8 storie di gin maker italiani

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Il gin fusion della Madunina


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Andrea e Simone Romiti gestivano un locale legato al bere bene e al cibo a Milano, in zona Porta Romana, e lì avviene l'incontro con Richard D'Annunzio, appassionato di cucina e spirits, che sperimenta le prime infusioni di gin nella cucina di casa, usando la lavapiatti come surrogato dell'alambicco (dato che mantiene gli infusi in temperatura a 65 gradi per i 30 minuti del ciclo). Quando al trio si uniscono Francesco Niutta e Francesco Braggiotti nasce Giass, il primo London Dry Gin 100% milanese. Il nome è una vocazione – spiegano i fondatori – perché «il ghiaccio è un elemento artigianale, trasparente e affascinante nella sua imperfezione. Così Giass è un gin dall'anima complessa, autentica e immediata, che si beve anche on the rocks».

Prodotto con una ricetta complessa basata su 18 botaniche selezionate, il gin vuole richiamare nel mix di note floreali, mineralità, legno e agrumi la varietà dell'anima di Milano e anche l'etichetta serigrafata sul vetro (premiata al San Francisco World Spirits Competition) è ispirata ai disegni geometrici della Galleria Vittorio Emanuele, mentre il logo richiama una “vedovella”, la tipica fontanella meneghina.

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