nel 2019 deficit cala di 7,6 miliardi

Il governo corregge i conti e vara un decreto anti-procedura Ue da 1,5 miliardi

La norma, chiesta dalla commissione Ue per blindare i saldi di quest'anno, costringe nei fatti il governo a varare nei fatti una manovra correttiva vera e propria

di Marco Mobili e Gianni Trovati


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2' di lettura

Insieme al disegno di legge sull'assestamento di bilancio da 6,1 miliardi il consiglio dei ministri ha approvato un decreto “salva-conti” da 1,5 miliardi di euro. Si tratta della norma che serve a rimodulare i fondi per reddito di cittadinanza e quota 100 alla luce delle richieste inferiori al previsto. La norma, chiesta dalla commissione Ue per blindare i saldi di quest'anno, costringe nei fatti il governo a varare nei fatti una manovra correttiva vera e propria.

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Spesa «blindata»
Manovra che non cambia i requisiti per accedere alle due misure bandiera, ma certifica il fatto che le minori spese rispetto al previsto non potranno essere dirottate ad altre misure.

Nuova ondata di polemiche Lega-M5s
Mossa subita da Lega ed M5s nel corso di una riunione di governo segnata dalle polemiche sul dossier Atlantia e dall'assenza dei due vicepremier: Luigi Di Maio aveva “avvertito” della sua mancata partecipazione in consiglio dei ministri, mentre Matteo Salvini ha lasciato in anticipo la riunione. «Nessuna polemica», giura il leader leghista, che però chiede di trovare per Autostrade una soluzione priva di effetti collaterali per lavoratori e investitori.

GUARDA IL VIDEO - Deficit, l'Italia evita la procedura d'infrazione Ue

Ma il problema sono i numeri
Ma la polemica politica non riesce a nascondere le decisioni operative del consiglio dei ministri. Che per evitare la procedura d'infrazione non si è potuto limitare al disegno di legge di assestamento di bilancio e a una relazione tecnica di accompagnamento, come nelle previsioni della vigilia. Nel Ddl vengono imbarcate le maggiori entrate, quelle fiscali prodotte da fatturazione elettronica e operazioni una tantum anti-evasione (gruppo Kering in testa, la multinazionale che ha in portafoglio Gucci) e quelle prodotte dai dividendi di Bankitalia, Cassa depositi e prestiti e dalle altre partecipate di Stato.

La garanzia sul 2020
Tutto questo non basta però a riportare il deficit al 2,1%, e soprattutto per offrire garanzie sugli impegni relativi al 2020. Di qui il passaggio del decreto legge, che rappresenta la blindatura più forte per le minori spese di reddito di cittadinanza e quota 100.

Assestamento e decreto «salva conti» riportano il deficit di quest’anno verso il 2% concordato con la Ue a dicembre, con una doppia mossa che riduce di 7,6 miliardi di disavanzo rispetto alle previsioni del Def di aprile.

Le prossime mosse
Ora la palla torna alla Commissione Ue che deciderà questa settimana, possibilmente mercoledì 3 luglio, se raccomandare una procedura per debito eccessivo. La discussione nel collegio dei commissari sarà eminentemente politica e si baserà in primis sulle misure che il governo italiano avrà presentato da qui ad allora. Non sembra che vi sia il desiderio in questo momento di agire con la mano pesante, fosse solo per evitare di stuzzicare l'euroscetticismo di una parte consistente del governo Conte.

Il rischio è che la questione dell'eccessivo debito italiano torni d'attualità già in autunno quando il governo Conte dovrà presentare a Bruxelles la Finanziaria per il 2020. Secondo le ultime raccomandazioni comunitarie, il paese dovrebbe ridurre il disavanzo strutturale dello 0,6% e la spesa pubblica primaria netta in termini nominali dello 0,1% del Pil.

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