manovra bis

Il governo allenta la «stretta» sull’Ace. Tensione sui voucher

di M. Mobili e M. Rogari

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4' di lettura

Un parziale restyling del meccanismo delle compensazioni fiscali. Un irrobustimento di 175 milioni della dote 2017 per le Province. La proroga del termine per il rendiconto dei Comuni e nuovi margini per il turnover nelle Regioni “virtuose”. Sono queste le modifiche alla manovra approvate dalla commissione Bilancio della Camera. Con l’emendamento del Governo sull’allentamento della stretta sull’Ace in rampa di lancio e pronto per ottenere il via libera nella tarda serata, a conclusione di una lunga giornata caratterizzata dalle tensioni politiche su due nodi in sospeso da giorni: il cosiddetto correttivo Federconsorzi e le misure alternative ai voucher. Il tutto mentre si azzeravano, o quasi, le chance di un disco verde ai ritocchi all’iperammortamento: gli emendamenti che puntavano alla proroga da giugno a dicembre 2018 del termine per la consegna dei beni non hanno ottenuto l’ok del Mef per problemi di copertura e il relatore, Mauro Guerra (Pd), ha così proposto l’invito al ritiro.

La rinuncia all’emendamento Federconsorzi
Sul caso “Federconsorzi”, dopo un intenso pressing delle opposizioni, il Governo ha alla fine deciso di rinunciare al correttivo sui consorzi agrari. Sui voucher fino a sera si è prolungata l’attesa per una riformulazione del relatore di un emendamento Pd, più volte rimandata a causa della linea rigida dei “bersaniani” che hanno continuato a minacciare di non votare la manovra nel caso in cui fossero passate misure per le imprese. Il voto è slittato a oggi. E a ribadire il suo no è stata anche la Cgil, con Susanna Camusso che ha sostato nel pomeriggio simbolicamente davanti all’ingresso della Commissione per seguire i lavori.

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Paletti crescenti al “dopo voucher”
Il “dopo voucher” per le imprese, sulla base dell’ultima bozza di riformulazione del relatore, si conferma un vero e proprio contratto di lavoro («contratto di prestazione occasionale»), ma con una serie crescente di paletti. La nuova procedura telematica potrà essere utilizzata solo da aziende piccolissime fino a 5 dipendenti, ed entro un tetto unico di 5mila euro a singolo datore. Ogni impresa poi potrà retribuire ciascun addetto “occasionale” fino a un massimo 2.500 euro. La misura minima oraria del compenso è pari a 9 euro. Resta la soglia d’ingresso: almeno 4 ore continuative nell’arco della giornata. Regole ad hoc per le aziende del settore agricolo: di norma sono escluse dal nuovo contratto di prestazione occasionale, salvo, però, che per attività rese da studenti, pensionati, disoccupati. Se si violano i tetti scatta la conversione a tempo indeterminato. Per le famiglie, confermato il libretto elettronico. Si potranno pagare piccoli lavori domestici, assistenza domiciliare, lezioni private. Ciascun libretto famiglia contiene titoli di pagamento con valore nominale di 10 euro, utilizzabili per prestazioni di durata non superiore a un’ora.

Allentata la stretta sull’Ace
Il ritocco dovrebbe essere votato questa mattina. Atteso nella tarda serata l’ok all’eliminazione delle mini-monete da 1-2 centesimi (ma non come valore legale) mentre era considerato certo il disco verde, sempre in tarda serata, all’emendamento su cui il Governo fa leva per cambiare rotta e allentare la stretta sull’Aiuto alla crescita economica (Ace). E lo fa abbandonando la riduzione a cinque anni del periodo di riferimento rilevante ai fini della determinazione della base su cui determinare l’aiuto alla capitalizzazione delle imprese. Di qui il via libera del Governo, con piena soddisfazione del viceministro Enrico Morando, al correttivo di Sergio Boccadutri (Pd) che rimodula il coefficiente di remunerazione del capitale proprio a partire dall’ottavo periodo d’imposta fissandolo all’1,5% mentre per il 2017 la percentuale sarà dell’1,6 per cento.

Capitolo compensazioni fiscali
Approvate nel pomeriggio dalla Commissione Bilancio, che conta di chiudere questa mattina con il suo “sì” l’esame del maxi-decreto, alcune modifiche al capitolo delle compensazioni fiscali. Con l’ok a un emendamento del Pd viene precisato che l’obbligo del visto di conformità scatta pure per i crediti infrannuali Iva per importi superiori a 5mila euro annui e riguarda anche l’istanza dalla quale emerge il credito. Sono poi introdotte ulteriori limitazioni al meccanismo di compensazione con i crediti della Pa. Allo stesso tempo, però, si accelera il dispositivo per utilizzare il credito in compensazione rispetto alla data di presentazione dell’istanza o della dichiarazione: non occorrerà più attendere il giorno 16 del mese successivo ma basteranno 10 giorni. Ulteriore novità lo scarto automatico del modello F24 nel caso in cui vengano superati i tetti di compensazione.

Cresce la dote per le Province
Sale poi di 175 milioni la dote per le Province nel 2017. Con l’ok a una serie di ritocchi riformulati dal relatore le risorse salgono a 440 milioni. In particolare per quest’anno arrivano 70 milioni in più per coprire le funzioni fondamentali, altri 70 per la manutenzione delle strade, 15 milioni all’edilizia scolastica e 20 milioni aggiuntivi sotto forma di cancellazione delle sanzioni per le province in dissesto dal 2015 e per quelle che non hanno rispettato il pareggio di bilancio nel 2016. Disco verde anche alla proroga del termine per l’approvazione del rendiconto dei Comuni. Al Prefetto vengono concessi 50 giorni, anziché i 20 giorni attuali, per la diffida all’approvazione. Slitta poi al 31 luglio il termine per l’approvazione dei documenti di bilancio allegati. Con il via libera a un ritocco di Rocco Palese (Gruppo Misto - Cor) sale dal 25 al 75% il tetto per nuove assunzioni nelle regioni che hanno un rapporto tra entrate e spesa del personale non superiore al 12 per cento.

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