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Il giardino fatato di Villa Bardini ospita la sfilata di alta moda di Dolce&Gabbana

La collezione donna chiude l'evento dedicato alle collezioni più esclusive della maison: novanta modelle con abiti e accessori ispirati alla bellezza e ai colori dei fiori e frutto del lavoro di 50 giovani ricamatrici

di Giulia Crivelli

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La collezione donna chiude l'evento dedicato alle collezioni più esclusive della maison: novanta modelle con abiti e accessori ispirati alla bellezza e ai colori dei fiori e frutto del lavoro di 50 giovani ricamatrici


4' di lettura

A Domenico Dolce e Stefano Gabbana piace dare un titolo alle loro sfilate, in particolare a quelle di alta moda e alta sartoria, che si sono appena svolte a Firenze, primo evento post lockdown “in presenza” di un grande nome della moda, come ha sottolineato il sindaco di Firenze Dario Nardella annunciando l'inizio della sfilata di alta sartoria nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, seguita da quella di alta moda nei giardini di Villa Bardini.

Le sfilate Rinascimento e Rinascita

Il titolo scelto per la prima è Rinascimento, per la seconda Rinascita: «Anche la collezione donna si collega al periodo storico che vide fiorire Firenze e diede al mondo artisti e capolavori di ogni genere – hanno spiegato i due stilisti-imprenditori -. Ma la parola “rinascita” ha un significato leggermente diverso: vorremmo che questi eventi fossero l'inizio di un percorso post lockdown… una parola che proprio non ci piace e che speriamo di dimenticare presto. Rinascere tornando a organizzare sfilate e incontri dal vivo, con tutte le precauzioni del caso, e rinascere come sistema moda e come Paese». Il legame con Firenze, anche per l'idea di rinascita, è fortissimo, perché Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno riunito capacità artigianali e atelier locali, collaborando sia per l'alta sartoria sia per l'alta moda, dando a tutti una vetrina internazionale.

Dolce&Gabbana, alta moda donna inno alla bellezza e ai fiori

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«È quello che fece un visionario come Giovanni Battista Giorgini, che il12 febbraio 1951 organizzò quello che allora di chiamava défilé di moda a Palazzo Torrigiani, che era anche la sua residenza. All'epoca ovviamente non c'erano marchi o atelier come esistevano invece in Francia: Giorgini riunì i laboratori di sartoria da donna e diede loro un pubblico internazionale di buyer, arrivati persino dagli Stati Uniti. Fece capire – ricordano Domenico Dolce e Stefano Gabbana – quanto stile e moda esistessero a Firenze, non solo a Parigi. Ma diede anche un'immagine di un'Italia in piena ripresa economica».

A Villa Bardini hanno sfilato 89 modelle per altrettanti look di haute couture, come direbbero i francesi: creazioni uniche pensate per la clientela internazionale di Dolce&Gabbana, che dal 2012 organizza eventi dedicati alle collezioni di alta moda, alta sartoria, alta gioielleria e orologeria. Circa 200 gli ospiti per questa tornata, in luogo dei circa 500, ad esempio, dell'edizione dell'estate 2019, svoltasi in Sicilia. Dopo le sfilate e le presentazioni è prevista una gita con degustazione e cena alle Cantine Antinori, tra i molti partner di Dolce&Gabbana in questa trasferta fiorentina.

Il collier record da 7 milioni

I gioielli invece sono stati esposti nell'Officina di Santa Maria Novella, per la prima volta senza la protezione delle teche, nonostante il valore altissimo in particolare dei collier (il più prezioso in assoluto supera i 7 milioni di euro). «A Firenze avremmo dovuto venire in giugno, in occasione di Pitti, per celebrare i 30 anni delle collezioni uomo, nate nel 1990, sei anni dopo il debutto di quelle da donna e del marchio Dolce&Gabbana, che risale al 1984 – sottolineano Domenico Dolce e Stefano Gabbana -. Poi è successo quello che sappiamo e parlando con Raffaello Napoleone e Claudio Marenzi di Pitti Immagine abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto un po' folle… abbiamo trovato nel sindaco Dario Nardella e in tutte le istituzioni di Firenze una reazione straordinaria. Si è creato un circolo virtuoso di energie, entusiasmo, voglia di guardare al futuro. In maggio abbiamo iniziato a incontrare gli artigiani per costruire con loro eventi che fossero molto più che sfilate Dolce&Gabbana».

Ospite d'onore è stata Monica Bellucci, protagonista di molte campagne del marchio, testimonial su red carpet di tutto il mondo e, forse più importante, amica degli stilisti. Fresca di un successo da attrice al Festival di Spoleto, dove ha vestito i panni di Maria Callas, Monica Bellucci ha ricevuto dal sindaco Nardella le chiavi della città pochi minuti prima della sfilata a Palazzo Vecchio e ha poi partecipato alla sfilata di Villa Bardini. Non come modella, bensì seduta in prima fila. Bella tra le belle? Forse, a guardar bene, la più bella di tutte.

Cresce la sartoria interna

La collezione era un inno alla bellezza dei fiori, interpretati e ricreati con ogni ricamo, applicazione, lavorazione, dettaglio possibile o immaginabile, dalle mani sapienti degli artigiani, soprattutto donne in questo caso, che hanno lavorato, con tempi record per l'alta moda, agli abiti e accessori. 89 fate in un giardino fatato, potremmo dire. E sulla nascita della collezione Domenico Dolce e Stefano Gabbana svelano un ultimo, importante dettaglio: «Il lockdown… eccolo di nuovo… ci ha impedito di lavorare con laboratori e atelier di Parigi o di alcune regioni italiane, dove non potevamo andare prima dell'apertura dei confini della Lombardia. Così abbiamo dato una incredibile accelerazione al progetto avviato qualche anno fa a Milano, di sartoria interna. Cinquanta ragazzi di età compresa tra i 20 e 30 anni hanno avuto la possibilità di lavorare alla collezione di alta moda, concentrandosi in particolare sui ricami. Questo sì che è un lato positivo del lockdown: per la prima volta abbiamo creato una collezione non solo made in Italy, ma tutta “made in Dolce&Gabbana”, facendo crescere professionalità e competenze interne. Un'esperienza che ci ha reso più consapevoli e forti, come stilisti, come imprenditori e come azienda».

Il prossimo appuntamento, fisico, ovviamente, è per il 23 settembre a Milano, quando sfilerà la collezione donna prêt-à-porter, all'interno della fashion week che si terrà dal 22 al 28 settembre.

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