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Il giudice a Gm e Fca: trovate un accordo, il Paese lo richiede

Il caso portato da Mary Barra giudicato una perdita di tempo e risorse mentre serve impegno su pandemia, razzismo e ingiustizia

di Marco Valsania

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Mike Manley, ceo di Fca (Reuters)

Il caso portato da Mary Barra giudicato una perdita di tempo e risorse mentre serve impegno su pandemia, razzismo e ingiustizia


3' di lettura


New York - Mary Barra e Mike Manley devono negoziare faccia a faccia per risolvere il loro duello legale, che rappresenta una straordinaria perdita di tempo mentre il Paese – e le case automobilistiche - hanno ben altro di cui preoccuparsi. Ancora: una soluzione negoziata da parte del Ceo di General Motors e di quello di Fca è a tutti gli effetti un dovere morale, dopo che le aziende sono state entrambe salvate dal governo e dai soldi dei contribuenti negli anni scorsi e hanno quindi un pesante debito nei confronti della nazione.

È stato questo lo straordinario giudizio e l'ordine impartito dal giudice federale di Detroit Paul Berman, incaricato di dirimere la grande battaglia in tribunale scattata tra le aziende rivali quando Barra ha presentato denuncia per danni contro il gruppo italo-americano guidato da Manley. In gioco: le ramificazioni di uno scandalo di corruzione sindacale dal quale Gm afferma di essere stata significativamente danneggiata mentre Fca ne sarebbe stata avvantaggiata.


Il giudice: «Il Paese merita un accordo»

Certo, l'incontro tra i due top executive dovrà avvenire con tutte le cautele necessarie, vale a dire le precauzioni di social distancing indispensabili durante la pandemia. Ma, dietro richiesta del giudice, gli ad devono parlarsi direttamente per provare a negoziare una via d'uscita, un compromesso. E il meeting dovrà avvenire rapidamente, entro il primo luglio.

A rendere particolarmente straordinaria la mossa del giudice federale di Detroit, Paul Borman, sono state le sue esplicite motivazioni, uno schiaffo etico ai duellanti: il magistrato ha affermato di essere stanco della disputa e ha citato esplicitamente la necessità di superare divisioni nel Paese in un'era caratterizzata dalla pandemia e dalle tensioni razziali. «Oggi il nostro Paese ha bisogno e merita che queste grandi e ora in salute aziende ci ripaghino concentrandosi sulla necessità di salvare la nazione e i suoi cittadini dalla piaga del Covid-19, del razzismo e dell'ingiustizia, mentre costruiscono i migliori veicoli al mondo» ha tuonato Borman.

Un caso esploso a novembre

Il giudice non ha emesso alcuna decisione su una richiesta di archiviare il caso presentata da Fca, affermando solo che la prenderà in considerazione. Ma ha avuto parole pesanti per l'azione legale avviata da Gm: «Che perdita di tempo e di risorse, adesso e per anni a venire, in una simile mega-battaglia legale, se due leader dell'auto e i loro team di avvocati dovessero dedicare sforzi che richiedono significativo tempo a perseguire questa denuncia da opzione nucleare».

Il caso, che ha contrapposto Gm e Fca in uno scontro di rara intensità, era nato nel novembre dell'anno scorso. Gm aveva di fatto accusato Fca di aver per anni versato tangenti a dirigenti sindacali della United Auto Workers per ottenere in cambio condizioni vantaggiose nei negoziati sul contratto e sul costo del lavoro. Gm aveva paventato la richiesta di «danni ingenti», sostenendo che Fca aveva «minato l'integrità del processo di contrattazione collettiva» per un decennio; Fca aveva respinto seccamente ogni addebito e accusato al contrario Gm di voler interferire con simili accuse infondate nei progetti attuali dell'azienda, in particolare il merger strategico con Psa.

La Uaw indagata per corruzione

La Uaw, uno dei più influenti sindacati rimasti sulla scena statunitense con oltre 400.000 iscritti, è da cinque anni al centro di un'ampia indagine federale per sistematici episodi di corruzione. Di recente, a marzo, i procuratori americani hanno incriminato il suo ex presidente Gary Jones, per appropriazione indebita di un milione di dollari in fondi sindacali e evasione fiscale.

Jones si è dichiarato colpevole a inizio giugno e rischia 4 anni di carcere. Incriminazioni e successive ammissioni di colpa sono arrivate in tutto finora per 13 individui. Tra questi tre ex dirigenti di Fca, compreso l'un tempo responsabile delle relazioni industriali Alphons Iacobelli condannato nel 2018 a 66 mesi di carcere, assieme ad una decina di personaggi della union e ad alcuni legati alla Gm.

Non è chiaro se Gm e Ford siano a loro volta toccate direttamente dalle inchieste: il Wall Street aveva rivelato il mese scorso un nuovo fronte aperto dagli inquirenti su Gm, ma l'azienda aveva smentito affermando che i magistrati non la considerano ora oggetto di indagini. Voci non escludono che in futuro le autorità possano muoversi per un commissariamento del sindacato. Sono tuttavia in corso negoziati di riforma tra l'attuale leadership della union, guidata da Rory Gamble, e la magistratura.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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