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Il gruppo Argea investe nella cantina Zaccagnini eccellenza d’Abruzzo 

Azienda di Bolognano

di Enza Moscaritolo

Nel pescarese.  Sopra Marcello Zaccagnini, titolare dell'azienda agricola Ciccio Zaccagnini. A sinistra, bottiglie con il tipico “tralcetto”

3' di lettura

«Ho avuto questa opportunità e l’ho colta al volo. Puntiamo a crescere velocemente nei mercati esteri e la forza del gruppo Argea ci consente di farlo, soprattutto in un periodo difficile come questo, mantenendo alta la qualità e conquistando nuove quote di mercato, obiettivi che da soli è difficile perseguire»: Marcello Zaccagnini spiega così l’operazione, conclusa qualche settimana fa, che portato Argea, primo gruppo vitivinicolo privato italiano, dopo una trattativa iniziata a gennaio 2022, ad acquisire la storica Cantina Zaccagnini, una delle realtà abruzzesi del mondo del vino più conosciute in Italia e nel mondo. Fondata nel 1978 a Bolognano, borgo medievale sulle colline dell’entroterra pescarese, ha conquistato a piccoli passi una ribalta internazionale, diventando un pilastro dell’enologia abruzzese e italiana, grazie a un’attenta rivalutazione di vitigni tipici come il Montepulciano d’Abruzzo e il Moscato di Castiglione a Casauria.

«Entreremo nei mercati di riferimento di Argea che esporta in 95 Paesi, mentre noi attualmente vendiamo in 45 », spiega Zaccagnini, fondatore della cantina, che ora ricoprirà il ruolo di brand ambassador, responsabile degli eventi principali e delle fiere, mentre i figli, per volontà del gruppo, continueranno a lavorare in azienda nel settore marketing. «Beneficeremo della loro rete di vendita e del loro know-how in modo esponenziale - prosegue -. In questo modo potremo crescere, anche col numero dei dipendenti, senza sostenere nuovi investimenti, cosa che in questo periodo storico è davvero difficile immaginare di poter realizzare. Credo molto in questo progetto e per questo, dopo l’ingresso di Zaccagnini, ho deciso di reinvestire successivamente nel gruppo Argea».

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L’azienda agricola Ciccio Zaccagnini, dal nome del padre di Marcello che ha trasmesso al figlio l’amore per il vino e per la terra, esporta circa l’85% della sua produzione, composta di 6 milioni di bottiglie annuali, con un fatturato di 27 milioni di euro. La cantina di Bolognano attualmente impiega circa un centinaio di dipendenti: «In quasi ogni famiglia del paese c’è qualcuno che lavora per la nostra azienda – dichiara Zaccagnini, che la scorsa estate ha vinto il Premio Eccellenze d’Abruzzo 2022 a Canistro –. In questo modo contribuiamo a contenere lo spopolamento del territorio. Amiamo la nostra regione e la nostra mission è valorizzare le persone e la cultura di questa terra generosa che ci ha dato tanto». In quest’ottica di welfare aziendale, infatti, sono nate l’agorà, la piazza della cantina, una mensa e una palestra, ora di proprietà di Argea, insieme alla cantina di Bolognano, a quella di Corropoli, l’impianto logistico e di confezionamento e alle altre strutture annesse. Alla famiglia sono andati, invece, i vigneti storici e le proprietà immobiliari. Nel complesso si parla di 53 ettari di vigneti di proprietà e di circa 150 in conduzione diretta e indiretta.

Cantina Zaccagnini è riconosciuta e rinomata per il celebre “tralcetto” di rafia che veste il collo delle bottiglie, un simbolo che racconta non la storia dell’azienda e del territorio: «Il tralcetto nacque quasi per caso – racconta Zaccagnini – e ricordo che durante i primi anni della nostra attività imprenditoriale non venne particolarmente apprezzato, insieme all’etichetta, perché considerato poco elegante. Io, invece, ci credevo molto perché volevo dare un’identità riconoscibile al nostro vino che nasce in un posto unico, sulla collina, tra la montagna e il mare. Qualcosa che raccontasse la nostra storia con autenticità. I risultati raggiunti oggi ci hanno dato ragione – aggiunge –: nella nostra fascia di prezzo, per esempio, siamo tra i vini più apprezzati nei ristoranti di New York, e siamo nelle top ten in Svezia e Norvegia».

Identità che comprende anche un altro binomio,quello fra il vino e l’arte: “Il vino, arte dell’uomo” è lo slogan che incarna la filosofia dell’azienda sin da quando nel 1984 l’artista tedesco Joseph Beuys presentò il progetto “Difesa della Natura” in bottaia. Nel corso degli anni sono arrivati da queste parti artisti come Pietro Cascella, Mimmo Paladino, Franco Summa, solo per citarne alcuni, e i locali e gli spazi esterni si sono trasformati in una mostra permanente di opere e sculture, diventando la location anche per l’organizzazione di eventi come il riconoscimento “Il Tralcetto dell’Amicizia” e il premio sportivo intitolato a Peppino Prisco.

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