Chi è l’ex commissario Ilva

Laghi, il «gestore dell’ingestibile» sempre a caccia di incarichi

«Fixer di sistema», Enrico Laghi aveva finora fatto della prudenza e della preparazione tecnica i suoi punti di forza. Non solo Ilva: era stato chiamato a curare le difficili situazioni di Alitalia e di Edizione Holding

di Paolo Bricco

2' di lettura

Enrico Laghi, 52 anni, è un fixer di sistema. Prudente e, finora, efficace. Riservato, ma non curiale nei modi. Tecnico, ma senza essere accademico. Il professionista romano ha sempre avuto quattro caratteristiche. La prima è la preparazione tecnica, che gli ha permesso di risultare uno dei pochi commercialisti della capitale ad essere costantemente apprezzato anche a Milano, in particolare nel settore delle banche e delle assicurazioni.

La seconda è la capacità di muoversi in autonomia – senza sottostare passivamente alle baronie gerontocratiche - fra l'accademia, le istituzioni, i ministeri e gli studi professionali, un mondo che nel nostro Paese offre ai più capaci ampie possibilità di affermazione e di guadagno ma produce anche gerarchie e umiliazioni, conflitti e tensioni, invidie ed agguati fra cordate.

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La terza caratteristica è sempre stata quella di ottenere un numero considerevole di incarichi per la gestione commissariale di imprese fallite o in via di fallimento: fra gli avvocati e i commercialisti è stato uno dei professionisti chiamati più spesso ad operare – in un mercato asimmetrico e irrazionale, viste le norme che collegano i compensi all'entità dei passivi delle aziende e non alla qualità del risanamento – nell'affollato cimitero dell'industria italiana. Talvolta rivestendo – su impulso della magistratura, delle istituzioni e delle tecnostrutture ministeriali - i più diversi incarichi: consigliere, perito, consulente, commissario.

Queste tre caratteristiche – il profilo tecnico, la forza autopropulsiva della sua influenza e del suo gioco e la sistematica richiesta del suo ausilio da parte dei tribunali e delle istituzioni – hanno quindi generato la quarta caratteristica, che ricomprende le prime tre: Laghi è, appunto, un fixer. Nel caos italiano fra diritto ed economia, fra finanza di impresa e corporate governance teorica e reale, fra compliance astratte e processi concreti, fra società e politica è stato chiamato a gestire i casi più complessi e, appunto, ingestibili. Non solo Ilva. Ma anche Alitalia. E, poi, Edizione Holding, quest'ultima in qualità di presidente. Il dissesto della maggiore acciaieria europea. La commedia tragica della compagnia di bandiera. La crisi della società di famiglia dei Benetton, sconquassata dalla caduta del Ponte di Genova dell'agosto di un anno fa. Dunque, due dei gangli vitali del potere italiano e della sua continua, eterna e drammatica rimodulazione.

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