primi aiuti per turismo e commercio

Il governo accelera: allo studio un “pacchetto ristori” da 1,5-2 miliardi

Ipotesi da portare in tempi brevi in Cdm: l’idea è aiutare le piccole attività e le imprese del terziario più colpite dalle restrizioni in arrivo per contenere l’epidemia

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(ANSA)

Ipotesi da portare in tempi brevi in Cdm: l’idea è aiutare le piccole attività e le imprese del terziario più colpite dalle restrizioni in arrivo per contenere l’epidemia


3' di lettura

Le nuove restrizioni in arrivo per contenere l’emergenza sanitaria produrranno effetti negativi soprattutto su piccole attività e aziende del terziario; per questo i tecnici del governo avrebbero chiesto al ministero dell’Economia di anticipare un primo pacchetto di musure con ristori dedicati, stile fondo perduto, ai settori maggiormente danneggiati. Da quanto si apprende, si metterebbero sul piatto subito 1,5-2 miliardi per aiutare - si citano come esempi - ristorazione, bar, gelaterie e pasticcerie; piscine, palestre e impianti sportivi; cinema, teatri e spazi culturali.

Il meccanismo

Durante il lockdown della scorsa primavera, gli indennizzi a fondo perduto per le partite Iva furono gestiti dall’Agenzia delle Entrate, che ha il quadro completo dei dati ed è riuscita a garantire iter rapidi nell’erogazione dei contributi. Una via che il presidente Conte sembra voler ripercorrere. «I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle Entrate», ha spiegato durante la conferenza stampa post decreto da Palazzo Chigi. Inoltre «arriveranno nuovi contributi a fondo perduto. Ci sarà un credito d'imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. E verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre». Con quali tempi? «I nuovi indennizzi - ha spiegato Conte - sono tutti aggiuntivi a quelli già in vigore e confidiamo di andare in Gazzetta Ufficiale già martedì. Vediamo se il Cdm sarà lunedì o martedì».

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Le risorse

Quanto alle coperture, dal governo escludono che sia necessario un nuovo scostamento di bilancio: si stanno cercando risorse non utilizzate finora nelle pieghe della manovra 2021. In cantiere c’è anche il decreto Novembre, con il rifinanziamento della cassa integrazione d’emergenza fino al 31 gennaio (per un totale di 10 settimane) e altre misure di sostegno ai settori. Nella manovra si dovrebbero aggiungere poi altre 8 settimane di Cig, per un totale quindi di 18. «I conti della Nadef al momento direi che non vengono alterati - ha detto Conte -. Non c’è necessità di alterare il quadro di finanza pubblica già approvato dal Parlamento. Se riusciremo a tenere la curva sotto controllo non vedo prospettive di fare nuovi scostamenti».

Bonomi (Confindustria): ancora 12mila persone aspettano la Cig da maggio, governo ci coinvolga nelle decisioni

Critico sui provvedimenti contenuti all’interno del Dpcm e sulle procedure per la sua stesura il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Intervenendo nel programma di Lucia Annunziata Mezz'ora in più su Rai 3, in particolare Bonomi, sul tema dei ristori, ha detto che «nell'affermazione che sono già pronti i ristori», bisogna considerare che «abbiamo ancora 12 mila persone che aspettano da maggio la cig erogata dallo Stato. È su queste cose che gli italiani perdono la fiducia. Dobbiamo ristabilire la fiducia, altrimenti questi provvedimenti perdono efficacia». Più in generale, il presidente di Confindustria ha specificato di «far fatica a capire qual è la direzione: una settimana fa le palestre» restavano aperte, oggi le chiudiamo: «il tema non è la palestra, il tema è che noi certe cose le dicevamo ad aprile. Dicevamo che il Tpl era uno dei grandi problemi. Adesso siamo ancora qua fermi. Ci siamo fatti cogliere impreparati e questa volta lo sapevamo». E sullo stato generale dell’economia, Bonomi teme che «i numeri saranno fortemente colpiti» dalla situazione attuale: «stimiamo un'ulteriore discesa tra l'uno e il 2 percento» del Pil, quindi «-11/-12%, con un danno per l'economia di 216 miliardi, superiore ai fondi del Recovery Fund». L'ultima stima dell'ufficio studi di Confindustria per il 2020 era del -10%. Critiche anche nel metodo: per Bonomi «il Governo debba ascoltare di più le parti sociali: non tanto i tre Dpcm in 12 giorni, è che nessuno è stato coinvolto, nessuno sapeva quali erano i provvedimenti, e nessuno ha potuto contribuire, dare aiuto al governo in una fase difficile del paese. Io credo che il Governo debba cambiare il metodo». «È un momento difficile e dobbiamo tutti lavorare tutti nella stessa direzione, però dobbiamo essere coinvolti e condividere il progetto del paese», ha specificato Bonomi, aggiungendo che «anche il sindacato lamenta in maniera molto forte il mancato coinvolgimento».

Il pressing delle regioni, l’allarme di commercianti e artigiani

Del resto a spingere per ristori immediati sono le Regioni. «Vanno garantiti ristori - ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini - perché ci sono settori che difficilmente riapriranno». Commercianti e artigiani sono sul piede di guerra: «Non possiamo sopportare gli oneri di un’ulteriore chiusura», «o ci sono interventi economici seri e immediati o la ristorazione è morta», ha tuonato il direttore generale di Fipe Confcommercio, Roberto Calugi. Allarme anche di Confesercenti: «Con le nuove restrizioni anti-Covid si rischia di vedere 110mila attività abbassare definitivamente le serrande quest’anno, con la riduzione complessiva della spesa delle famiglie nel 2020 che potrebbe raggiungere i 95,8 miliardi».

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