Manni

Il gruppo dell’acciaio finanzia telemedicina e ricerca su Covid-19

di Barbara Ganz e Valeria Zanetti


2' di lettura

La telemedicina può fare la differenza nell’assistenza ai pazienti affetti da patologie neurologiche come Alzheimer, Sla, Parkinson: in molti casi si tratta di persone anziane.

La sperimentazione sta partendo a Verona, dove Manni Group, leader internazionale nella siderurgia, nel settore dei pannelli isolanti e delle energie rinnovabili, sostiene la Brain research foundation Verona (Brfv). Il gruppo industriale finanzia con 100mila euro un progetto per migliorare monitoraggio, consulenze e trasmettere informazioni ai circa 3mila pazienti scaligeri seguiti dagli ospedali del territorio.

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«Durante le emergenze Covid, molti reparti sono stati costretti a sospendere o a rallentare le loro attività. Ciò ha causato gravi danni anche ai malati neurologici», spiega il presidente di Brfv, Giuseppe Manni, fondatore dell’omonimo gruppo. «La Fondazione Brfv ha quindi promosso lo sviluppo del progetto di telemedicina che consente di accedere all’assistenza a distanza offerta dai reparti dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona», aggiunge.

L’obiettivo è non permettere che la pandemia possa pregiudicare il percorso di cura di queste malattie, con ricadute sulla loro evoluzione e sulla qualità di vita dei pazienti. Con la telemedicina «sarà possibile lo scambio di informazioni cliniche attraverso dispositivi elettronici e l’uso di tecnologie di comunicazione per supportare l’assistenza, compresa l’attività di riabilitazione neurologica motoria. Ora stiamo adeguando il software alle esigenze specifiche dei reparti di neurologia dell’azienda ospedaliera. Saremo operativi nei primi mesi del 2021», conclude Giuseppe Manni.

Le risorse messe a disposizione corrispondono ai costi che si sarebbero sostenuti per celebrare l’anniversario dei 75 anni di storia dei Manni Group, che si sarebbe dovuto festeggiare lo scorso 26 maggio 2020 in occasione dell’assemblea annuale, poi sospesa per ragioni sanitarie. Il Cda ha donato la cifra alla Brain Research Foundation Verona per finanziare anche un studio sulla connessione tra Covid-19 ed effetti sul sistema nervoso centrale e periferico.

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