Ferie e viabilità

Autostrade, il grande esodo estivo a rischio paralisi: ecco tutti i cantieri

Crolli e inchieste moltiplicano gli interventi di messa in sicurezza della rete: tanti i lavori in galleria. Dal 2 agosto nuovi controlli in Sicilia

di Maurizio Caprino

Aggiornato il 27 luglio ore 16.14

Antitrust, procedimento contro Autostrade per i pedaggi

4' di lettura

In tempi normali, a fine luglio andava in scena la “liturgia dell’esodo”: una conferenza stampa per illustrare il calendario delle partenze intelligenti per le vacanze tra bollini rossi e neri, lo schieramento delle pattuglie e, da ultimi, quei pochi cantieri non interrompibili ad agosto. Dall’anno scorso, per gli utenti, la prima preoccupazione sono cantieri e restringimenti. Crolli e inchieste giudiziarie li hanno fatti proliferare, per rimediare ad anni di manutenzioni omesse o carenti (con annessi profitti altissimi dei gestori): ora troppi lavori vanno fatti subito e tanti controlli rivelano problemi che portano a limitazioni di transitabilità non programmate.

La mappa cantieri

Così, ai soliti tratti che vanno in crisi per l’enorme volume di traffico dell’esodo estivo, se ne sono aggiunti altri la cui portata è diminuita da cantieri e restringimenti. La cartina in allegato riporta solo questi ultimi. Sono state considerate solo le autostrade. Sia per semplicità sia perché raramente la viabilità ordinaria è un’alternativa davvero valida: su quasi tutti i principali assi è insufficiente e le sue condizioni di manutenzione sono quasi sempre peggiori rispetto alle autostrade. Va però detto che l’Anas dal 23 luglio al 5 settembre chiude 435 dei circa 800 cantieri sulla sua rete.

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LA MAPPA

LA MAPPA

La cartina non può essere del tutto esaustiva: possono sempre esserci novità all’ultimo momento. Non solo per gli imprevisti durante i controlli (l’ultimo ha fatto restringere le due corsie del viadotto Torraccia dell’A1 sul già critico tratto Barberino-Calenzano e da lunedì 2 agosto iniziano altre ispezioni sulle autostrade siciliane, che sono tra le più trascurate). Ci sono anche le pressioni che vengono dai territori.

IL DETTAGLIO
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L’ultimo esempio è la galleria Provenzale dell’A10, tra Genova Aeroporto e Genova Pra’ in direzione Savona: il grave ammaloramento era emerso a fine inverno e le autorità locali avevano chiesto rinvii della chiusura totale per lavori, per concentrare i disagi dal 6 agosto, quando gli spostamenti urbani calano. Ma ora si va verso un cantiere dal 9 al 23 agosto e il transito a doppio senso nella carreggiata verso Genova invece della chiusura totale verso Savona. Mentre restano sospesi altri cantieri intorno a Genova (con garanzia di due corsie, sia pur ristrette, per ogni senso di marcia). Si vedrà, ma lunghe code paiono inevitabili.

Il numero di corsie non è tutto

Nella cartina in allegato si cerca il più possibile di indicare il numero di corsie percorribili per ciascun senso di marcia. La situazione peggiore è quando ce n’è una sola. Tanto più nella prassi italiana, dove quell’unica corsia è “contesa” senza regole, col risultato che tutti devono fermarsi, creando una coda. Nel Nord Europa si prova ad alternare i passaggi (un veicolo dalla corsia di sinistra, un altro da quella di destra, poi ancora uno da sinistra e così via), in modo che ciascuno sappia quando è il suo turno e non si creino quelle incertezze su chi debba passare che costringono a rallentare troppo o a fermarsi.

Quando le corsie disponibili sono due o tre, le code si accorciano, ma spesso non spariscono: la larghezza di ciascuna corsia è ridotta, inducendo a rallentare o addirittura a frenare anche i tanti che non rispettano i bassi limiti di velocità imposti dalla segnaletica di cantiere. Quando c’è tanto traffico, se anche uno solo rallenta, chi segue è indotto a frenare, innescando una catena in cui chi è decine di metri più dietro dovrà fermarsi. Le code nascono così. L’effetto è amplificato dai tanti suv e simili in circolazione, che spesso hanno larghezze ai limiti delle corsie ristrette. Tutto ciò suggerisce una cautela supplementare rispetto a quella obbligatoria in un’area di cantiere: è bene non affiancare chi marcia nella corsia accanto.

Inoltre, quasi sempre i cantieri portano via la corsia di emergenza: se qualcuno resta in panne, si rischia di travolgerlo o di fare manovre pericolose per evitarlo. E i cantieri a volte utilizzano come deposito le aree di sosta, che chiudono al pubblico (notizia che sfugge ai bollettini sul traffico): non restano che le aree di servizio.

In galleria è peggio

Nel leggere la cartina, attenzione quando si citano gallerie: di solito è qui che si presentano le situazioni più critiche. Prima di tutto perché non ci sono le corsie di emergenze (ogni minima avaria può provocare un incidente, occhio alla distanza di sicurezza, tanto più che suv e camper ingombrano la visibilità in lontananza per chi guida una vettura “normale”) e i restringimenti di carreggiata sono in media più lunghi e a una corsia.

Poi restare bloccati al chiuso crea problemi di caldo e respirazione. Inoltre, soprattutto d’estate, aumenta il rischio di incendi, come quello di martedì 20 luglio all’inizio dell’A26 a Voltri, con code di 10 chilometri anche sull’A10.

In galleria è ancora più sconsigliabile uscire dall’abitacolo se si resta in un ingorgo, soprattutto perché quando la coda si sblocca si rischia di essere investiti. A maggior ragione da chi si è abituato a usare il cellulare per documentare tutto, persino quando guida.

Comunque dal 2019 il ministero delle Infrastrutture ha imposto cautele per sopperire al mancato adeguamento di molti tunnel alle norme antincendio, non di rado imponendo la presenza costante di personale di vigilanza. Tra le cautele, spesso c’è pure il limite di velocità a 90 km/h.

(ha collaborato Valeria Uva)

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