SCADenza IL 21 GIUGNO

Il governo verso la nomina del nuovo vertice della Marina, 4 i candidati

di Marco Ludovico

La battaglia verbale Salvini-Trenta: ecco gli ultimi affondi

3' di lettura

Dopo la Finanza, la Marina. Nonostante la crisi politica dietro l’angolo, il governo deve nominare il nuovo vertice della forza armata: l’attuale capo di Stato maggiore, Valter Girardelli, scade il 21 giugno. Non rinnovabile né prorogabile secondo legge.

Così come non lo era Giorgio Toschi alla Gdf, sostituito dal Consiglio dei ministri il 20 maggio, a quattro giorni dalla fine del mandato, da Giuseppe Zafarana. Così per la Marina militare la partita potrebbe chiudersi già tra il prossimo Cdm, in programma venerdì, e quello successivo. Alcuni passaggi istituzionali sono stati già fatti. Una vacatio è da escludere: non c’è mai stata nella storia della Marina e il Quirinale l’aveva già scongiurata per la nomina alla Gdf.

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Una terna con quattro candidati
Di solito si parla di terna predisposta dal ministro proponente, in questo caso la Difesa. Ma i candidati in lizza stavolta sono quattro. Ammiragli dai curriculum eccellenti ma con esperienze differenti. Paolo Treu, friulano, alle soglie dei 61 anni, sottocapo di stato maggiore – di fatto il numero due - con Girardelli, ottimi rapporti con il ministro Elisabetta Trenta, è pilota della Marina nel sangue come denota la gran parte degli incarichi di comando.

Quando al vertice c’era Giuseppe De Giorgi, pilota anche lui, ha condotto la campagna navale “Il sistema Paese in movimento” in Medio Oriente e Africa, con tanto di medaglia d’oro al merito di Marina. Ma per Treu la cronaca registra una dolorosa vicenda personale: sua moglie, Paola Morandi, una patologia molto grave agli occhi, è stata condannata il 15 ottobre dal Tribunale di Roma a un anno e quattro mesi per truffa ai danni dello Stato. Secondo i giudici avrebbe percepito senza averne titolo l’indennità di cecità totale dall’Inps; oltre a fare ricorso, sia lei che suo marito hanno sempre sostenuto la loro più totale correttezza e innocenza.

Esperienze di lungo corso, rotte diverse
Pilota è anche Giuseppe Cavo Dragone, piemontese, 62 anni e tre mesi, comandante della portaerei Garibaldi come Treu e il collega Massagli, da cinque lustri ai vertici operativi della Marina e poi della Difesa; per ultimo tre anni fa ha avuto il comando del Coi, comando operativo di vertice interforze che risponde direttamente al capo di Smd Enzo Vecciarelli. Outsider, perché a 58 anni il più giovane tra gli ammiragli a tre stelle, è considerato il triestino Dario Giacomin, sommergibilista, numero due al segretariato generale della Difesa-direzione nazionale degli armamenti.

Carlo Massagli, tarantino, 60 anni il prossimo agosto, specialista in guerra elettronica, consigliere militare del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oltre ai comandi in mare si è occupato di politica militare nonché di pianificazione e programmazione finanziaria, prima allo Stato maggiore Marina e poi come capo del terzo reparto Smd. Massagli cura i dossier per Conte nei vertici internazionali, le riunioni Ue e gli incontri interministeriali a palazzo Chigi dall'immigrazione all’export di armi. È inoltre segretario del Comitato interministeriale per lo spazio presieduto dal sottosegretario a palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti (Lega).

Le mosse politico-istituzionali per la nomina
Il 10 giugno la Marina militare celebra la sua festa, l’attesa è se si celebrerà con il nuovo capo di Stato maggiore già indicato dal governo o servirà ancora qualche giorno. In ballo, va sottolineato, non c’è solo la designazione di un vertice di forza armata. I grandi elettori sulla scacchiera sono in movimento. Il titolare della Difesa, sentito il capo di Smd, farà la sua proposta in Consiglio dei ministri. Non scritta, ma prassi consolidata, prima della presentazione a palazzo Chigi c’è una preliminare consultazione informale dell’esecutivo, il premier e il ministro della Difesa, con il presidente della Repubblica, capo supremo delle forze armate, e i suoi consiglieri. Alcuni contatti già ci sono stati, il percorso verso la sintesi già avviato.

La nomina è del Consiglio dei ministri, dunque avranno voce in capitolo senza dubbio il presidente Conte e i due vicepresidenti, Luigi Di Maio e ancor di più Matteo Salvini, visto che la Marina è ormai un braccio istituzionale fondamentale nella politica dell’immigrazione. A loro adesso resta scegliere quale tra i candidati ha il curriculum più adatto e coerente con le attuali esigenze di governo.

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