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Il Governo vara il Salva Coni, scongiurata la squalifica Cio

di Marco Mobili

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Il Governo Conte dimissionario al fotofinish restituisce al Coni la sua autonomia ed evita all’Italia di presentarsi alle prossime olimpiadi di Tokio senza tricolore e senza inno di Mameli. E allo stesso tempo mette al riparo i 925 milioni di dollari garantiti dal Comitato olimpico internazionale (Cio) per i giochi olimpici invernali di Milano-Cortina del 2026. Fondi che il Cio era pronto a sospendere per le violazioni della carta olimpica scaturite dalla riforma dello sport introdotta dall’Italia nel 2018. Era attesa per oggi, infatti, la “squalifica” dell’Italia da parte del presidente dello sport mondiale Thomas Bach, il quale al contrario ha comunicato al presidente del Coni Giovanni Malagò la sua soddisfazione per la decisione del Governo italiano di restituire indipendenza e autonomia al Coni con l’approvazione di un decreto legge ad hoc.

Il nuovo provvedimento d’urgenza restituisce l’autonomia funzionale al Coni quale componente del Cio e, come ha sottolineato ieri in conferenza stampa Malagò, «anche se all’ultimo minuto dei tempi supplementari è stato definitivamente chiarito che il Coni è assolutamente un ente pubblico indipendente». E il presidente del Coni si è detto pronto già da oggi a collaborare con tutte le istituzioni e gli uomini che si occupano di sport. Dal canto suo anche il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, si è detto soddisfatto del decreto che «scongiura la Spa del Coni, doppione dannoso per lo sport».

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L’indipendenza che il decreto restituisce al Coni parte dal ripristino di una pianta organica di almeno 165 unità lavorative, anche dirigenziali. Nel testo entrato in Consiglio dei ministri ancora oggetto di correzioni e modifiche, si prevede che il personale di Sport e Salute Spa già dipendente del Coni alla data del 2 giugno 2002 e che, alla data di entrata in vigore del decreto, presta servizio presso lo stesso ente in regime di avvalimento, potrà essere trasferito nel ruolo del personale del Comitato olimpico con qualifica corrispondente a quella attuale. Il passaggio non sarà obbligatorio ma sarà su opzione del lavoratore che dovrà essere esercitata nei 60 giorni successivi all’entrata in vigore del nuovo decreto legge. Per il completamento della pianta organica del Coni sarà lo stesso Comitato olimpico ad indire concorsi pubblici per titoli ed esami, con una riserva del 50% dei posti per il personale dipendente a tempo indeterminato della società Sport e Salute in avvalimento presso il Coni che non rientra nel trasferimento. Al personale che lascerà Sport e Salute per tornare al Coni sarà applicato il contratto collettivo nazionale del personale dirigenziale e non dirigenziale del comparto funzioni centrali-sezione enti pubblici non economici.

Il decreto disciplina anche la gestione di alcuni asset attribuendo al Coni gli impianti di Tirrenia, Formia e la Villetta al parco del Foro italico a Roma (tutti ora in capo a Sport e Salute). Passa al Coni anche l’impianto Giulio Onesti, a Roma, di cui restano nella disponibilità di Sport e Salute le sole unità immobiliari destinate alle attività della Scuola dello Sport, della Biblioteca dello Sport, nonché ulteriori aree individuate con appositi contratti di servizio.

«Una vittoria di tappa» la definisce l’ex numero uno del Coni Gianni Petrucci e ora numero uno della Federbasket: un minimo sindacale perché si è ottenuto solo quello che non si poteva non ottenere». E Petrucci la vede come il responsabile dello sport del governo Renzi, Luca Lotti, secondo cui il decreto dovrà essere migliorato dalle Camere nel corso della sua conversione in legge. Il testo in entrata, infatti, presenta ancora molte criticità che potrebbero essere state riviste nel corso del lavoro di finitura da parte dei tecnici del Mef e del ministero delle politiche giovanili e dello sport. Da risolvere, ad esempio, la gestione del nuovo personale che passa al Coni ma senza un ufficio risorse umane e uno legale. Mancano all’appello l’ufficio stampa e quello marketing chiamati a comunicare e a gestire il 5 cerchi olimpici di proprietà del Coni. Infine, altro nodo da sciogliere è legato al limite dell’avvalimento del personale assunto ante 2002: tutto il personale dedicato al core business del Coni, ossia quello addetto alla preparazione olimpica, è stato assunto post 2002 e con il decreto appena approvato resterebbe tutto in organico a Sport e Salute. E senza correzioni dell’ultima ora, la soluzione di questi nodi passa alle Camere con la conversione in legge del “salva Coni”.

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