arte

Costantino Nivola, lo scultore sardo che conquistò New York

L’esposizione «Figure in Field» alla Arthur A. Houghton Jr. Gallery, racconta la storia dei progetti costruiti dall’artista di Orani

di Stefano Salis

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L’esposizione «Figure in Field» alla Arthur A. Houghton Jr. Gallery, racconta la storia dei progetti costruiti dall’artista di Orani


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Piccolo di statura, grande di ingegno e maestria artistica, cuore sardo e mentalità la più internazionale e cosmopolita possibile, Costantino Nivola (1911-1988) era sbarcato in America provenendo dalle distese orizzontali aperte della campagna di Orani, paesino nel nulla del centro dell’isola, alla verticalissima New York, brulicante di gente e fervori, colma di una impressionante distesa di cemento, mattoni, acciaio, auto (così l’avrebbe disegnata in dipinti emozionanti) per colpa delle leggi razziali che toccavano l’amata moglie Ruth Guggenheim e per merito del destino, che laggiù, in una metropoli di dimensioni incommensurabili per chi era partito da un posto così piccolo, lo avrebbe visto realizzare un miracolo di arte, qualità, sapienza: vita.

«Ho bussato alle porte di questa città meravigliosa», recita il titolo di un diario-sunto di un’esperienza che, anni dopo, Nivola avrebbe dedicato alla Grande Mela: ed è un libro bellissimo e struggente (ormai introvabile, nelle edizioni Arte Duchamp). «E centinaia di porte, finestre e cuori si sono aperti. Il doganiere era sconcertato dal mio bagaglio composto di ingenuità, gioventù, talento ed accento straniero».

Nivola e il ritratto (perfetto) che gli fece l’amico Saul Steinberg

Era quanto gli bastava, però, per accendere una rete di relazioni (divenne amico e vicino di casa del geniale Saul Steinberg che gli fece, tra l’altro, un ritratto perfetto), di lavori, che gli consentirono di lasciare il segno nella grande città, prima, e nell’arte del Novecento, dunque. Non solo l’enorme rilievo murale per il negozio Olivetti sulla Quinta Strada (con l’utilizzo del sand-casting, la tecnica da lui inventata, giocando sulla spiaggia e spesso coinvolgendo l’altro amico e maestro Le Corbusier), ma tanti altri interventi, soprattutto di arte pubblica, che finalmente (e meritoriamente) sono ora oggetto di una grande mostra che gli dedica New York. «Figure in Field», aperta fino al 15 marzo alla Arthur A. Houghton Jr. Gallery, è la prima in assoluto a raccontare la storia dei progetti costruiti da Nivola a New York, attraverso maquette e sculture, disegni originali, fotografie site-specific e relativi oggetti. L’esposizione presenta una cronologia che delinea ben 58 progetti realizzati da Nivola in collaborazione con gli architetti nell’arco di circa 40 anni.

Costantino Nivola, lo scultore sardo caro a New York

Costantino Nivola, lo scultore sardo caro a New York

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E gli architetti c’entrano, perché la mostra è organizzata dall’Irwin S. Chanin School of Architecture della Cooper Union, in collaborazione con la Fondazione Costantino Nivola di Orani (dove la mostra poi approderà, con qualche modifica) e dall’Istituto Italiano di Cultura di New York: oltre alla mostra, la Cooper Union presenterà una varietà di programmi correlati, tra cui un convegno sul ruolo dell’arte pubblica, laboratori didattici e tour in tutta la città per scoprire i lavori e i lasciti di Nivola. New York infatti accoglie la più grande raccolta delle opere pubbliche dell’artista sardo – 21 progetti in tutti e 5 i distretti, almeno 17 dei quali ancora esistenti. Riscoprirlo, nei luoghi in cui operò, è orgoglio, salvaguardia, omaggio, restituzione. Memoria ed esempio. E, sì, perfetta contemporaneità.

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