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Decreto anti-inflazione, spunta l’idea del taglio Iva sul carrello della spesa

Proposta rilanciata dal ministro Brunetta. I dubbi del Mef: sarebbe un sostegno a tutti e non selettivo

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2' di lettura

Azzerare l’Iva sui prodotti di largo consumo, dagli alimentari ai farmaci, dai trasporti ai libri. Entra anche questa tra le ipotesi al vaglio del governo per alleggerire il peso dell’inflazione sui redditi più bassi e che potrebbe essere presa in considerazione già in vista del prossimo decreto di fine luglio o al massimo nella prossima legge di bilancio.

La proposta di Brunetta

La proposta è partita qualche settimana fa dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ha confermato adesso di essere al lavoro con il Mef per cercare di concretizzarla. Quella che infatti fino allo scorso inverno poteva apparire come una pura suggestione, oggi sembra una possibilità un po’ più concreta.

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La direttiva europea

A cambiare è stata ad aprile la direttiva europea sulle aliquote Iva che ha concesso ai Paesi membri dell’Unione la facoltà di modificare, arrivando anche ad azzerare tramite “esenzione con diritto a detrazione”, l’imposta sul valore aggiunto applicata ad alcuni prodotti.

La lista dei beni: dai trasporti ai farmaci

La lista è prevista dalla stessa direttiva e contempla beni e servizi che già godono di aliquota agevolata, tra il 5 e il 10%: gli alimentari innanzitutto, ma anche l’erogazione dell’acqua, i farmaci, gli apparecchi medici, i servizi di trasporto, i libri e i giornali.

Le coperture

Le coperture, come spiegato da Brunetta, deriverebbero dall’extragetitto accumulato in questi mesi di superinflazione proprio con l’Iva. In pratica si allargherebbe il meccanismo già utilizzato dal governo per tagliare le accise sui carburanti, considerando che tra gennaio e maggio, stando ai dati del Mef, gli incassi Iva sono aumentati di circa 10 miliardi di euro, pari a quasi il 20% in più dello stesso periodo dello scorso anno.

L’ampliamento dei fringe benefit

“Per le famiglie a basso reddito, a causa dell’inflazione, il carrello al supermercato rischia di restringersi. Sto lavorando, assieme al ministro dell’Economia, a una serie di interventi per lasciare intatto quel carrello”, ha sottolineato il ministro della P.a, aggiungendo anche un’altra idea: l’ampliamento dei ’fringe benefit’ (in pratica i benefici accessori come i buoni acquisto, l’auto aziendale o l’assicurazione ad esempio), “agevolando gli accordi aziendali in tal senso e la partecipazione dei datori di lavoro alla difesa del potere d’acquisto dei dipendenti”.

I dubbi del Mef

Ma perché l’ipotesi si concretizzi occorrerà superare i dubbi del Mef. Dubbi soprattutto di metodo. Perché sia Franco che Draghi hanno più volte ribadito di essere orientati ad aiuti selettivi, che si rivolgano non a tutti ma alle fasce più deboli della popolazione. Azzerare l’Iva sui beni di largo consumo invece equivarrebbe a premiare tutta la popolazione, anche quella con redditi alti. Per questo motivo, al momento la proposta di Brunetta resta solo un’ipotesi.

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