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Il Governo apre a misure di sostegno per la nautica

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Turco guarda con attenzione al piano per la riapertura programmata del comparto presentato da Confindustria nautica

di Raoul de Forcade

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(Moreno Soppelsa - stock.adobe.com)

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Turco guarda con attenzione al piano per la riapertura programmata del comparto presentato da Confindustria nautica


2' di lettura

«Siamo consapevoli della necessità di far ripartire il settore della nautica che vive, per sua natura, di un ciclo produttivo breve, e che oggi, come altri comparti industriali sta subendo gli impatti negativi dell’emergenza sanitaria». A sottolinearlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, dopo un confronto con Confindustria nautica.

«Abbiamo il dovere – prosegue - di salvaguardare e tutelare un settore che è leader mondiale. Condivido alcune proposte che mi sono state avanzate e mi farò interlocutore con il Governo per cercare ulteriori misure a sostegno della liquidità dell’intera filiera dell’industria nautica».

Le parole di Turco arrivano dopo un meeting, in teleconferenza, tra il senatore e una delegazione di Confindustria nautica, guidata dal presidente Saverio Cecchi. Il sottosegretario era accompagnato da Giancarlo Defazio, direttore generale di Investitalia, la struttura voluta dal premier Conte per rilanciare gli investimenti, soprattutto al Sud.

Cecchi ha spiegato che la caratterizzazione stagionale della produzione, dei servizi e del turismo, l’andamento del ciclo di cassa, attivo principalmente nei mesi di aprile, maggio e giugno, l’impatto che il protrarsi del blocco delle attività avrà sulla produzione del prossimo anno, fanno, della filiera nautica, una delle più colpite dai provvedimenti di contenimento dell'emergenza sanitaria, anche più di quella del turismo.

Per questo Confindustria nautica ha inviato, nei giorni scorsi, alla presidenza del Consiglio un Piano per la riapertura programmata delle attività del comparto.

Il lavoro si è basato sulle rilevazioni statistiche dello stato delle aziende del settore, suddivise negli otto segmenti in cui è articolata l’associazione: costruttori di navi, natanti e imbarcazioni, battelli pneumatici, unità a vela, motori, componenti ed accessori, servizi, charter e porti, dealer e reti di vendita.

Al Governo è stata rappresentata la richiesta di una riapertura modulare, progressiva e controllata delle attività , «quale risultato - chiarisce una nota - delle precise risultanze delle proiezioni economiche sugli effetti progressivi del protrarsi nelle prossime settimane della chiusura delle attività».

In particolare, «sono state illustrate, per le diverse tipologie di aziende della filiera, gli effetti sui piani di consegna, sulle connesse attività della subfornitura, della componentistica e dell’accessoristica, sulla produzione 2021, su tutte le attività di servizi, del charter e della portualità, sullo stato di liquidità delle diverse tipologie di imprese».

E' stato anche analizzato il tema degli ingenti crediti Iva, che sono strutturali per un settore con un export dell’86% del valore della produzione e che necessitano di una garanzia pubblica per finanziare la filiera con il sistema bancario pro soluto.

La proposta avanzata da Confindustria nautica, inoltrata anche ai ministri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e trasporti, prevede indicazioni per «il necessario concerto con i sindacati, l’adesione volontaria dei lavoratori, le tutele sanitarie, la sanificazione degli ambienti di lavoro».

Turco, come si è visto, si è mostrato sensibile alle richieste di Confindustria nautica. «Confidiamo - afferma Cecchi - che le nostre proposte possano trovare accoglimento».

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