CINEMA

Il Giappone prevale al Far East Film Festival di Udine

di Stefano Carrer

5' di lettura

Il Giappone dolce e surreale del film “Close Knit” di Naoko Ogigami ha vinto a furor di popolo il Gelso d'Oro 2017 al Far East Film Festival di Udine, il cui pubblico ha assegnato il secondo posto al dramma sportivo coreano “Split” di Choi Kook-hee e il terzo al melodramma “Canola” di Chang. I web-giurati di MYmovies hanno premiato “Mad World” di Wong Chung, interpretato magistralmente da Eric Tsang. Evidente il successo di pubblico (60mila presenze) per una manifestazione che e' giunta alla sua 19esima edizione ed e' riuscita a diventare un essenziale punto di riferimento europeo per il cinema asiatico, rafforzandosi nel tempo in qualita' e quantita.

Perche' piace il cinema asiatico?

12 NAZIONALITA' CINEMATOGRAFICHE . “Un festival ricco di proposte, con 12 diverse nazionalita' presenti su 13 possibili, secondo la nostra definizione di Far East, India quindi esclusa – afferma il coordinatore Thomas Bertacche - Presentiamo una grande varieta' di generi, il che ricorda in qualche maniera una piattaforma di video online. Un festival nuovo, con molte opere prime o seconde e molti artisti che non erano mai venuti prima. Nonostante la competitizione con altre iniziative e a una sola settimana dal Brussels International Film Festival of Fantastic, importante per il cinema di genere, il FEFF e' riuscito a presentare 4 anteprime mondiali e 25 anteprime internazionali”.

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Film che suscitano attenzione e piacciono, strappando spesso spontanei applause finali al pubblico. “Riusciamo a trovarli e proporli perche' c'e' una ritrovata produzione importante in Asia – continua Bertacche -. A livello produttivo c'e' una maggiore attenzione alla parte di scrittura: si vede che i film sono scritti bene, girati con minore velocita' rispetto a quanto poteva accadere in passato e con caratteristiche tecniche e qualitative molto alte. Non e l'unica delle selezioni possibili quella che abbiamo fatto, ma e' quella che secondo noi offre il miglior ritratto di oggi dell'industria cinematografica in Asia”.

UN PERCORSO DI DUE DECENNI. Le autorita' culturali di Hong Kong hanno scelto Udine per presentare in anteprima una sintesi nel nuovo cinema hongkonghese 1997-2017, il ventennio seguito alla fine dell'amministrazione britannica. Un periodo che quasi coincide con la vita di un festival che all'inizio punto' molte carte sul cinema di Hong Kong, per poi seguire e assecondare il boom del cinema coreano e le nuove conquiste di quello giapponese, fino ad allargare oggi i propri orizzonti a tutta l'area, compresi i Paesi piu' piccolo dove il cinema e' ancora in una fase poco piu' che nascente (come il Laos). I Gelsi d'oro alla carriera sono stati attribuiti a due grandi personaggi del cinema popolare asiatico: l'icona di Hong Kong Eric Tsang e il regista della Cina continentale Feng Xiaogang (l'uomo che ha inventato il concetto di blockbuster cinese di fine anno). “Il prossimo anno tireremo le fila della nostra ricerca negli ultimi 20 anni – afferma Sabrina Baracetti, president del FEFF – Inviteremo i nomi piu importanti che hanno segnato questi due decenni di cinema e vorremmo riuscire a creare un momento di riflessione e di ricerca ulteriore su quello che e' stato il cinema asiatico, atraverso le nostre selezioni ma non solo, e attraverso le parole stesse dei registi che verrano qui a raccontare come sono cambiate le industrie cinematografiche di quella parte del mondo. Che tuttora e' una delle piu esplosive sul piano creativo”.

A Udine la diva giapponese Aya Ueto

L'APPEAL DEL CINEMA ASIATICO. L'evoluzione del festival sta anche nei numeri. “Quando ha cominciato, 18 anni fa, erano presenti solo 2 film giapponesi. Ora un solo regista, come Yamashita, ne ha avuti tre, su un totale di 13-14 pellicole dal Giappone “, dice Mark Schilling, esperto di cinema nipponico che coordina la selezione – Una estensione di registi e di generi che ha contribuito ad attrarre una fascia giovanile di pubblico, in un processo che continua”.
“Il cinema asiatico rappresenta un binocolo astronomico sul futuro”, osserva il sempre vulcanico Tatti Sanguineti, al termine della visione dell'ennesimo film (lui stesso presentera' il 19 maggio al Salone del libro di Torino i suoi due film tratti dalle 50 ore di interviste con Andreotti quando era sottosegretario con delega allo spettacolo). Al di la' della crescita di un pubblico soprattutto giovanile, pero', restano i problemi di distribuzione in Europa che impediscono alle pellicole dall'Asia di diventare “mainstream”, come sottolinea Marco Muller, che alla direzione artistica di Venezia e Roma programmava con regolarita' film dall'Oriente: “ Negli anni fine '80-inizio ‘90 c'era stata una ventata asiatica. I film sono diventati troppo cari, molti distributori hanno perso interesse. Soprattutto, oggi, non ci sono piu' le televisioni dietro che possono coprire una parte del rischio. E' pero' molto bello che ogni anno Udine riesca a confermare che c'e' davvero un potenziale di mercato. E' questo in fondo il vero senso dei festival: diostrare che al di la' della prima attrattivita' estetica e culturale di un film, si puo' rivelare un valore di mercato al quale di solito i distributor europei altrimenti farebbero troppo poco caso”.

LA SEZIONE BUSINESS. L'anno scorso e' stata lanciata all'interno del festival una sezione dedicata agli operatori del mercato, che quest'anno e' stata rafforzata proprio per cercare di promuovere un approfondimento dei rapporti commerciali tra Europa e Asia, nei due sensi. “A ‘Focus Asia' Sono intervenuti piu' di cento operatori , da finanziatori a sales agents a distributori – dice Alessandro Gropplero, coordinator della sezione Industry – L'obiettivo e' facilitare la cooperazione, non solo sul piano della distribuzione ma anche delle coproduzioni. Cosi' quest'anno abbiamo aggiunto un mercato di progetti di genere,selezionando 13 progetti proveniente da Asia ed Euroa. L'idea e' cercare di lavorare fin dalla fase iniziale di sviluppo, in cui i progetti possano trovare possibili cofinanziatori e coproduttori”. Due dei 13 progetti introdotti da “Focus Asia” hanno gia' trovato finanziatori: la black comedy indonesiana “Abracadabra” di Faozan Rizal e il drama soprannaturale “The Long Walk” della regista Mattie Do (Laos).
“.In Asia orientale non c'e' solo la Cina, vi si trovano Stati popolosi e ricchi. Come produttori cinematografici, dovremmo cominciare a non pensare solo al miraggio della Cina, dove fare affari non e' facile anche per via delle dimensioni del mercato, come miraggio ma anche alle opportunita' possibili in altri stati del Far East”, osserva Bertacche, secondo cui “ci sono opportunita' anche per il cinema italiano. Ad esempio c'e una storia di vicinanza con il cinema giapponese, non sempre approfondita”.

UN VOLANO PER IL TERRITORIO. Il FEFF puo' funzionare anche come volano per una piccola ma dinamica economia territoriale come quella del Friuli, in due direzioni: promozione dei prodotti tipici, specialmente enogastronomici, e promozione dell'attrattivita' turistica della regione. Non a caso molti produttori di vini vengono di persona al Festival a offrire degustazioni dei loro prodotti. Con l‘iniziativa “Guarda il calice”, lo spettatore con soli 10 euro puo' assaggiare una serie di vini doc friulani, anche tra uno spettacolo e l'altro: il suo calice attende in una piccola sacca che alla fine potra' portare a casa.
“Il vino trova una sponda abbastanza facile in Estremo Oriente, specialmente in Giappone e a Hong Kong – afferma Bertacche - Anche tramite noi ,alcuni produttori sono riusciti a esportare i loro vini e cosi' puo essere per altri prodotti enogastronomici. Udine, per quanto piccolo, e' una classica citta' storica italiana: per chi viene dall'Asia e' spesso qualcosa di mai visto. La loro presenza qui con persone-chiave puo' aprire interessanti sviluppi. Ad esempio, se una star giapponese viene ripresa qui dalla Fuji Tv mentre mangia una fetta di prosciutto, o al castello di Udine o sulle colline del Collio, si tratta di una promozione impossibile da fare a pagamento: sarebbe molto piu oneroso e magari meno efficace”.

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