BOTTA E RISPOSTA CON GLI USA

Il Governo cinese difende a spada tratta i nuovi dazi di Pechino – Il pericolo latente di una guerra valutaria

di Rita Fatiguso

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(EPA)


2' di lettura

I viceministri delle Finanze Zhu Guangyao e del commercio Wang Shouwen difendono compatti in conferenza stampa le nuove tariffe da 50 miliardi di dollari imposte su altri 106 prodotti made in Usa. Il colpo più pesante, nell'immediato, è alla soia nelle varietà gialla e scura, una mossa che per il direttore in Cina dell'U.S. Soybean Export Council “non risolverà il problema dello sbilancio commerciale”.

Insomma, la Cina si priva anche dell'amata soia che andrà a comprare da qualche altra parte. Ma la guerra è guerra.

L'annuncio è partito dalla televisione di Stato prima della conferenza stampa che avrebbe dovuto spiegare lo stato dell'arte delle relazioni sino-americane. Rapporto ormai sull'orlo di una crisi senza via di ritorno.

Il vice ministro del commercio Wang Shouwen ha anche rintuzzato gli attacchi alla Cina di operare veri e propri furti di diritti di proprietà intellettuale. E per il vice ministro delle Finanze Zhu Guangyao la mossa di imporre ulteriori dazi servirà, alla fine, a espandere il mercato interno. La Cina, inoltre, è “un investitore responsabile” e non farà leva sui titoli di Stato accumulati nelle casse.

Nella lista che il Sole 24 ore è in grado di pubblicare c'è di tutto, soya, farina di mais, carne, whiskey, tabacco, sigari, sigarette, autoveicoli di cilindrata e fogge le più disparate.

Questi dazi su 50miliardi che sommati ai 3 di ieri l'altro fanno quasi i 60 che Trump ha già annunciato.

“Benvenuti nel vero WTO, Cina. Adesso cominciamo a giocare ad armi pari. La Cina – dice al Sole 24 Ore Michele Geraci, economista e professore di Finanza alla NYU di Shanghai - ha dazi in media il doppio di quelli che impone la EU e il triplo di quelli dell'America, quindi non ha granche' da lamentarsi, grazie a Trump, adesso si gioca ad armi pari. Trump non ha iniziato una guerra valutaria, ma ha smesso di aspettare per 17 anni che la Cina facesse quanto promesso”.

In questo scontro muro contro muro l'incognita è l'Unione europea: “Che fa l'EU? In 28 paesi, 56 partiti politici da mettere d'accordo se stare con la Cina o con gli USA. Credo sia impossibile prendere una decisione in tempi brevi e quando questo succederà non sarà certo a favore dei Paesi deboli come l'Italia”.

La lista dei prodotti Usa colpiti dai dazi cinesi
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