Crisi ucraina

Il giorno di Scholz: il “cancelliere invisibile” da Putin per salvare la pace

Dopo aver incontrato Zelensky il 14 febbraio, il cancelliere è in Russia: il ruolo della Germania non può prescindere dal pesante e complesso passato

di Isabella Bufacchi

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3' di lettura

La Germania ha una relazione speciale con la Russia e con l’Ucraina, perché speciale è la storia, la geografia, l’economia e la rete di relazioni sociali che la legano a questi due Paesi. Ma non per questo la Germania sotto la guida del cancelliere Olaf Scholz ambisce a ritagliarsi un ruolo speciale ora, utilizzando canali privilegiati o dialogando in assolo nella ricerca in extremis del dialogo con Mosca per evitare il conflitto militare. Berlino preferisce farsi portavoce di un’azione concertata e unirsi alla minaccia comune di sanzioni severe e ripercussioni gravi nei confronti della Russia lanciate dalla Ue, da Bruxelles e da Parigi, e poi da Washington e da Londra.

È questa la cornice diplomatica dentro la quale si sta muovendo Scholz che, dopo aver incontrato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky lunedì 14 febbraio, sarà a Mosca il 15 per la sua visita inaugurale a colloquio con il presidente russo Vladimir Putin.

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La Germania non ha una politica “astorica”

Scholz la pensa come la pensano i tedeschi: la Germania non può permettersi l’errore di adottare un approccio ahistorisch, «astorico», nelle relazioni con tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica e, naturalmente, con la Russia, non può permettersi di dimenticare «l’immensa sofferenza inflitta ai popoli di questi paesi dai tedeschi e in nome della Germania». Né i rappresentanti del governo tedesco possono recarsi in Ucraina e in Russia senza dimostrare «un senso di gratitudine» per il fatto che negli ultimi decenni sia stato possibile ristabilire relazioni amichevoli tra i popoli di questi paesi e la Germania, nonostante «gli indicibili crimini» dei tedeschi.

La storia che lega la Germania all’Ucraina e alla Russia è una storia tragica per Berlino, che Berlino non può dimenticare.

La priorità di Scholz e della Germania: la pace

Così per Scholz, che la stampa tedesca critica da destra e da sinistra per il suo stile troppo sotto le righe definendolo “il cancelliere invisibile”, prima di tutto in questo momento viene la pace.

«In Ucraina e in Russia, si tratterà di esplorare come possiamo garantire la pace in Europa. Stiamo vivendo una minaccia molto, molto seria per la pace in Europa», ha dichiarato il cancelliere prima di partire per la due-giorni Kiev-Mosca.

All’interno di questa cornice diplomatica molto stretta e tutta tedesca, dunque, l’invio di armi a Kiev non è pensabile e nonostante l’insistenza di Zelensky, Scholz è stato irremovibile: in conferenza stampa a Kiev ha citato la legge che vieta alla Germania di vendere armi dove c’è un conflitto, una crisi.

Berlino sta pensando di fornire speciali attrezzature militari per le operazioni notturne all’Ucraina.

Aiuti finanziari: Germania, primo sostenitore dell’Ucraina al mondo

Dove invece la Germania è disposta a fare di più è nell’aiutare finanziariamente l’Ucraina, per sostenerne la resilienza economica.

I quasi 2 miliardi di euro di sostegni a Kiev negli ultimi otto anni, come ha ricordato Scholz in conferenza stampa a Kiev, sono stati mirati a «rafforzare la resilienza economica e strutturale dell’Ucraina». E questo rende la Germania il primo finanziatore dell’Ucraina.

Scholz a Kiev ha annunciato lo stanziamento di nuovi prestiti per altri 150 milioni di euro, dopo aver accelerato l’erogazione degli ultimi stanziamenti da 150 milioni già sottoscritti. La Germania concede aiuti finanziari all’Ucraina direttamente e indirettamente tramite l’Europa e questo ne aumenta il peso.

Da Scholz quindi non c’è da aspettarsi un cambio di linea il 15 febbraio a Mosca.

Nord Stream2: nessun riferimento di Scholz al gasdotto

Salvo sorprese che i canali diplomatici non preannunciano, il cancelliere non intende menzionare esplicitamente in Russia la chiusura dei rubinetti del gasdotto Nord Stream2 (finora mai aperti), che il presidente americano Joe Biden ha elencato tra le principali ritorsioni dall’Ovest contro Putin nel caso di invasione dell’Ucraina con conflitto militare.

Ma Nord Stream2 non è rientrato nelle dichiarazioni di Scholz in conferenza stampa con Zelensky.

Scholz e Putin si conoscono da anni

Quella del cancelliere socialdemocratico a Mosca è un’altra visita inaugurale, cioè la sua prima in veste di Kanzler.

Scholz conosce Putin, lo ha incontrato in più occasioni: come ministro delle Finanze nelle riunioni del G20, per il governo di grande coalizione della cancelliera Merkel.

Putin inoltre partecipò a un ritrovo internazionale ad Amburgo e lì incontrò Scholz sindaco. Putin è stato ospite del Bundestag nel 2008 e Scholz in quell’occasione c’era.

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