GUSTI FORTI

Il gin istriano che riposa sott'acqua insieme alle ostriche

A tiratura limitata ma già molto amato dai vip e dai migliori ristoranti e bar della Croazia. Il Limbay però oltre a vedere l'impiego del ginepro locale ha una marcia in più: riposa in botti di quercia adagiate per qualche mese lungo la costa istriana, tra Porec e Rovigno

di Maurizio Maestrelli


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2' di lettura

Per produrre il gin ci vuole il ginepro. E fin qui ci siamo, ormai anche gli astemi ne sono al corrente. Ma il celebre distillato sta attraversando una fase storica a dir poco esplosiva e se il ginepro resta il pilastro essenziale e irrinunciabile al quale tutti i produttori in giro per il mondo, e ogni mese se ne conta un numero maggiore, si devono attenere; per quanto riguarda le spezie, gli aromi e le erbe aggiuntive non sembra esserci limite alle possibilità di scelta.

La maggior parte dei piccoli produttori, i cosiddetti craft distillers che sembrano costituire il prossimo fenomeno di cui si parlerà a lungo, si è poi lanciata a testa bassa sugli ingredienti locali. Così non stupisce che il Canaima, venezuelano, “custodisca” in bottiglia ben dieci ingredienti raccolti nella foresta amazzonica, oppure che il Nordes, un gin prodotto in Galizia, preveda l'impiego di un'alga chiamata salicornia, o infine che il Vor, islandese, utilizzi nella ricetta licheni dell'isola.


Il gin dal gusto iperlocal
In Istria, un distributore di bevande ha deciso qualche anno fa di lanciarsi nell'impresa di produrre un gin locale. È nato così il Limbay Gin, a tiratura limitata (sembra intorno alle seimila bottiglie) ma già molto amato dai vip croati e dai migliori ristoranti e bar. Il Limbay però oltre a vedere l'impiego del ginepro locale, così come del rosmarino e di altre erbe della macchia mediterranea, ha una marcia in più. Ovvero riposa in botti di quercia per qualche mese. Tuttavia non è questo il motivo che lo rende un unicum quanto la collocazione delle botti di quercia stesse. Lungo la costa istriana, tra Porec e Rovigno, infatti si trova uno stretto fiordo chiamato canale di Limski (in italiano canale di Leme). È di solito una tappa durante la gita che le barche di turisti fanno per ammirare il centro storico di Rovigno, le isole e i delfini che non è raro incontrare in queste acque. Ma il canale di Limski custodisce un segreto meno noto ossia degli allevamenti di ostriche, piccole ma saporite, ed è proprio tra questi allevamenti che sono collocate le botti di Limbay. La storia vorrebbe che la prima botte, peraltro vuota, fosse caduta in acqua per errore ma, leggenda a parte, il risultato è un distillato particolare sia nel colore, tendente al giallo, sia nei profumi e nel gusto, con delle evidenti note sapide per quanto non si sa se attribuibili all'acqua di mare o alla presenza dei molluschi in zona.


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