Maltempo

Il gelo danneggia il 75% della produzione agricola del Centro Nord

L’allarme della Cia: colpite le vigne in Toscana, Veneto e Piemonte. In Emilia Romagna e in Trentino danneggiati i frutteti

di Micaela Cappellini

2' di lettura

Le gelate dei giorni successivi alla Pasqua hanno colpito duramente i fruttteti, i vigneti e le orticole in Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Secondo la Cia-Agricoltori italiani, i danni di queste notti sotto zero potrebbero anche aver causato un taglio del 50-75% della produzione al Centro Nord. L’Italia insomma ancora una volta è alle prese con ondate anomale di maltempo.

La Toscana, dalla costa alle aree interne, all'ottava notte di gelo ha raggiunto anche i -7 gradi che hanno messo ko le colture in campo, a partire dagli ortaggi, ma anche alberi da frutto in piena fioritura. Molte aziende hanno incendiato le balle di fieno per provare ad alzare le temperature nei vigneti, mentre nei meleti sono stati ghiacciati preventivamente i germogli per provare a proteggerli. Con il tempo che non accenna a cambiare, si temono ora ripercussioni anche sul raccolto dei cereali.

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In Emilia-Romagna i ciliegi in fioritura, ma anche pereti e meleti, stanno pagando a caro prezzo il gelo che si ripete da notti con il termometro fino a -4 gradi. In Romagna e Centro Emilia il peggio è toccato anche agli ortaggi a foglia destinati al consumo fresco, ma anche ai vigneti, con i germogli del Lambrusco completamente lessati dal freddo. In Piemonte e in Veneto sono i vigneti a risentirne di più. «Sono ore importanti per monitorare la situazione, ma anche per intervenire con tempestività - ha dichiarato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino - occorre dare risposte concrete come il riconoscimento dello stato di calamità naturale per attivare i risarcimenti in tempi rapidi. Allo stesso tempo occorre spingere l'innovazione sul fronte degli strumenti di gestione del rischio, che vanno adeguati prontamente ai cambiamenti climatici in atto, ma anche incentivare e aumentare il contributo a favore dell'assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante, già presente in alcuni Psr, utilizzando i fondi della nuova Pac. Infine, anche il Pnrr deve guardare a questi eventi estremi, finanziando sistemi tecnologici innovativi di protezione delle colture».

Le gelate tardive hanno colpito anche il Trentino con una intensità, ricordano i tecnici della Fondazione Edmund Mach, che ricorda quelle di due anni orribili per l’agricoltura trentina, il 1997 e il 2017, che causarono importanti danni alla produzione di mele. Da una prima analisi meteorologica risulta in particolare che la gelata del 7 aprile ha avuto temperature simili al 1997 ma con durata decisamente maggiore. Per ridurre i danni, gli agricoltori sono ricorsi, dove possibile, agli impianti a pioggia antibrina, e là dove questi sono assenti sono state accese le stufette a pellet o addirittura le candele di paraffina.

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