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Partite Iva, nuovi aiuti in arrivo. Il governo apre a un ammortizzatore sociale per gli autonomi della gestione separata Inps

Emendamento alla manovra, prima firmataria Chiara Gribaudo (Pd), all’esame dei tecnici della Ragioneria. Convergenza di tutta la maggioranza (e forse opposizione): non sprecare l’occasione

di Cl.T.

2' di lettura

Il governo apre all’introduzione di un ammortizzatore sociale per gli autonomi iscritti alla gestione separata Inps. Ad affermarlo espressamente è il viceministro dell’Economia Antonio Misiani a Rainews 24: «Ci sono proposte da parte di gruppi di maggioranza e opposizione, ci stiamo lavorando per rendere possibile l’approvazione», ha detto confermando «la piena disponibilità del governo a sedersi intorno a un tavolo, a discutere, a raccogliere le buone proposte che vengono avanzate dal mondo autonomo e professionale nella direzione di un sistema fiscale più equo e di meccanismi di protezione sociale che non c’erano e che noi vogliamo introdurre per rendere il nostro sistema più universalistico possibile».

Faro sull’emendamento Gribaudo
L’attenzione dell’esecutivo, da quanto si apprende, è su un emendamento alla manovra, prima firmataria Chiara Gribaudo (Pd), che istitutisce l’Iscro, vale a dire l’«Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa» a favore degli autonomi della gestione separata Inps. «Non va sprecata l’occasione - ha commentato l’onorevole Gribaudo -. C’è una forte convergenza su questo da parte delle forze di maggioranza, con emendamenti presentati da PD, M5S, Leu, Italia viva, e anche dall’opposizione con Forza Italia». I nodi sono le risorse, e saranno sciolti nelle prossime ore.

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Confronto con Catalfo
«Le misure di sostegno alle partite Iva durante il 2020 - ha aggiunto Gribaudo - sono state una svolta per questo Paese. C’è oggi una forte trasversalità in Parlamento sulla necessità di non tornare indietro, creando invece uno strumento strutturale che esca dalla logica delle emergenze. Mi auguro che possa esserci presto un confronto, anche con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, per incrociare lavoro parlamentare e del governo».

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