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Il gruppo Davines accelera su ricerca ed etica e lancia il profit sharing

di Marika Gervasio

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3' di lettura

Fatturato in aumento a doppia cifra, una nuova sede progettata da Matteo Thun che sarà inaugurata nel 2018 e una serie di iniziative legate a ricerca e sostenibilità: la crescita del gruppo Davines procede parallela all’impegno etico. Fondato nel 1983 dalla famiglia Bollati è una realtà dedicata al mercato professionale dell’haircare, con il marchio Davines, e dello skincare con il marchio Comfort Zone, distribuiti in 94 Paesi. Oltre all’headquarter di Parma, ha filiali a Londra, Parigi, New York, Città del Messico, Deventer (Olanda) e ha recentemente aperto una nuova sede a Hong Kong.

«Abbiamo chiuso il 2016 con un fatturato di 112 milioni di euro, +19% rispetto al 2015, registrando un incremento all’estero del 20% rispetto all’anno precedente, e del 17% in Italia - commenta il presidente Davide Bollati -. L’export pesa per il 73% sui ricavi totali». I mercati in cui il marchio Davines ha registrato i livelli di crescita più significativi sono il Nord America (+25%), - il principale mercato sia per il gruppo sia per il business hair care – seguito da Messico (+13%), Spagna (+85%) e Russia (+35%). Anche il marchio Comfort Zone è andato bene negli Stati Uniti (+25%) e in Russia (+31%) e ha messo a segno un importante sviluppo in Cina (+297%).

«Negli ultimi anni - aggiunge Bollati - il gruppo ha investito mediamente in ricerca e sviluppo circa il 3% del proprio fatturato. Ci avvaliamo di un Comitato scientifico internazionale e di un nostro laboratorio con un team di 17 professionisti fra chimici, farmacisti e biologi». L’azienda ha infatti scelto di mantenere al proprio interno lo sviluppo e l’innovazione di prodotti e processi per garantire una coerenza con i propri principi formulativi e la massima “performance” professionale e di sostenibilità.

Il 2017 sarà molto importante per il gruppo che ha deciso di investire nella realizzazione della sua nuova sede che verrà costruita sempre a Parma per sottolineare il legame con il territorio e le sue radici italiane. «Il Davines Village vuole essere la “casa” della bellezza sostenibile» aggiunge Bollati. Ospiterà i laboratori di ricerca e sviluppo, aree dedicate alla formazione, l’impianto di produzione, gli uffici e il giardino, che verrà realizzato con l’obiettivo di incoraggiare la biodiversità del territorio, ma anche di ospitare varietà vegetali utili allo sviluppo formulativo dei prodotti». Progettata dallo studio di architettura Mtlc, fondato dagli architetti Matteo Thun e Luca Colombo, la nuova sede «è stata concepita per fornire un esempio di sostenibilità, generare benessere nelle persone che la frequenteranno e incarnare appieno i valori dei due brand» precisa il presidente.

Particolare attenzione è dedicata al benessere dei dipendenti come dimostra il fatto che l’azienda ha deciso di destinare al personale un premio di partecipazione agli utili e la possibilità di usufruire di un “pacchetto Welfare” di beni e servizi per migliorare la salute e lo stile di vita per il 2017. Il gruppo, inoltre, ha appena dato il via a «Ricerca il futuro», una campagna di comunicazione e informazione per raccogliere fondi a supporto della ricerca scientifica al femminile: fino al 12 maggio dottorande, giovani laureate e professioniste potranno segnalare i progetti in cui sono coinvolte sul sito dedicato: www.ricercailfuturo.it. Ai tre progetti migliori saranno destinati i fondi raccolti attraverso la campagna attiva nei saloni dal 7 all’11 novembre. Ancora, accanto a progetti che promuovono la “bellezza sostenibile”, come ad esempio l’iniziativa “I Sustain Beauty”, l’azienda è promotrice di alcune iniziative legate al territorio, come la tutela della biodiversità grazie al supporto di alcuni Presìdi Slow Food, che costituiscono da alcuni anni gli ingredienti attivi della linea Davines Essential Haircare.

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