new york in asta

Il giovane di Botticelli venduto per 92 milioni a un collezionista russo

Dalla stima di 80 milioni di dollari con un solo rilancio aggiudicato a un collezionista al telefono. Di proprietà del miliardario Sheldon Solow, scomparso a novembre

di Gabriele Biglia

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Lotto 15 Alessandro di Mariano Filipepi, called Sandro Botticelli. Portrait of a young man holding a roundel, tempera on poplar panel, 58.4 by 39.4 cm., Sold for : 92.184.000 USD

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Il “Ritratto di giovane” attribuito al pennello di Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi, Firenze, 1445 - 1510) è stato aggiudicato al martello per gli 80 milioni di dollari, preventivati dagli esperti di dipartimento di Sotheby's (66 milioni di euro), un record per il maestro rinascimentale, che con le commissioni è salito a 92.184.000 dollari, diventando il secondo dipinto antico più costoso aggiudicato in un’asta. Dopo quattro minuti un’offerta e un solo rilancio, partendo da una base d'asta di 70 milioni, il dipinto è stato venduto senza ricevere però ulteriori offerte oltre il valore già preventivato dalla casa d'aste, nonostante il banditore abbia atteso qualche istante nella speranza che giungessero ulteriori bids telematici o ai rilanci ai telefoni.

Protagonista indiscusso della Master Week di New York di Sotheby's, la più grande vendita dedicata agli Old Masters in termini di valore mai organizzata dalla casa d'aste londinese, il ritratto DI «Giovane uomo con in mano una medaglia» ha confermato le aspettative della major auction house. La sua messa all'incanto era stata annunciata quasi sei mesi fa, in modo da dare alla vendita abbastanza tempo per guadagnare slancio. Non sappiamo ancora chi ha concluso l'acquisto dell'incantevole ritratto tornato sul mercato dopo quasi quarant'anni, tra gli ultimi rimasti in mano ai privati. Dalle prime indiscrezioni sarebbe stato acquistato da un collezionista russo, per ora anonimo, al telefono con Lilija Sitnika, capo del desk Russia di Sotheby's a Londra. Proprietario dell’opera il miliardario nel settore immobiliare Sheldon Solow, che lo avrebbe acquistato in asta nel 1982 per sole 810mila sterline, scomparso lo scorso novembre, ha lasciato una vasta collezione d'arte e uno dei pezzi più importanti era proprio il Botticelli.

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Gli altri record

Questa aggiudicazione segna un importante risultato per il mercato della pittura antica. Il più atteso incanto dei sette in programma della Master Week di Sotheby's (22 - 30 gennaio), Master Paintings & Sculpture Part I , ha così realizzato complessivamente 114.502.900 rimanendo sotto alla stima pre-asta di 121,9 -142,8 milioni di dollari, anche per via dei tre lotti ritirati dei 46 lotti inizialmente proposti in catalogo, tra cui il secondo più importante lotto in vendita, la piccola scena biblica di Rembrandt che riportava una forbice di valore tra 20 e 30 milioni di dollari (lotto 9) e l'”Ecce Homo” di Guido Reni (lotto 28) stimato 1,2 - 1,8 milioni di dollari). Sono stati così offerti alla fine 43 lotti, di cui 13 invenduti. Alcune opere hanno raggiunto sorprendenti prezzi al di sopra le aspettative stracciando le stime: la terracotta invetriata di Luca della Robbia (lotto 2), la veduta di San Marco della pittrice Antonietta Brandeis (lotto 46), il ritratto femminile di Frans Pourbus the Elder (lotto 19) e il ritratto di giovane della Scuola di Haarlem (lotto 16).

Il caso

Il prezzo ottenuto dal “Ritratto di giovane con in mano un medaglione”, rappresenta quello più alto mai pagato in asta per un'opera di Sandro Botticelli, ossia i 10,4 milioni di dollari versati per la la Madonna Rockefeller, venduta da Christie's nel gennaio 2013. 0Solo una decina di ritratti di Botticelli sono giunti a noi e quasi tutti risiedono nelle collezioni dei musei. Il dipinto raffigura un giovane di bell'aspetto ripreso frontalmente, mentre tiene tra le mani un medaglione con un santo, che posa davanti a una finestra aperta su un cielo azzurro. Sebbene si siano fatte diverse ipotesi sull'identità dell'effigiato, si ritiene possa trattarsi di un membro della famiglia dei Medici, forse Giovanni di Pierfrancesco, fratello minore di Lorenzo il Popolano, cugino del Magnifico. Il quadro, realizzato con sottili velature di colore stese su una tavola di pioppo (58,4 x 39,4 cm), è giunto sino a noi in ottime condizioni di conservazione. Si ipotizza sia stato realizzato tra il 1470 e il 1480, periodo in cui il pittore fiorentino era impegnato ad affrescare la Cappella Sistina e si apprestava a dipingere le due iconiche ed enigmatiche opere allegoriche di grande formato raffiguranti “La Nascita di Venere” e la “Primavera”, identificate dal Vasari nella villa medicea di Castello e oggi custodite alla Galleria degli Uffizi .

La storia del Ritratto di giovane

La sua scoperta risale agli anni ’30 del Novecento, quando fu registrato per la prima volta nella collezione di Lord Newborough a Caernarvon, in Galles. Si ritiene che il ritratto sia stato acquistato per la prima volta dal suo antenato, Sir Thomas Wynn, primo Lord Newborough (1736-1807) mentre viveva in Toscana. Passato ai suoi discendenti, fu successivamente acquistato nel 1935 dal commerciante britannico Frank Sabin per 12.000 sterline, per poi passare nel 1941 nelle mani di Sir Thomas Ralph Merton per 17.000 sterline. Gli eredi di Merton, nel 1982, lo vendettero all'asta per 810.000 sterline, all'epoca 1,3 milioni di dollari, all'attuale proprietario, Sheldon Solow, miliardario e collezionista d'arte morto a Manhattan lo scorso anno all'età di 92 anni. Solow, il cui patrimonio l'anno scorso fu stimato da Forbes 4,4 miliardi di dollari, nel 2001 trasferì la proprietà del 71% dell'opera, valutata all'epoca 40,6 milioni di dollari, alla sua Fondazione che nel 2015 aveva ricevuto il 99% del dipinto il cui valore era a quel punto più che raddoppiato: un escamotage legale per consentire ai suoi eredi di sfuggire a una salata tassa sul capital gain. Il bel giovane da quando è stato individuato negli anni ’30 ha continuato viaggiare tra Europa e Stati Uniti. La sua storia espositiva infatti è particolarmente ricca. Apparve per la prima volta in pubblico nel 1960 nelle sale della Royal Academy of Arts di Londra, dove fu presentato come come ”Ritratto di Giovanni di Pierfrancesco de' Medici”. Successivamente, dopo essere stato concesso in prestito per un lungo periodo alla National Gallery di Londra dal 1969 al 1978, il ritratto è stato esposto per tre anni al Metropolitan Museum of Art di New York. Dopodiché l'ammaliante giovane ha sostato per 23 anni (dal 1990 al 2013) nelle sale della National Gallery of Art di Washington , per poi venir esposto in una mostra a Francoforte e tornare nuovamente a New York, al Metropolitan Museum of Art, dove è rimasto dal 2013 al 25 febbraio 2020.

«Il risultato d’asta testimonia lo straordinario valore, anche economico, che in tutto il mondo oggi viene riconosciuto al pittore fiorentino” spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt. “La Galleria degli Uffizi, che di Botticelli custodisce una ventina di opere autografe, accoglie il più ricco nucleo di opere dell'artista al mondo - aggiunge Schmidt - Con il record all'asta, Botticelli si conferma tra i gli artisti del passato, le cui opere hanno raggiunto i prezzi più alti mai pagati, dopo Leonardo da Vinci e Rembrandt: due altri grandi maestri, dei quali gli Uffizi conservano, per ciascuno, ben tre capolavori dipinti”.

La paternità del ritratto tra Botticini e Botticelli

Accompagnato da analisi riflettografiche infrarosse e da indagini diagnostiche, il dipinto per quanto di superba qualità, non ha ancora convinto pienamente studiosi e i galleristi riguardo alla sua paternità. Infondo, fino al 1987, nessuno specialista aveva avanzato con convinzione il nome di Sandro Botticelli. Negli anni ’60 lo storico dell'arte Roberto Longhi, in uno studio apparso sulla rivista “Paragone”, riferì il dipinto alla produzione del pittore fiorentino Francesco Botticini (Firenze, 1446 -1497). Dello stesso parere, nei medesimi anni, fu anche Everett Fahy, uno dei più rinomati conoscitori di pittura rinascimentale italiana, scomparso nel 2018, che negli anni pare non aver mai cambiato parere in merito. Dubbioso sull'identità del maestro fu in passato anche Ronald Lightbown che nel 1978, nella sua monografia dedicata a Botticelli, collocò il ritratto sotto la voce “other paintings attributed to Botticelli or his school”. Federico Zeri ascrisse anch'egli l'opera alla mano di Francesco Botticini. Fu lo studioso Richard Stapleford, nel 1987, ad avanzare per primo il nome del grande pittore rinascimentale in uno studio apparso nella rivista specialistica «The Burlington Magazine». Tale ipotesi attributiva ha faticato a cristallizzarsi tanto che il Caneva, pochi anni dopo, nel suo volume ”Botticelli. Catalogo completo dei Dipinti”, ritenne ancora il dipinto di attribuzione incerta. Frank Zöllner, docente di storia dell'arte all'Università di Lipsia, nella sua monografia su Botticelli inserì l'opera nelle “contested and uncertain attributions”. A favore di Botticelli si sono poi espressi Keith Christiansen del The Metropolitan Museum di New York e Laurence Kanter che ha definito recentemente il ritratto , dopo aver visionato la tavola, “un ammaliante Botticelli”.

D’altronde le oscillazioni attributive rimango il principale problema per chi investe nella pittura antica. In assenza di firme e documenti permane sempre un ragionevole dubbio sulla paternità di un'opera e, talvolta, non basta neppure una sensazionale aggiudicazione d'asta per consolidare definitivamente un'agnizione dibattuta, come insegna il caso del malconcio Salvator Mundi ascritto alla mano di Leonardo da Vinci, che dalla sua chiassosa epifania sul rostro di Christie's nel 2017, tra apparizioni e sparizioni, non ha ancora fugato tutte le perplessità e messo d'accordo gli specialisti. Anche se non si avvicina al prezzo eccezionale ottenuto dal Salvator Mundi attribuito a Leonardo (450,3 milioni di dollari), supera comunque i precedenti prezzi di aggiudicazione raggiunti dai dipinti di alta epoca venduti in asta, bruciando il record segnato da Peter Paul Rubens, ottenuto nel 2002 dalla tela raffigurante “La strage degli innocenti”, venduta sempre da Sotheby's a Londra per 49,5 milioni di sterline, quasi dieci volte la stima in catalogo. Probabilmente la vendita più significativa riguarda la coppia di magistrali ritratti nuziali dei coniugi Maerten Soolmans e Oopjen Coppit (1634) eseguiti da Rembrandt, venduti in trattativa privata nel 2015 per 160 milioni di euro con una joined ownership al Louvre e al Rijksmuseum .

Gli altri importanti risultati dell'asta

A contendersi la scena insieme al Botticelli doveva essere un piccolo bozzetto ad olio su tavola (16 x 21 cm) raffigurante “Abramo e gli angeli”(1640) eseguito da Rembrandt: un raro pannello di soggetto biblico, uno dei soli cinque ancora in mani private dei 136 soggetti biblici prodotti dal pittore di Leida, valutato 20 -30 milioni di dollari è stato ritirato dall'asta all'ultimo momento. Risultato importante, invece, per il piccolo ma importante rilievo in terracotta invetriata (47 x 40 cm) di Luca della Robbia (lotto 2). Ritenuta un'opera centrale del Rinascimento fiorentino, commissionata della famiglia Sforza di Santa Fiora intorno alla metà del Quattrocento, e in origine custodita nel Convento di Santa Fiora fino al 1866, è stata aggiudicata per 2.016.500 dollari, con le commissioni (stima: 700.000 -1.000.000 dollari ). A metterla all'incanto è stato l' Albright-Knox Art Museum di Buffalo. Difficilmente ad acquistarlo è stato lo Stato italiano, come auspicava con il suo appello il sindaco del Comune di Santa Fiora dell'Amiata, comune che possiede tra l'altro una delle più importanti raccolte di ceramiche al mondo dell'artista fiorentino. Ancora di origini italiane le due tavole a tempera dipinte da Taddeo di Bartolo nel 1390 (lotto 21), raffiguranti San Simone e San Francesco d'Assisi, che originariamente facevano parte del polittico che un tempo si trovava nella cappella di San Francesco in Pisa, sono state comprate in linea con la valutazione minima (stima: 400.000 - 600.000 dollari).Venduta molto bene la veduta di piazza San Marco della pittrice Antonietta Brandeis (1849 - 1926) salita con le offerte a 441.000 dollari rispetto alla stima di 150.000 - 200.000.Tra i dipinti olandesi e fiamminghi in catalogo è stata ritirata la Natura morta su tavola di Willem Calesz Heda (1596 - 1680) “Banchetto con una tazza capovolta e ostriche” (lotto 30) valutata 2,5 - 3,5 milioni di dollari; mentre è stato venduto molto bene il ritratto di giovane uomo ovale della Scuola di Haarlem che da una forbice di valore di 70.000 - 90.000 dollari è raggiunto i 390.600 dollari con le commissioni. Sorprendente il risultato registrato dal «Ritratto di una giovane donna con in mano un piccolo spaniel con un collare di campane” di Frans Pourbus the Elder (lotto 19) che ha ricevuto offerte fino a far salire il prezzo di aggiudicazione a 478.000 dollari da una base d'asta di 70.000 - 90.000. Anche il pannello che faceva parte di un cassone nuziale attribuito al Maestro di Marradi (nome coniato da Federico Zeri) ha ottenuto grande successo ricevendo offerte sino a toccare il milione di dollari con i buyer's premium (stima: 400.000 - 600.000 $ ). La tela di soggetto biblico di Hugo van der Goes raffigurante la “Discesa dalla Croce” è rimasta, invece, in linea con la valutazione minima passando di mano per 3.350.000 $ (stima: 3 - 5 milioni di dollari). Grande risultato è stato ottenuto dalla “Maddalena penitente” dipinta da Gerard Seghers (lotto 8) salita a 746.000 dollari rispetto alla stima in catalogo di 300.000 - 500.000. Le aste di arte antica continuano ancora fino al 30 gennaio, sette tra dipinti, disegni e sculture comprendenti quattro secoli e due distinte collezioni formate dal dottor John O'Brien e da Hester Diamond.

Pietro Bernini and Gian Lorenzo Bernini, Rome, circa 1615-1618. Autumn. Estimate: 8,000,000 - 12,000,000 USD

Dopo il successo dell’opera di Sandro Botticelli, vedremo il gradimento del mercato per la figura in marmo dell'Autunno scolpita tra il 1615-1618 da Pietro e Gian Lorenzo Bernini, stimata tra 8 e 12 milioni di dollari.

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