MARKETING

Il grande reset tra brand e clienti

L’ascesa dei dati e l’attivismo delle aziende, il commerce e l’effetto Tik Tok: aumentano le piccole aziende che offrono servizi di consulenza puntando su agilità e portfolio ampio di competenze

di Giampaolo Colletti

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Le aziende hanno la necessità di intercettare un’attenzione distratta e infedele: molte società di servizi digitali spesso sono mobile only

L’ascesa dei dati e l’attivismo delle aziende, il commerce e l’effetto Tik Tok: aumentano le piccole aziende che offrono servizi di consulenza puntando su agilità e portfolio ampio di competenze


2' di lettura

Il grande reset. Non ha usato mezzi termini su Time Klaus Schwab, fondatore e guida del World Economic Forum, per raccontare il cambio di paradigma necessario per affrontare questo anno spartiacque. «Ora il business non può più portare avanti un impegno con intenzioni solo formali, ma ancora troppo vago», ha scritto Schwab.

La richiesta è un senso di consapevolezza, che si legge tra le pieghe di una necessaria evoluzione nella relazione tra brand e consumatori. Tutto questo in fondo si trova anche nella ricerca del “brand purpose”: il 39% di manager comunicatori e advertiser ritiene che l’emergenza sanitaria abbia portato le proprie aziende a dare maggiore importanza agli investimenti a supporto di iniziative che testimoniano l'impatto positivo delle marche sulla società. È quando emerge dalla recente ricerca di Upa, associazione che riunisce i più importanti investitori italiani in pubblicità e comunicazione, e School of Management del Politecnico di Milano. C’è di più: per il campione intervistato la profilazione delle audience è strategica per la costruzione della marca (64%) e per l’attivazione di campagne mirate di vendita (74%). Risultano centrali anche l’analisi degli analytics digitali (67%), il brand tracking (75%) e la viewability (56%). Addirittura per 8 manager su 10 nei prossimi tre anni la percentuale di investimento sui mezzi digitali aumenterà significativamente per quanto riguarda le attività di precision marketing, approccio scientifico che passa dall’acquisizione e dall’analisi dei dati dei clienti, prospect o consolidati. Così il dato regna sovrano, punto fermo di uno scacchiere digitale in cambiamento.

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D’altronde nell’anno che ha falcidiato gli spostamenti fisici nel mondo, è stata la finestra online a permettere ai cittadini di viaggiare, stando chiusi in casa col proprio smartphone. Così i consumi sono cresciuti, contemporaneamente al bisogno di orientarsi in mercati stravolti. Non è un caso che la mobilità dei consumi sugli schermi miniaturizzati oggi veda la casa come centro nevralgico di attenzione per via dell’emergenza pandemica. Anche se le fruizioni restano multitasking, fatte di uno zapping costante e di stream senza fine. È l’effetto TikTok che orienta i servizi offerti e l’attività di tutta la filiera.

La fotografia di Netcomm durante la prima ondata emergenziale e il relativo lockdown ha fatto registrare il triplo di nuovi consumatori intenti a fare acquisti online: 2 milioni nella prima metà del 2020 rispetto alla crescita organica di 700.000 unità del 2019. Ecco allora che evolve anche il ruolo delle società di consulenza di digitali. Una filiera parcellizzata che oggi vede la crescita esponenziale di quelle realtà flessibili, agili, integrate con un portfolio completo di competenze.

Sono questi nuovi leader della crescita ad aggredire meglio un mercato in evoluzione. Anche perché le risposte ai nuovi bisogni dei clienti arrivano da soluzioni convergenti e coinvolgenti. Di fatto a portata di smartphone.

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