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Il grande spettacolo della moda con Stefano Accorsi

Il nuovo numero di IL è in edicola da venerdì 29 novembre con Il Sole 24 Ore. In copertina: l’attore, indossatore d’eccezione nella Cineteca di Bologna

di Nicoletta Polla Mattiot


Su IL magazine il grande spettacolo della moda con Stefano Accorsi

3' di lettura

Entra nella fabbrica dei sogni: è questo l’invito di copertina del nuovo numero di IL in edicola da venerdì 29 novembre. A rivolgersi direttamente ai lettori, chiamandoli a seguirlo dietro le quinte di un sipario blu notte, Stefano Accorsi. L’attore ha interpretato, in esclusiva per il mensile del Sole 24, la moda di dicembre: dai maglioni in cashmere a collo alto ai cappotti, dall’abito formale allo smoking, recitando su un set che racconta la grande storia del cinema. Fra moviole, sale di proiezione, schermi e pizze, lo spettacolo ha inizio dentro una delle eccellenze della creatività italiana, la Cineteca di Bologna.

IL va alla scoperta di un patrimonio di 70mila pellicole e rarità, con la guida di Accorsi («Qui c’è una delle due copie al mondo in 70mm di Joker. Che emozione vederlo così! Scorsese e Coppola si fidano solo di questo posto e del suo magico laboratorio di restauro») e del direttore di questa “fabbrica” che il mondo ci invidia. «Il cinema è l’arte dell’ottimismo», racconta Gian Luca Farinelli. «Ed è rivolta a tutti. È un giacimento incredibile da cui attingere. Noi lavoriamo con la storia e con frontiere tecnologiche avanzate. Nella sua complessità, quest’arte ha aiutato e aiuta il mondo ad andare avanti».

E sono auspici per “andare avanti” nel nuovo anno anche quelli di Milovan Farronato, che firma per IL una personalissima interpretazione dell’arte e del futuro, dove «lasciare spazio al fortuito e al caso» può essere un atto creativo, l’invito a rischiare, senza pretendere di avere tutto sotto controllo, a difesa della libertà di invenzione. Non solo sogni e buona benaugurante fortuna per l’ultimo numero dell’anno, ma inchieste, approfondimenti, reportage.

Se le feste si avvicinano, IL pensa al Natale anche dal punto di vista dei numeri: uno su tutti, 75mila. Sono le tonnellate di carta e cartone che vengono messe sotto l’albero: 25 milioni di famiglie, tra pacchi, pacchetti, regali, panettoni, producono più di tre chilogrammi di rifiuti da imballaggi. Questo non è un sogno, ma un tema molto concreto da affrontare: IL indaga come e chi se ne occupa in Italia. Con un approfondimento su nuove tecnologie e nuovi materiali.

Il modo più originale per smaltire i pacchi? Mangiarli. Si esplora la frontiera del packaging commestibile, con l’aiuto di Diane Leclaire Bisson, industrial designer, scienziata e gastronoma che produce solo contenitori edibili. Mentre in Italia si discute di plastic tax e l’Europa vieta la plastica monouso entro il 2021, le aziende studiano nuovi materiali: fibre, alghe, lieviti. L’obiettivo è pensare a pellicole e scatole per confezionare il cibo che siano esse stesse coltivabili.

L’attenzione al Pianeta non riguarda solo la questione rifiuti. Se c’è una disciplina che va riportata al centro del dibattito, questa è la demografia. Nel suo articolo su IL Alessandro Rosina spiega come decifrare i cambiamenti del nostro tempo: «Le grandi trasformazioni si possono sintetizzare con quattro “i”, tutte direttamente o indirettamente legate alle dinamiche demografiche: si tratta dell’invecchiamento della popolazione, dell’immigrazione, dell’innovazione tecnologica e dell’impatto ambientale». Di questi temi discute anche l’antichista Giorgio Ieranò ricordando che già Aristotele tuonava contro il rischio sovrappopolazione (schierandosi per l’aborto), mentre, in un impero spopolato dalle guerre civili, Augusto emanava leggi per penalizzare i celibi e le famiglie numerose. Corsi e ricorsi della storia.

Storia che va studiata e àncorata alla verità documentale dei fatti accaduti, anche quelli che appartengono a vicende più recenti e tuttavia mai chiarite fino in fondo. Lo ricorda Raffaella Calandra, che dedica la sua rubrica Storiacce, su questo numero di IL, alla bomba che cambiò l’Italia. Il 12 dicembre ricorrono i cinquant’anni della strage di Piazza Fontana, che aprì la Notte della Repubblica: 17 morti, 88 feriti, 3 processi, 10 dibattimenti, 36 anni di udienze. Nessun colpevole. Per questo occorre tornare alle fonti: IL lo fa in compagnia di Benedetta Tobagi, riaprendo i pesanti faldoni dell’Archivio di Stato di Milano.

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