LE SCELTE: DAL 5G ALLA NADEF 

Il governo compie un mese. Conte avverte Renzi: «Così non andiamo avanti»

È il 5 settembre quando, dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la nuova squadra M5S, Pd e LeU si riunisce a Palazzo Chigi per il primo consiglio dei ministri. A distanza da allora il rapporto nella maggioranza registra i primi scontri

di Andrea Carli


Conte a Renzi: non abbiamo bisogno fenomeni o mistificare realtà

4' di lettura

Quel «non abbiamo bisogno di fenomeni», quel «se ogni giorno marca il suo spazio politico non andiamo avanti», quella confidenza che Giuseppe Conte affida a un’intervista al Corriere della Sera e a un un colloquio con La Repubblica («Renzi? Come posso star sereno...») hanno il peso e la sostanza di un altolà al leader di Italia Viva.

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Una strategia chiara quella del premier, che prende forma dopo gli attacchi di Renzi al governo sulla Nota di aggiornamento del Def, il documento che delinea il menù delle misure che dovrebbero caratterizzare la manovra che verrà. Il senatore di Rignano ha infatti sottolineato che «due miliardi sul cuneo fiscale non sono una rivoluzione del proletariato», che le risorse individuate per questa operazione sono «un pannicello caldo».

Renzi: Italia Viva è contro aumento tasse non contro governo
Dopo lo sfogo di Conte contro il protagonismo di Renzi, l’ex presidente del Consiglio lancia un messaggio distensivo: «Italia Viva studia le carte, lancia proposte, trova coperture. Propone idee insomma - spiega sul suo profilo Facebook -. Questa è la prima novità da quando c’è Italia Viva: si discute di tasse e asili nido, non di mojito e alleanze. Noi non siamo contro il Governo, anzi: ma noi siamo contro l'aumento delle tasse. E lo abbiamo spiegato bene».

Rimane il botta e risposta a distanza, che piove su un esecutivo che proprio oggi, 5 ottobre, fa un mese di vita.

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Dopo il giuramento al Quirinale il primo Cdm a Palazzo Chigi
È il 5 settembre quando, dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la nuova squadra si riunisce a Palazzo Chigi per il primo consiglio dei ministri. Un consiglio dei ministri, peraltro, non “di facciata”: oltre alla passaggio della campanella, prassi di immagine a beneficio delle telecamere, il governo decide di partire subito con il piede sull’acceleratore. Esercita il cosiddetto “Golden power”, ovvero i poteri speciali grazie ai quali ha la possibilità di porre un veto sulle operazioni che coinvolgono asset strategici per il paese. In questo caso l’attenzione della nuova compagine cade sul comparto delle tlc: la stretta del nuovo esecutivo riguarda gli accordi tra alcuni operatori (Wind Tre e Fastweb) con i due colossi cinesi Huawei e Zte, nell’ambito della tecnologia 5G. Una tecnologia che riveste un’importanza srategia, non solo per l’Italia ma anche per l’intera Alleanza atlantica, considerato che da quelle reti pasano anche dati sensibili sotto il profilo della sicurezza. Sempre in quell’occasione il governo decide di impugnare una legge della Regione Friuli Venezia Giulia in quanto alcuni passaggi in materia di immigrazione appaiono discriminatorie.

Commercio estero a Farnesina, Turismo a Beni culturali
Trascorrono due settimane. Nuovo consiglio dei ministri. Questa volta il governo M5S-Pd dà il via libera a un decreto per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei ministeri. Il provvedimento contiene, tra l’altro, il ritorno delle competenze sul turismo al ministero per i Beni culturali e il ritorno di quelle sul commercio estero dal ministero dello Sviluppo economico al ministero degli Esteri.

L’azzeramento delle clausole Iva messo nero su bianco nella Nadef
Ma la decisione più di peso in questo mese di vita arriva lunedì 30 settembre quando, dopo una notte che ha registrato una dura trattativa all’interno della maggioranza, il Consiglio dei ministri approva la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2019. La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio.

La misura principale è l’azzeramento delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e la loro riduzione per il biennio 2021-2022. Per l’annno prossimo la NaDef fissa un obiettivo di deficit pari al 2,2% del prodotto interno lordo. Nel 2020 è attesa una crescita del Pil pari allo 0,6 per cento.

Renzi “nuovo Salvini” per Conte
E qui si ritorna a dove si è partiti, ovvero alle critiche espresse da Renzi nei confronti delle scelte compiute dal governo nella NaDef. Lo scontro a viso aperto fra lui e Conte, considerato il tono delle dichiarazioni, è già acceso. «Rischiamo di non andare avanti», avverte il presidente del Consiglio. Il precedente “Enrico stai sereno” del 2014 sta lì a ricordargli che lo show down con Italia Viva potrebbe non essere lontano. Si avvicina la scrittura delle legge di Bilancio, e si teme un Vietnam parlamentare. Renzi diventa così, agli occhi di Conte, una sorta di “nuovo Salvini” del premier. Mentre lui, il leader della Lega parla di «spettacolo indegno», e osserva la partita dagli scranni dell’opposizione nella speranza che il braccio di ferro tra Renzi e Conte faccia saltare l’attuale maggioranza e si torni al voto.

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