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Il governo lavora al Dl aiuti bis: ipotesi rinnovo bonus 200 euro o taglio Iva per beni di consumo

Allo studio misure per calmierare gli effetti del caro-energia e della fiammata inflazionistica

Italiani tagliano su cibo,spesa sale ma per i prezzi

3' di lettura

Un decreto sulla falsariga del precedente decreto Aiuti, per calmierare gli effetti del caro-energia e della fiammata inflazionistica e dare ancora un po’ di respiro a famiglie e imprese. È su queste basi che prende forma il nuovo Aiuti bis su cui il governo dimissionario ha ripreso il lavoro e che dovrebbe vedere la luce al più tardi la prima settimana di agosto. Un provvedimento che ha già una dote da 10 miliardi e su cui sale il pressing del sindacato, che sollecita risposte subito per far fronte all’emergenza rincari.

Le ipotesi in ballo

Il decreto dovrebbe riproporre gli aiuti in scadenza, anche se non si esclude qualche novità come un possibile intervento sull’Iva. Proprio in chiave anti-inflazione, anche alla luce del richiamo fatto del Capo dello Stato, si sta infatti valutando se riproporre il bonus da 200 euro oppure, in alternativa, introdurre un taglio dell’Iva su alcuni beni di largo consumo. L’indennità una tantum da 200 euro, ora in arrivo con le buste paga di luglio a oltre 30 milioni di italiani, potrebbe essere così rinnovata per un altro mese. La misura, nella versione attuale costa circa 6,8 miliardi di euro. Non è invece ancora chiaro quanto potrebbe costare l’eventuale taglio dell’Iva.

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Energia, sterilizzazione oneri di sistema

Sicuro, inoltre, l’intervento sul capitolo bollette, con il rinnovo per l’ultimo trimestre dell’anno della sterilizzazione degli oneri di sistema su luce e gas attualmente in vigore fino al 30 settembre. Per questo serviranno circa 3,2-3,3 miliardi. È prevista, poi, una parte sulle garanzie e crediti alle imprese, mentre è escluso a questo punto un primo anticipo del taglio del cuneo fiscale, come ipotizzato prima della crisi di governo.

Risorse dall’andamento delle entrate

La copertura, su cui sono in corso le verifiche di rito, è assicurata dal Ddl assestamento di bilancio che garantisce una dote da 8,5 miliardi, che grazie al buon andamento delle entrate dovrebbe consentire una spazio di bilancio da 10 miliardi. Il disegno di legge, secondo quanto si apprende, verrà votato dal Parlamento probabilmente verso la fine della prossima settimana, in modo da consentire il varo del decreto Aiuti bis nella settimana successiva.

Sindacati in pressing

E mentre restano in stand-by gli incontri sul provvedimento con le parti sociali avviati prima della crisi, i sindacati sollecitano a fare presto con il decreto da 10 miliardi. «L’emergenza che stiamo vivendo sull’inflazione, sulla perdita del potere d’acquisto e sul costo dell’energia non può aspettare l’esito delle elezioni. C’è bisogno di risposte subito», spiega il segretario della Uil Paolo Bombardieri. Il rischio è che «si apra una situazione di esplosione sociale dovuta alla situazione non più sostenibile», avverte il leader della Cgil Maurizio Landini, che chiede al governo ancora in carica questo mese di fare dei provvedimenti.

Il calendario dei provvedimenti attesi

Sul fronte economico l’esecutivo dimissionario ha sul tavolo altri temi caldi su cui si sta cercando di capire come procedere, a partire dall’operazione Ita, su cui non è ancora chiaro se a chiudere la privatizzazione sarà questo o il prossimo governo. Da settembre, poi, si apre la sessione di bilancio, con un calendario fitto. Il ministro dell’economia Daniele Franco si occuperà di redigere (ma solo con il quadro tendenziale e non programmatico) la Nota di aggiornamento al Def (Nadef), attesa alle Camere entro il 27 settembre. Poi si dovranno mettere nero su bianco il Documento programmatico di bilancio (all’Ue entro il 15 ottobre) e la legge di bilancio (entro il 20 ottobre al Parlamento): ma la penna a quel punto sarà nelle mani di un nuovo esecutivo.

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