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Il Go Global cinese in Europa riparte con Hna primo azionista di Deutsche Bank

dal corrispondente Rita Fatiguso

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1' di lettura

La stretta valutaria sui movimenti di capitali cinesi in uscita s'è davvero allentata se nel giro di poche settimane un gigante del calibro di Hna è stato autorizzato dalla Safe, il braccio operativo della banca centrale a salire dal 4,76 al 9,92% nel capitale della più importante banca tedesca.
Rivelata di default da una semplice comunicazione obbligatoria da fornire alla Borsa, la manovra che ha dato a Hna uno slancio tale da superare anche la quota della famiglia reale del Qatar Al-Thani (aveva il 6 per cento, ha pure rilanciato salendo all'8%, ma è rimasta indietro).

È vero, la quota di Hna è gestita attraverso la società di gestione patrimoniale C-Quadrat di Vienna, ma il disco verde dell'autorità centrale monetaria di Pechino era un' indispensabile condicio sine qua non
per l'operazione. Tanto più che in questo caso stiamo parlando di una realtà tentacolare che vanta partecipazioni nel settore immobiliare, bancario, non è solo una compagnia aerea o di aeroporti e alberghi, ma vanta anche ingenti partecipazioni nel settore immobiliare e bancario.

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Dopo un 2016 in ribasso, con gli investimenti all'estero ridotti all'osso, si verifica adesso una ripresa soprattutto sul settore bancario, una novità per quanto riguarda la Cina che, finora, si era concentrata sul manifatturiero e su settori ad alto valore aggiunto tecnologico o sulle infrasttrutture. Ora il rubinetto si è riaperto. E nel mirino entrano i servizi finanziari.

La Germania è il Paese in Europa che dopo aver “subito” l'M&A di Kuka, la fabbrica gioiello dell'automazione acquistata da Midea, oggi vede nel consiglio di amministrazione un partner di maggioranza targato senza mezzi termini Pechino.

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