Istat

Il gas russo affonda il saldo commerciale

A febbraio acquisti da Mosca più che triplicati in valore: due miliardi in più. La bilancia extra-Ue passa in deficit.

di Luca Orlando

(REUTERS)

2' di lettura

Due miliardi di acquisti in più da Mosca in pratica due miliardi aggiuntivi spesi in gas e greggio. I dati Istat del commercio estero di febbraio offrono una prima quantificazione dell’impatto della crisi energetica sull’Italia, impatto che ancora tiene conto solo in parte dell’invasione russa, iniziata quasi alla fine del mese.

In generale le importazioni dai paesi extra-Ue lievitano del 69%, arrivando a 23 miliardi di euro, quasi 10 in più rispetto ai dati di febbraio 2021.

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Decisivo l’impatto del gas, con gli acquisti dalla Russia a più che triplicare (+252%), portando a Mosca un incasso di quasi 2,8 miliardi di euro, due in più rispetto alle rilevazioni di 12 mesi prima. I dati settoriali non ci sono ma è certo che l’incremento sia legato all’impennata dei prezzi dell’energia: gas e greggio, in termini di valore, a febbraio 2021 valevano più della metà del nostro import globale dalla Russia.

La crescita delle esportazioni, che pure resta rilevante, con un balzo del 21%, non riesce ovviamente a tenere il passo dell’impazzimento dei listini. Con il risultato di mandare a fondo il nostro saldo commerciale Extra-Ue.

A febbraio il deficit è infatti pari a 1.555 milioni, a fronte di un avanzo di 4.149 milioni dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico (-7.183 milioni) è quasi quadruplicato rispetto a un anno prima (-2.105 milioni). L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5.628 milioni, era 6.254 milioni a febbraio 2021).

Nel dettaglio, a febbraio si stima, per l'interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+9,8%) rispetto alle esportazioni (+1,9%).

L'incremento su base mensile dell'export è dovuto all'aumento delle vendite di energia (+34,9%), beni di consumo non durevoli (+7,0%) e beni intermedi (+3,4%) mentre diminuiscono le esportazioni di beni strumentali (-6,1%) e, in misura contenuta, di beni di consumo durevoli (-0,3%). Dal lato dell'import, la crescita congiunturale è determinata principalmente dall'energia (+23,7%).

Nel trimestre dicembre 2021-febbraio 2022, rispetto ai tre mesi precedenti, l'export cresce del 5,0%;l'aumento è più sostenuto per beni di consumo non durevoli (+7,7%) e beni intermedi (+5,6%). Nello stesso periodo, l'import segna un rialzo congiunturale del 16,5%, spiegato soprattutto dai forti aumenti degli acquisti di energia (+30,0%) e beni intermedi (+12,1%).

A febbraio 2022, l'export cresce su base annua del 21,0%. L'aumento, generalizzato, è particolarmente accentuato per energia (+150,5%). L'import registra una crescita tendenziale più intensa (+69,5%),anch'essa diffusa ed eccezionalmente elevata per energia (+228,2%).

Si rilevano aumenti su base annua dell'export verso tutti i principali paesi partner extra Ue27;i più ampi riguardano paesi OPEC (+38,6%), Turchia (+25,9%), Stati Uniti (+24,4%), paesi MERCOSUR(+22,9%) e Regno Unito (+22,5%).

L’impennata più forte dal lato degli acquisti è proprio quella nei confronti della Russia, nel periodo meno auspicabile: +252%, che porta il nostro deficit bimestrale verso Mosca a 3,5 miliardi di euro: erano appena 840 milioni un anno prima.

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