ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil nuovo presidente del parlamento Ue

Il governo “subisce” Sassoli, vittoria del Pd post Renzi

Un italiano, il democratico David Sassoli, dopo un altro italiano, il forzista Antonio Tajani, potrà dettare i tempi e i contenuti dell’Europarlamento, esercitare funzioni di controllo e ispezione sull'esecutivo, co-decidere il bilancio Ue, in definitiva indirizzare una nuova Europa

di Emilia Patta


Ue, David Sassoli eletto presidente dell'Europarlamento

3' di lettura

Un italiano, il democratico David Sassoli, dopo un altro italiano, il forzista Antonio Tajani, potrà dettare i tempi e i contenuti dell’Europarlamento, esercitare funzioni di controllo e ispezione sull'esecutivo, co-decidere il bilancio Ue, in definitiva indirizzare una nuova Europa. E le parole di Sassoli, eletto dal Parlamento di Strasburgo presidente, fanno intendere che la sua idea di Europa è antitetica a quella del governo “sovranista” impersonato dal vicepremier Matteo Salvini.

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Cambiare le regole sull’immigrazione
«Non siamo un incidente della storia – ha detto il neoeletto presidente nel suo discorso di insediamento – ma i figli e i nipoti di colore che sono riusciti a trovare l'antidoto alla degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia». Poi un accenno alla necessità di cambiare le regole sull’immigrazione (ossia rivedere il trattato di Dublino, storica richiesta dell'Italia) e – udite udite – un’aperura alle Ong che operano nel Mediterraneo per salvare i migranti: «Il dialogo tra il Parlamento europeo e le Ong penso sia costante e normale. Sono qui da dieci anni e le Ong sanno che la porta del Parlamento europeo è sempre aperta. La apriremo ancora di più. Il dialogo sarà garantito e assicurato. Come si può essere un Parlamento dei cittadii se non ci si apre alla società civile, agli interessi legittimi delle lobby e soprattutto dei cittadini?».

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Il governo italiano, isolato, “subisce” l’elezione di Sassoli
Ecco, non proprio musica per le orecchie dei nostri governanti. E non è un caso che, se nella votazione che ha eletto Sassoli il M5s ha lasciato libertà di coscienza, la Lega ha votato per il candidato “sovranista” Jan Zahradil, dei Conservatori Ecr. Se è senza dubbio un punto a favore dell’Italia aver mantenuto la prestigiosa poltrona che è stata di Tajani nella scorsa legislatura, ma il meno che si possa dire è che Sassoli è stato eletto grazie alla diplomazia del Pd e alla forza contrattuale del gruppo dei Socialisti e democratici europei, che ha dovuto rinunciare alla presidenza della Commissione Ue in favore della popolare vicina ad Angela Merkel Ursula von der Leyen anche per l'opposizione del governo italiano (che in questo modo ha per altro contribuito alla nomina di una iper-rigostista sui conti pubblici).

La nomina della Lagarde alla Bce
Se si considera che da parte sua il presidente francese Emmanuel Macron è riuscito nella nomina “sua” Christine Lagarde alla Bce e tramite i liberali di Charles Michel alla guida del Consiglio europeo, si può ben dire che il governo italiano – al di là delle dichiarazioni di maniera del premier Giuseppe Conte – esce a mani vuote dal giro di nomine europee e per di più subisce l'elezione di Sassoli alla guida del Parlamento di Strasburgo. A conferma del fatto che l'accordo tra le famiglie storiche europee di questi giorni (Ppe, Pse e liberali) ha visto governo italiano ed entrambi i partiti della maggioranza isolati e alla finestra.

La prima vera nomina del dopo-Renzi, soddisfazione di Zingaretti
Sul fronte del Pd si celebra giustamente una vittoria storica nonostante la lontananza dal governo («il governo italiano ha fatto danni e ci ha isolato, ma il Pd c'è e conta, al servizio delle istituzioni e del nostro Paese», commenta il segretario Nicola Zingaretti). E l’elezione di una personalità come Sassoli all’importante carica di presidente dell’Europarlamento segna anche il primo importante passo dell'era post renziana: Sassoli, storicamente franceschiniano, ha appoggiato Zingaretti all’ultimo congresso del Pd e tutto si può considerare fuorché un uomo vicino all’ex premier e segretario dem.

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    Emilia Pattacapo servizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: storia dei partiti, teoria politica, diritto parlamentare, diritto costituzionale, sistemi elettorali

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