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