DETTAGLI

Il Governo anticipa gli impegni per il 2020, non la Flat tax

di Guido Gentili


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2' di lettura

Da “subito” a “non subito” la differenza c'è, eccome. Per settimane, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato della Flat tax come misura, irrinunciabile, da mettere in pista al più presto, bruciando i tempi e anticipandone la messa a punto prima della pausa estiva.

Probabilmente, la mossa serviva anche a tenere aperta la possibilità di elezioni anticipate a fine settembre, ipotesi che presupponeva chiudere la legislatura entro e non oltre il 20 luglio. Non solo: la richiesta della Flat tax (in deficit? “Se ne faranno comunque una ragione a Bruxelles, la proposta è pronta”, diceva Salvini) tornava utile nell'aspro confronto a distanza con l'Europa e durante il negoziato per evitare la procedura d'infrazione.

Sta di fatto che, andata in porto la missione Conte-Tria per evitare la procedura d'infrazione e scattata la partita delle nomine per la nuova Commissione, la presidenza BCE e la presidenza del Parlamento europeo (all'insegna dell'intesa franco-tedesca, e con soluzioni non proprio gradite dai due vicepremier Salvini e Di Maio), Salvini è passato dal “subito” al “non subito”, aggiungendo anche un “non per tutti”. Il che fa pensare ad un arretramento sulla misura-bandiera, il cui costo era stimato in 10-15 miliardi, da sommare ai 23 per evitare (promessa di Lega e Mov5Stelle) gli aumenti dell'Iva dal primo gennaio 2020.

Ad evitare (opportunamente, e lo spread è sceso) la procedura d'infrazione sono servite due scelte da parte del Governo gialloverde italiano: una manovra correttiva, di fatto, per complessivi 7,6 miliardi per il 2019 ed un impegno serio sulla legge di bilancio 2020 per tenere sotto controllo deficit e debito. E' evidente, a dispetto delle roboanti dichiarazioni, che per la seconda volta in sei mesi il governo ha scelto di restare nel tracciato previsto dalle regole europee. E va notato che stavolta, invece di anticipare la Flat tax o comunque una grande manovra per abbassare la pressione fiscale, si anticipa l'impegno a non divergere rispetto alle indicazioni dell'Europa mesi prima della messa a punto della legge di bilancio 2020, che il governo dovrà trasmettere a Bruxelles entro il 15 ottobre. In pratica, se la Flat Tax o qualcosa di simile, alla fine, uscirà dai cassetti, non sarà finanziata in deficit (come del resto sempre sottolineato dal ministro Tria).

Per Salvini, uscito stra-vincente dalle elezioni europee e accreditato di sfiorare ora il 40% dei consensi in Italia, i margini di manovra sul terreno della politica economica si sono oggettivamente ristretti. E non sarà facile procedere sul doppio binario di governo e di lotta, visto che in autunno si vota per le regionali in Emilia Romagna, Umbria e Calabria.

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