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Il governo francese pensa a reintrodurre la patrimoniale

di Riccardo Sorrentino


Manifestazione di studenti a Marsiglia che chiedono le dimissioni di Macron

2' di lettura

Macron rilancia. La tassa sui carburanti non è semplicemente sospesa per sei mesi. È annullata, non sarà introdotta almeno per tutto il 2019. L'annuncio è arrivato direttamente dall'Eliseo ieri sera, dopo una giornata in cui i componenti del suo governo avevano timidamente aperto alla possibilità di rivedere, nel tempo, l'imposta patrimoniale, come chiedono i Gilets Jaunes. Questa mossa, però, trova decisamente contrario il presidente francese che ha quindi deciso una strada diversa.L'apertura, timidissima, sulla patrimoniale era è stata fatta dal portavoce del governo, Benjamin Griveaux, durante un'intervista alla rete televisiva Rtl. La nuova imposta, che ha sostituito la vecchia patrimoniale, potrebbe essere rivista - ha detto - ad autunno 2019, un anno prima del previsto. «Se non funziona, ci rinunceremo», ha aggiunto.

La resa di Macron non basta ai gilet gialli

Più prudente, il presidente del consiglio Edouard Philippe ha annunciato all'Assemblée Nationale, un «dibattito» sulla Isf: nel consiglio dei ministri di ieri mattina, il presidente si era già opposto duramente a rivedere l'imposta. In serata, la svolta.Macron ha sostituito la vecchia Impôt de Solidarité sur la Fortune (Isf), che si applicava anche ai patrimoni finanziari, con una Impôt sur la Fortune Immobilière che pesa, senza variazioni rispetto al passato, sui soli immobili. Per i Gilets Jaunes la riforma è stata un regalo ai ricchi, che non sarebbe stato compensato da misure a favore dei più poveri (anche se il governo non è d'accordo su questo punto). In particolare, nelle loro argomentazioni, viene spesso evocato il trattamento dei pensionati che hanno visto aumentare i contributi sociali e ridurre l'indicizzazione all'inflazione.

L'abolizione della Isf è diventata quindi un refrain polemico durante le manifestazioni e sui social network. Per Macron, come ha ripetuto anche ieri Griveaux, si tratta di una misura destinata a favorire gli investimenti finanziari, soprattutto a favore delle imprese. Le aziende francesi sono molto indebitate e - come in diversi paesi europei, tra cui l'Italia - il numero delle imprese zombies, che sopravvivono a stento senza la possibilità di recuperare competitività, cresce sempre più. Che si tratti di ricapitalizzare le imprese più sane, o di far chiudere quelle senza speranza - con la conseguente perdita di posti di lavoro - la Francia ha bisogno di finanziare nuovi investimenti.

L'avvicinarsi di Brexit, che potrebbe favorire il trasferimento di alcune imprese nell'Europa continentale, ha inoltre consigliato il governo di rendere la Francia più appetibile.L'apertura di ieri era quindi decisamente invisa al presidente, che ha deciso di riportare l'attenzione sulle tasse sui carburanti. Se non altro perché il passo avanti di Griveaux avrebbe rischiato di modificare da subito le aspettative degli operatori economici e incoraggiare i Gilets Jaunes a insistere su questo tema per ottenere sempre di più. Difficile che questa seconda mossa piaccia però ai manifestanti. Macron insiste nel puntare molto sull'efficienza delle proprie riforme - non sempre visibile e percepibile dai cittadini - e meno su una bilanciata composizione e su una corretta sequenza degli interventi.

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