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Il grande falò di Borsa delle big tech: in fumo 1.100 miliardi in quattro mesi

di Andrea Franceschi


(Afp)

2' di lettura

Dopo il peggior dicembre dagli anni ’30 archiviato da Wall Street le prime due sedute del nuovo anno non hanno mostrato segnali di inversione di rotta. Tutt’altro. La delusione dagli indici di fiducia in arrivo dalla Cina, pubblicati mercoledì, e la revisione sui ricavi comunicata ieri dalla (ormai) terza società quotata al mondo hanno dato ulteriori pretesti per vendere alla crescente pattuglia di chi, sui mercati, intravede all’orizzonte la prospettiva di un rallentamento della crescita globale, se non una possibile recessione.

Ben prima dell’allarme ricavi di Apple il bersaglio prescelto pare essere soprattutto la tecnologia. Dai picchi di fine agosto le 8 maggiori aziende del settore (Microsoft, Amazon, Apple, Alphabet, Facebook, Tencent, Alibaba e Samsung) hanno perso in media il 25% del loro valore. Tradotto in capitalizzazione stiamo parlando di oltre 1100 miliardi di dollari di valore borsistico andato in fumo.

I BIG TECNOLOGICI IN BORSA
I BIG TECNOLOGICI IN BORSA
I BIG TECNOLOGICI IN BORSA

Dieci anni fa solo una società tecnologica compariva nella top ten mondiale dei titoli a maggior capitalizzazione: Microsoft. Oggi le non tecnologiche(Berkshire Hathaway, Jp Morgan, Johnson & Jhonson) sono una minoranza. Questo stravolgimento riflette le grandi trasformazioni delle abitudini di consumo che la tecnologia di massa ha comportato.

LA TOP TEN DELLE SOCIETÀ QUOTATE OGGI E 10 ANNI FA Classifica delle aziende per capitalizzazione. Dati in milioni di dollari. (Fonte: S&P Market Intelligence)

La scommessa correlata a questa rivoluzione ha dato la spinta ai titoli delle aziende di punta che in 10 anni hanno visto le loro quotazioni salire di oltre il 700 per cento. Una fiammata che ha contribuito in maniera determinante al grande rally di Wall Street (+170% in 10 anni) e delle Borsa mondiali in generale (l’indice Msci World ha guadagnato il 99%).

Ciò che sta succedendo ora è che il mercato sta iniziando a mettere in discussione il presupposto alla base dell’ipervalutazione dei titoli tecnologici: una continua e costante crescita di utili e ricavi dei big tecnologici. L’allarme di Apple è la conferma che qualcosa sta cambiando. In che misura lo si vedrà nei prossimi mesi.

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